Il Cittadino           3 novembre 2007               Centro Lodigiano       pagina 29

 

L’appello del Picchio Verde: «Stop al cemento in collina»

 

San Colombano. Sono scaduti mercoledì 31 ottobre i termini per far pervenire all’ufficio tecnico del municipio le proposte di carattere generale per la redazione del prossimo piano di governo del territorio. Poche quelle significative, tra cui spiccano le osservazioni arrivate dal Picchio Verde, l’associazione ambientalista locale, che di fatto erano state già presentate nel corso del convegno di domenica 28 ottobre scorso sul futuro del parco collinare. In particolare, l’associazione chiede di tenere in conto alcuni punti fissi nella gestione del territorio, in particolare quello collinare a parco.
Diversi i punti qualificanti suggeriti: si va dall’adozione di oasi protette fisse allo stop al cemento in collina, dallo sviluppare una cultura dell’appartenenza per cui ciascuno diventi responsabile delle proprie azioni alla riduzione dell’uso dei veleni e dei prodotti chimici sulle colture e anche nei giardini privati, dal rifiuto degli organismi geneticamente modificati alla richiesta di un’adeguata sorveglianza sul territorio. «Naturalmente, come sfondo a questi principi che vorremmo fossero adottati nella gestione del territorio e in particolare del parco, c’è la necessità di un maggiore coinvolgimento e collaborazione delle associazioni, degli operatori agricoli e commerciali, dei cittadini e delle scuole - spiega il presidente del Picchio Verde Maurizio Papetti -. Il convegno di domenica ha dimostrato che, se stimolate, le varie categorie rispondono». Ed effettivamente la richiesta di coinvolgimento era già uscita nel corso del convegno sia da parte di Federico Carenzi, presidente del Consorzio vini doc, sia da parte di Pietro Domenichini, presidente del circolo di San Colombano di Legambiente. «La denominazione d’origine controllata è data a un territorio, piuttosto che a un vino - aveva spiegato Carenzi -. Per questo, il binomio vino doc e parco collinare è intrinsecamente valido, e per questo dobbiamo sfruttare le nuove occasioni di valorizzazione con una nuova e più forte collaborazione tra tutti i produttori e l’amministrazione comunale». «Prima di tutto dobbiamo pensare a tutelare il patrimonio ambientale dato dalla collina, magari attraverso l’istituzione di guardie ecologiche volontarie - aveva detto Domenichini -. È importante, però, che insieme alle iniziative amministrative, si guardi anche all’informazione dei cittadini per farli diventare responsabili rispetto alla conservazione dell’ambiente» Andrea Bagatta