A: Spett.Le
Regione Lombardia
Piazza IV
Novembre, 5
20124 - Milano
Alla c.a.
Assessore all'Agricoltura
Spett.Le
Regione Lombardia
Piazza IV
Novembre, 5
20124 – Milano
Alla c.a. Direttore Generale dell’Assessorato all’Agricoltura
Spett.Le
Regione Lombardia
Direzione Generale Agricoltura
Unità Organizzativa
Sviluppo e Tutela del territorio rurale e montano
Via Copernico, 38
20100 – Milano
Alla c.a. del Dirigente
Dott. Paolo Lassini
e
p.c. Spett.Le
Regione Lombardia
Via Filzi,
22
20100
– Milano
Alla c.a. Presidente
della Regione
On. Roberto Formigoni
Spett.Le
Provincia di Cremona
Corso Vittorio
Emanuele II, 7
26100 –
Cremona
Alla c.a. Presidente
della Provincia
On. Giuseppe Torchio
Spett.Le
Provincia di Cremona
Via Dante, 136
26100 – Cremona
Alla c.a. Ass. Agricoltura,
caccia e pesca
Dott.
Giorgio Toscani
Spett.Le
Provincia di Cremona
Via Dante, 136
26100 – Cremona
Alla c.a. Funzionario
Pesca
Dott.
Guareschi
Spett.Le
Provincia di Lodi
Via Fanfulla, 14
26900 – Lodi
Alla c.a. Presidente
della Provincia
On. Osvaldo Felissari
Spett.Le
Provincia di Lodi
Via Grandi,
6
26900 – Lodi
Alla c.a. Assessore Ambiente,
aria acqua
Dott.
Antonio Bagnaschi
Spett.Le
Parco
Adda Sud
Via Grandi, 6
26900
– Lodi
Alla c.a. Presidente
Spett.Le
Parco
Adda Sud
Via Grandi, 6
26900
– Lodi
Alla c.a. Direttore
Lodi, 11 aprile 2005
OGGETTO: Mozione
contro la cementificazione del Canale Vacchelli.
Sulla base della nota sotto riportata (allegato 1), inoltrata (mese di febbraio 2005) dalle Associazioni scriventi alla Commissione Ambiente della Provincia di Cremona e successivamente recepita dal Consiglio Provinciale di Cremona come parte integrante della mozione (approvata con voto unanime) contro la cementificazione del Canale “Pietro Vacchelli”, nonché dell’importante ruolo svolto dalla Regione Lombardia nella risoluzione di problematiche di carattere ambientale di particolare interesse per la collettività, si chiede:
la disponibilità della Regione Lombardia alla formazione di un tavolo tecnico politico che possa valutare opzioni alternative alla cementificazione del Canale Pietro Vacchelli, nel rispetto e nella salvaguardia delle comunità ittiche presenti. Si chiede inoltre la possibilità di partecipazione a tale tavolo da parte dei rappresentanti delle Associazioni e dei cittadini scriventi, unitamente agli altri attori sociali direttamente coinvolti nella questione (Regione Lombardia, Province di Cremona e Lodi, Parco Adda Sud, Consorzio per l’Irrigazione del Territorio Cremonese).
Si
ricorda che tra i canali a scopo irriguo presenti sul territorio Lombardo,
il Canale Vacchelli, insieme al Canale Muzza,
costituisce uno degli ambienti con la qualità faunistica
più elevata, rammentando al suo interno molte specie ittiche tutelate
a livello Comunitario. Sulla base di ciò
La cementificazione
del fondo del Canale avrebbe impatto devastante sulle comunità ittiche. Si
chiede pertanto che tale pratica non venga messa
in atto in quanto il Vacchelli, che ha una storia
ultracentenaria, non si può considerare bene esclusivo di chi lo gestisce
bensì patrimonio di cultura, storia e ambiente di tutta la collettività. Analogamente
le specie animali che lo costituiscono (con particolare riferimento a quelle
protette a livello Comunitario) sono insostituibili, hanno valore inestimabile
e non possono essere distrutte per puro interesse economico.
Si propone inoltre di effettuare gli
interventi di manutenzione delle sponde seguendo le indicazioni del “Quaderno
Regionale” che si basa sui principi di ingegneria ambientale e naturalistica. Per la
manutenzione nel tempo delle rive alberate e dei fondali si propone
il coinvolgimento degli Enti Locali del territorio, dei parchi e delle associazioni
ambientaliste e animaliste. Si ricorda che già dall’ultimo bando della Fondazione
Regionale CARIPLO erano finanziati interventi di tale pregio e che la stessa
Regione Lombardia prescrive, per la manutenzione delle sponde, il rispetto
delle indicazioni contenute nel Quaderno sopra citato.
Si osserva infine come sia difficilmente accettabile la dizione “Trattandosi di lavori su di un’opera già esistente, che non ne altera alcuna delle sue caratteristiche essenziali, non è applicabile il dettato del D.P.R. 12.04.1996 in materia di Valutazione di Impatto Ambientale” , citata nella relazione tecnico economica del Progetto “Lavori di adeguamento Canale Pietro Vacchelli”, in quanto i lavori previsti comporteranno viceversa uno sconvolgimento delle peculiari caratteristiche biologiche ed ecologiche del Sistema.
Oltre a ciò, occorre tenere presente
che
L’eventuale cementificazione, con
scomparsa di molte specie ittiche, determinerebbe uno scadimento della qualità
complessiva del Canale, il che comporterebbe in futuro oneri economici a carico
della collettività per le operazioni di “decementificazione”
e di ripristino della situazione originaria con fondo naturale.
