Il Cittadino 2 Febbraio 2007 Centro Lodigiano Pagina 27
San
Colombano. I selvatici catturati e liberati in un’altra oasi del Milanese
Caccia
alla lepre sulla collina, ma le armi erano soltanto reti
È scattata domenica scorsa, di prima mattina, la cattura delle lepri sulla collina banina: per la prima volta dalla sua istituzione, oltre 50 anni fa, nell’Oasi collinare protetta sono state stese le reti e con prime luci del giorno si è dato il via alla battuta. Tutto si è svolto senza incidenti né problemi di sorta. Dalle 6.30 sono arrivati sul posto i tecnici della provincia insieme a una pattuglia della polizia provinciale, una quarantina di cacciatori di San Colombano e due squadre provenienti dalla Brianza, più esperte in questo tipo di cattura. In tarda mattinata erano finite nelle reti venti lepri, 11 femmine e 9 maschi, e sono iniziati i controlli sanitari per opera del servizio veterinario dell’Asl di Lodi. Al termine dell’operazione, le lepri catturate sono state trasferite e liberate in altre zone protette del milanese. Contemporaneamente, nel territorio di San Colombano, sono state a loro volta immesse venti lepri in precedenza catturate nell’ambito di caccia 2 Milano Ovest: la nuova selvaggina è stata liberata in parte in aree tutelate e in parte in aree aperte alla caccia che, per la lepre, peraltro è già chiusa. Lo scambio si è reso necessario perché l’obiettivo dell’operazione era quello di diminuire la popolazione dell’Oasi, in particolare nella zona vicino ad alcuni terreni coltivati, danneggiati di recente dalla fauna. Liberando le lepri autoctone in altre parti del territorio di San Colombano, probabilmente gli animali avrebbero fatto ritorno all’Oasi, rendendo vana la cattura. Secondo i programmi dovevano essere 30 le lepri catturate, ma l’esiguo numero dei partecipanti alla battuta non ha permesso di raggiungere appieno il risultato. Anche da parte degli ambientalisti non ci sono state contestazioni di sorta. «L’attività è stata condotta senza problemi, anche se il periodo non è ottimale - dice Gianni Leporelli, rappresentante del Wwf in seno al comitato di gestione della caccia di San Colombano. - L’inverno mite ha anticipato i tempi degli accoppiamenti, e si è rischiato di catturare gestanti o neomamme. In futuro, sarebbe meglio che eventuali altre catture avvenissero a fine dicembre».Andrea Bagatta