08 Giugno 2005 Centro Lodigiano Pagina 19
Cacciatori
e ambientalisti sono divisi sull’oasi collinare di San Colombano
San Colombano
Decisione ormai imminente per il destino dell’oasi collinare banina.
Sotto la vecchia giunta Colli della provincia di Milano l’area protetta era
destinata a essere cancellata
e trasformata in zona di ripopolamento e cattura della caccia nella proposta
del nuovo piano faunistico venatorio.
A distanza di un anno, e dopo un primo rinvio della decisione, i nuovi amministratori
provinciali non hanno ancora
dato un giudizio definitivo in merito.
L’assessore provinciale alla Caccia Grancini, tuttavia,
aveva dichiarato che la situazione sarebbe stata risolta entro giugno.
I tempi stringono, quindi. In provincia si è sperato fino all’ultimo che potesse arrivare una proposta unica da San Colombano, condivisa
da ambientalisti e cacciatori.
A quanto pare, però, nonostante due incontri promossi dall’amministrazione
locale, non è stato trovato alcun accordo e probabilmente gli amministratori
banini si apprestano a mandare in provincia una
semplice segnalazione delle diverse posizioni, senza schierarsi da una parte
o dall’altra. D’altronde, le posizioni sono note.
Ai cacciatori va bene la proposta del piano venatorio provinciale, che sostanzialmente
riprende in maniera puntuale le loro richieste.
Per gli ambientalisti, con l’associazione locale Picchio Verde onlus in testa, eliminare l’oasi sarebbe un grave errore
sia per la perdita di una zona protetta sia perché
la sua ricostituzione, un domani, sarebbe pressoché impossibile.
«Il nostro sforzo è stato teso a far capire l’importanza di avere un’oasi
protetta sulle colline e sul danno che significherebbe perderla - spiega Maurizio
Papetti, presidente del Picchio Verde -.
In questo senso abbiamo fatto dei passi in avanti, raggiungendo il consenso
di gran parte della popolazione e trovando la sensibilità degli amministatori locali, sia di maggioranza sia di minoranza,
e di quelli provinciali.
Anche tra i cacciatori si è aperta qualche breccia
e qualcuno condivide le nostre preoccupazioni.
Ma ogni tentativo di accordo è andato a vuoto». Andrea
Bagatta