CITTADINO 27 NOVEMBRE 2004

 

L’Oasi per ora è salva, bloccati i cacciatori 

San Colombanon Decisione della provincia 

San Colombano Per il momento, l’Oasi protetta rimane salva. Prima del nuovo piano venatorio provinciale, l’assessore provinciale Alberto Grancini ha predisposto delle linee guida da sottoporre alle amministrazioni locali, in modo da favorire il confronto e arrivare a scelte condivise.
A San Colombano, però, cacciatori e amministrazione comunale avevano approvato le linee guida, mentre le associazioni ambientaliste le avevano contestate. Il motivo del disaccordo riguardava la destinazione del territorio dell’Oasi. L’area collinare compresa tra le strade Collada e Belfuggito, la provinciale Mantovana e la circonvallazione dall’ospedale Valsasino alla località Tre Strade è chiusa alla caccia da più di 45 anni. Lì nidificano e vivono molte specie di uccelli, anche rari, e di altri animali, a rischio se l’area fosse aperta alla caccia. E il nuovo piano, appunto, avrebbe consegnato l’Oasi ai cacciatori. A compensazione sarebbe stata istituita una zona di ripopolamento e cattura (area chiusa alla caccia, ma a disposizione dei cacciatori per la riproduzione e lo spostamento della fauna) nell’area collinare compresa tra la via Collada e la via Capra, a ridosso del centro abitato. Inoltre, l’area in prossimità della Cascina Bovera e del Lambro (chiuse anch’esse alla caccia da circa 40 anni) nel nuovo piano sarebbero state aperte alla caccia. In sostanza, da tre aree a divieto si sarebbe passati a una sola, con una riduzione del territorio protetto a circa 300 ettari dai 500 attuali. Nella riunione di mercoledì scorso, però, la giunta provinciale, su proposta dello stesso assessore Grancini, ha deciso di sospendere la scelta in attesa di ulteriori valutazioni tecniche. «Come primo risultato siamo molto soddisfatti - dice Maurizio Papetti, presidente dell’associazione ambientalista locale Il Picchio Verde - Siamo tre volte contenti: per il positivo dialogo avuto con gli amministratori provinciali, in particolare l’assessore Pietro Mezzi, per i cittadini di San Colombano, e soprattutto per l’Oasi». Il Picchio Verde ha raccolto quasi 1.500 firme contro il progetto di apertura alla caccia dell’Oasi. «Questo, comunque, è solo il primo passo - continua Papetti - Proseguiremo a informare la gente e a sviluppare iniziative, a partire dalla festa del prossimo 19 dicembre». Per quella data, l’associazione sta organizzando «una giornata della collina e dell’Oasi protetta da salvare», con passeggiate, incontri e proiezioni, mostre e mercati.Soddisfatto anche Gianni Leporelli, del Wwf: «Ora che la collina sta per diventare parco sarebbe stato insensato cancellare l’Oasi. Teniamocela ben stretta.Al massimo, in accordo con i cacciatori e gli amministratori, bisognerebbe cercare altre aree da tutelare in collina. Proprio quest’anno, tra l’altro, abbiamo scoperto che la collina è sulla rotta migratoria dei falchi pecchiaioli e quindi è uno stupendo punto d’osservazione. I cacciatori hanno avuto in regalo un’ampia zona in pianura, a ridosso del Lambro. Almeno la collina sia salvaguardata».
Andrea Bagatta