ASSOCIAZIONE PARCO SAN COLOMBANO

                                                                  

                                                    Sede Legale Località Malpensata 5/2 - Sede Sociale Via Ricetto 8
                                                                            20078 San Colombano al Lambro (Mi)

 

                                                                              C.F. 97382090153

 

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      San Colombano al Lambro, 10 Gennaio 2012

 

 

OGGETTO: nuovo PFV della Prov. di Milano rif. protocollo 185226/12.3/2011/9. Le osservazioni ATC3.

Alla c.a.  Dott. Giuseppe Talamo

Alla c.a.  Assessore Luca Agnelli


Provincia di Milano – Direzione Agricoltura, Parchi, Caccia e Pesca –
Servizio Faunistico –
Viale Piceno n. 60 –
20129 Milano

In vista della revisione del Piano Faunistico Venatorio della Provincia di  Milano le osservazioni di seguito riportate si riferiscono all'Oasi Protetta di San Colombano al Lambro, ATC3, e sono rivolte in particolare alla salvaguardia dell'attuale Oasi Protetta, vista la richiesta a voi pervenuta dall'Associazione dei Cacciatori dell'ATC3 di San Colombano al Lambro, di distruggerla.

Le Associazioni ambientaliste di San Colombano al Lambro e moltissimi cittadini  - residenti e non-  hanno molto a cuore l’Oasi protetta dell'ATC 3 inserita nel Parco collinare di San Colombano al Lambro.

L'hanno già difesa dalle “mire” dei cacciatori negli anni scorsi e si ritrovano ancora una volta uniti affinché possa perpetuarsi nel tempo una felice intuizione dei nostri nonni: quella di preservare un territorio naturalistico all’interno della collina.
Come saggi agricoltori proprietari dei terreni situati nell'oasi avevano sottoscritto un patto con chi professava la passione venatoria per salvaguardare un’area importante della collina, per tutelare nel tempo un territorio unico per la sua biodiversità, anche se allora questa parola non esisteva,  ricco di fauna selvatica, lepri, fagiani, starne e pernici.

Oggi noi rappresentanti delle Associazioni ambientaliste locali, Picchio Verde Onlus, Legambiente circolo “Il Quadrifoglio”, GROL, Gheppio, LIPU Milano, LIPU Lodi, LAC Lombardia, WWF Sant’Angelo L., ADICA, Il Borgo e Il Colle, I Germogli, Vivai ProNatura, ConFido In Un Sorriso, Barbarossa, Sherwood, Il Gerundo   difendiamo l’Oasi dove  in tutti questi anni abbiamo accompagnato scolaresche, famiglie intere, cittadini locali e dei paesi limitrofi a passeggiare lungo le valli di questa collina in tutte le direzioni,  da nord a sud e da est a ovest.

Tante e durante tutte le stagioni sono state  le iniziative volte a valorizzare l’Oasi e l’intera area collinare al fine di cercare do promuovere l’apprendimento della conoscenza delle erbe spontanee, dei funghi, delle piante, delle bacche, degli animali nel loro habitat naturale ed in particolare degli uccelli con il loro canto diurno e notturno.

Negli ultimi 8 anni abbiamo monitorato tutta la collina nel periodo della migrazione dei rapaci, come falchi pecchiaioli in maggioranza, ma abbiamo osservato anche il passaggio di gru, cicogne bianche e nere, gruccioni nonché  oche selvatiche.

Avevamo iniziato le osservazioni proprio nell’Oasi protetta e col passare degli anni, dopo avere evidenziato nella località del Pomo Granino il punto di maggior passaggio dei migratori, quest'anno siamo arrivati a monitorare anche il territorio di Monteleone (PV) e  Sant'Angelo  Lodigiano, evidenziando che tutto l'arco collinare è punto fondamentale per il viaggio dei nostri amici migratori (Relazione sulla migrazione a San Colombano, dalla rivista Infomigrans 2010). Per tutto questo ed altre peculiarità floristiche il territorio collinare è diventato un PLIS, ma ha avuto anche il riconoscimento RER (Rete Ecologica Regionale) con una legge della Regione Lombardia, D.G.R. del 16 gennaio 2008, n. 8/6447.