Nella speranza di una soluzione positiva al problema,
Le associazioni
(in ordine alfabetico):
A.P.S.S.L. sezione provinciale FIPSAS
Lodi
Amici
Cannisti Novatese
Associazione Amici dell’Adda
Associazione
Pesca Sportiva Cudeghini Crespiatica
Associazione
Polisportiva Zelo Buon Persico Sezione Pesca
Club
Anguilla Pioltello
GROL
Gruppo Ricerche Ornitologiche Lodigiano
Gruppo
Pescatori Sportivi Trescore Cremasco
Il Bradipo
Legambiente Cremona
LIPU
Cremona
Pescatori
Mosca Lodi
Picchio
Verde Onlus San Colombano
Società
Pescatori Sportivi Pandino
Società
Sportiva Pescatori El Beca
Monza
Spinning Club Italia sezione provinciale di Lodi
Todeschini Team Rescaldina
Vivambiente
WWF Lodigiano
WWF
Cremona
Le
comunicazioni potranno venire inviate a:
WWF
Alto Lodigiano
Via
Paolo Gorini, 19
26900
– Lodi
e-mail: altolodigiano@wwf.it
Per
info
Mario
Narducci - cell 339/2983842
Loredana
Migliore - cell 347/6899524
Maurizio
Papetti – 340/5688621
Il Canale Vacchelli rappresenta
una delle principali derivazioni a scopo irriguo del Fiume Adda. L’acqua prelevata
al Fiume fornisce gran parte dell’agricoltura cremonese. Il Canale è gestito
dal “Consorzio per l’Incremento dell’Irrigazione del Territorio Cremonese”.
Il flusso d’acqua in entrata è regolato da chiuse che possono essere alzate
o abbassate a seconda delle necessità. Tali chiuse
si trovano in comune di Merlino (LO). Il tratto iniziale
è l’unico in Provincia di Lodi, mentre i restanti km di corso sono tutti in
Provincia di Cremona.
Il
Canale presenta numerosi tratti con sponde in terra ricoperte di vegetazione
erbacea, alternati a zone con sponde in cemento. Il fondo è naturale e costituito
da ciottoli e ghiaia. Per facilitare lo scorrimento dell’acqua attorno al
mese di aprile di ogni anno viene effettuato lo sfalcio
della vegetazione acquatica. In alcuni anni tale pratica è avvenuta mediante
imbarcazioni dotate di strumenti di sfalcio, in
condizioni di flusso normale. In altri il flusso in entrata è stato azzerato
(chiuse abbassate) ed è comunque rimasta acqua di risorgenza
che ha consentito la sopravvivenza della fauna ittica durante il periodo critico.
L’Ente Gestore del Canale ritiene troppo onerosa la
gestione attuale in quanto:
·
il flusso d’acqua può determinare l’erosione delle sponde.
·
Si ritiene che lungo il percorso vi siano numerose perdite
idriche dovute a infiltrazione nella falda dell’acqua
superficiale.
Al
fine di ridurre i costi di manutenzione periodica l’Ente Gestore ha ottenuto
un finanziamento ministeriale di alcuni milioni di
euro per l’esecuzione della cementificazione delle sponde e del fondo del
Canale nel tratto da Merlino a Crema (circa
L’impatto previsto.
Impatto immediato: le opere di cementificazione,
l’asciutta e la presenza in alveo di mezzi meccanici potrebbero portare elevate
mortalità tra i pesci presenti.
Impatto a medio-lungo termine:
la cementificazione del fondo (attualmente costituito
da substrato naturale di ciottoli e ghiaia) impedirebbe la deposizione delle
uova da parte di tutte le specie ittiche. Ciò vorrebbe dire estinzione graduale
nel giro di pochi anni della gran parte delle specie
presenti. Inoltre un fondo cementificato ridurrebbe
notevolmente il numero di invertebrati acquatici
presenti e di conseguenza le disponibilità alimentari per i pesci.
Le specie ittiche coinvolte.
Il Canale Vacchelli è rimasto
uno dei pochi corsi d’acqua lombardi capace di ospitare
specie ittiche pregiate. Tra le specie presenti è possibile ricordare:
La lampreda padana (Lampetra
zanandreai), lo storione cobice
(Acipenser naccarii),
il barbo comune (Barbus plebejus),
il vairone (Leuciscus
souffia muticellus),
il pigo (Rutilus
pigus), il cobite comune (Cobitis taenia bilineata), la trota marmorata
(Salmo trutta marmoratus),
lo scazzone (Cottus
gobio), inserite nell’allegato
II della Direttiva Europea “Habitat” (92/43/CEE)
L’alborella (Alburnus
alburnus alborella), il triotto
(Rutilus erythrophtalmus),
il ghiozzo padano (Padogobius
martensii), specie
endemiche nel distretto padano veneto
Il gobione
(Gobio gobio), il cavedano
(Leuciscus cephalus),
la sanguinerola (Phoxinus
phoxinus), la scardola
(Scardinius erythrophtalmus),
il
luccio (Esox lucius),
il persico reale (Perca fluviatilis),
il temolo (Thymallus thymallus),
specie indigene in Italia.
In particolare il Canale Vacchelli
è ormai uno degli ultimi santuari delle popolazioni
di temolo di ceppo padano o adriatico del Nord Italia.
Tali popolazioni si distinguono da quelle dell’europa
continentale per caratteri peculiari, quali il ridotto accrescimento (taglia
massima
Si potrebbe verificare quella che può
essere chiamata perdita di biodiversità.