L’Oasi protetta così come è situata oggi è un importante ed insostituibile corridoio faunistico (ar-tav 8° corridoi ecologici  PLIS San Colombano al Lambro), come del resto è ben descritto nel piano attuativo del PLIS della Collina di San Colombano al Lambro (Stralcio corridoio ecologico dal Piano particolareggiato PLIS San Colombano al Lambro).

Rinunciare a tutta questa eccellenza territoriale per una zona non adatta da un punto di vista faunistico, esposta a nord  della collina, molto recintata, scarsamente percorribile in tutte le direzioni e sentirla impropriamente chiamare “nuova oasi”, per noi cittadini amanti della natura è una cosa inaccettabile.

Perché distruggerla? Perché in realtà si tratta in fine di distruzione. A quale scopo? Quali benefici se ne traggono?

 

Del resto i cacciatori locali hanno sempre catturato lepri quasi ogni anno al fine di evitare la consanguineità in un'area sotto Costa Regina, area guarda caso esposta a sud ed è sempre nella zona sud dell'oasi protetta che si fanno i censimenti prima delle catture.

Le lepri in particolare vivono e prosperano da ormai quasi 60 anni nel versante meridionale della collina e con ottimi risultati.

Noi tutti ci auguriamo di poter lasciare in eredità ai nostri figli e ai nostri nipoti una bellezza naturalistica e paesaggistica per almeno altri 100 anni, così come hanno fatto i nostri padri e nonni fino ad ora.

Auspichiamo che un giorno tutta la collina che comprende i 5 comuni, San Colombano al Lambro, Miradolo Terme, Graffignana, Inverno e Monteleone e Sant'Angelo Lodigiano, possa diventare zona integralmente protetta dalla caccia, non soltanto per la sua valenza ambientale e paesaggistica unica, ma anche per il valore economico che essa può rappresentare. Preserviamola, tuteliamola. Non distruggiamola

 

Le Associazioni ambientaliste e protezioniste locali sono a conoscenza della richiesta presentata in provincia dall'ATC3 
San Colombano al Lambro  per chiedere il permesso di spostare l'oasi protetta in altra zona della collina.
 
In riferimento a quanto detto in precedenza esprimiamo, come Associazioni ambientaliste, la nostra contrarietà alla richiesta 
presentata da una parte dei cacciatori dell’ATC3 di San Colombano Lambro.
Ribadiamo che:
 
·    L’attuale posizione dell’Oasi è strategica in quanto situata per la maggior parte del suo territorio sul versante sud (quella parte che
 i cacciatori vorrebbero “conquistare”) ed è da ritenersi posizione ottimale per la conservazione della fauna che vive nel territorio in 
maniera indisturbata da diverso tempo (ar-tav 8° corridoi ecologici  PLIS San Colombano al Lambro).
·    L’attuale posizione dell’Oasi riveste una grande importanza strategica nella politica di tutela e riqualificazione del territorio 
in quanto si configura come elemento di connessione ed integrazione tra il sistema del verde urbano e quello delle aree protette 
di interesse regionale, (ar-tav 8° corridoi ecologici  PLIS San Colombano al Lambro) permettendo così la tutela di vaste aree 
a vocazione agricola, la conservazione della biodiversità nonché la valorizzazione del paesaggio tradizionale.
·    L’area eventualmente “smembrata” e poi “riplasmata” in un’area a ridosso del paese avrebbe un’esposizione esclusivamente a nord 
(zona tra l’altro quasi esclusivamente cintata) non è da considerarsi habitat particolarmente vocato per la protezione della fauna locale.
·    LA “nuova oasi”, così dovrebbe essere chiamata  la nuova area, è da considerarsi una ZRC e quindi soggetta a cambiamenti ogni 
qual volta lo decideranno le associazioni venatorie.
·    L’Oasi di protezione faunistica, ai sensi della L.R. 26 del 1983 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela 
dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria” è destinata principalmente alla conservazione della fauna selvatica.
·    L’Oasi attuale è chiusa alla caccia da ormai quasi 60 anni e, se territorio chiuso un motivo (oltre quello affettivo) ci sarà! 
Se i cacciatori utilizzano quest’area come zona di ripopolamento (quasi ogni anno tra le 10-15 lepri vengono catturate 
per poi essere liberate in altre aree) è perché le lepri, in particolare, trovano un’area favorevole e sicura per riprodursi.
·    L’Oasi, così com’è concepita oggi, non ha subito cambiamenti da quasi 60 anni ed ove esistono vecchi insediamenti 
(Coste Grossi, Coste Cornaggia, Malpensata, Biotta, Caplania, Serafina; Ca’ de Mazzi, Costa Regina, etc.) 
non ci sono recinzioni o, se ci sono, sono scarse.
·    La cattiva abitudine di alcuni cacciatori locali di indirizzare le loro doppiette verso le case non si modificherà e pertanto 
il pericolo si concentrerà sulle le case sparse sul territorio.
·    Il territorio occupato dalla attuale Oasi è situato in luogo di raro pregio ambientale (RER D.G.R. del gennaio 2008 n°8/6447) 
(Aree Protette per la Biodiversità della Pianura Padana” Regione Lombardia).
·    L’area occupata attualmente dall’Oasi è considerato un corridoio delle specie migratorie (rivista Infomigrans 2010) 
(Aree Protette per la Biodiversità della Pianura Padana” Regione Lombardia).
·    L’Oasi di San Colombano al Lambro è’ un rifugio di animali selvatici, anche rari, secondo la Direttiva Uccelli dell’Unione Europea 
(relazione tecnica del Prof. Renato Massa- Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio Università degli studi 
di Milano Bicocca).
·    L’Oasi è inserita nel PLIS collinare di San Colombano al Lambro, che annovera circa 30.000 residenti 
nei 5 comuni costituiscono il Parco e tanti sono i fruitori dei questo territorio.
·    Si tratta di un bene comune ed importante anche per l’economia locale che svolge attività vitivinicola e florovivaistica.
·    Il territorio incluso nell’Oasi è zona  di facile accesso, sicuro e quindi di svago tutto l’anno per sportivi e semplici cittadini 
non solo locali ma di tutti i Comuni limitrofi e non.
 
 
65 cacciatori iscritti all’ATC 3 residenti (tra l’altro non tutti favorevoli allo spostamento dell’area) in loco non possono e non devono decidere 
per tutti gli altri cittadini che usufruiscono dell’Oasi. 
 
Dove ci sono elementi naturalistici e paesaggisti di pregio e di rilievo ambientale è importante che vengano salvaguardati anzitutto 
perché continuino ad esistere. Il rispetto ad un’Oasi ecologica, che ha comunque equilibri fragili, è importante in quanto offre 
il vantaggio di poter essere realmente considerata area da vivere, da attraversare, da osservare, da “consumare” tramite i benefici 
diretti (la raccolta stagionale della frutta,la vista panoramica, le passeggiate lungo i sentieri) e indiretta.
Conservando questi luoghi con queste caratteristiche più gente avrà la possibilità di goderne evitando la  formazione 
di “nicchie sociali” di privilegiati. Si contribuirà quindi ad evitare che il fenomeno del riavvicinamento alla natura si configuri 
come una moda soltanto e che al contrario si consolidi come elemento fondamentale sulla qualità di vita per tutti. 
 

 

Grazie per l'attenzione.
In attesa di un vostro  favorevole riscontro.

Saluti cordiali.

 

 

Maurizio Papetti
Presidente Associazione Picchio Verde Onlus
Località Malpensata 5/2 
20078 San Colombano al Lambro (Mi)
@  oasiparcobanino@yahoo.it     ♪♫  3405688621
http://www.ziopapes.it/picchio_verde/picchio.htm

 

 

 

 

 

 

Allegati:

- Riconoscimento RER - D.G.R. del 16 gennaio 2008, n. 8/6447.

- Stralcio da “Aree Protette per la Biodiversità della Pianura Padana” Regione Lombardia.

- Stralcio corridoio ecologico dal Piano particolareggiato PLIS San Colombano al Lambro.

- ar-tav 8° corridoi ecologici  PLIS San Colombano al Lambro.

- Relazione sulla migrazione a San Colombano, dalla rivista Infomigrans 2010.
- Relazione tecnica del prof. Renato Massa sulla fauna presente nell’Oasi protetta ATC 3 San Colombano

  al Lambro.