Il Cittadino
Centro lodigiano 13
ottobre 2009 pagina
L’appello degli ambientalisti in vista della discussione del
piano urbanistico
<<Giù le mani dal centro e dalle colline>>
San Colombano La politica locale si
accende sull’urbanistica: mercoledì si riunisce il consiglio comunale per
deliberare sulle zone d’esclusione del piano casa della regione Lombardia, e
gli ambientalisti chiedono di salvaguardare parco collinare, centro storico e
le altre aree già tutelate.Il 15 ottobre è il termine ultimo fissato per i
consigli comunali per deliberare le aree in cui non troverà applicazione il
piano casa varato dalla regione Lombardia per il rilancio dell’edilizia. Tra le
altre misure, sono previste facilitazioni per aumentare le volumetrie e per il
recupero a uso abitativo di fabbricati in precedenza destinati ad altro uso.Le
associazioni ambientaliste locali, Picchio Verde, Legambiente e Wwf hanno
trasmesso nei giorni scorsi al sindaco Gigi Panigada la richiesta di escludere
dall’applicabilità della legge «tutte le aree del centro storico , il Plis di
San Colombano al Lambro e quelle aree soggette a vincolo di inedificabilità in
base a disposizioni di legge o di pianificazione territoriale ed
urbanistica».Le associazioni rimarcano nella loro richiesta il fatto che la
legge prevede espressamente che siano i consigli comunali a deliberare in tal
senso e per questo gli ambientalisti «invitano a mettere in atto tutte le
iniziative necessarie per non perdere questa fondamentale occasione di tutela e
valorizzazione del vostro e nostro territorio». L’amministrazione comunale
scioglierà mercoledì, nel corso di un inusuale consiglio comunale pomeridiano,
il dubbio sul recepimento o meno di questa richiesta.Da segnalare che proprio in
occasione dell’ultimo consiglio comunale nel mese di settembre, la maggioranza
era andata in difficoltà sulla delibera di recepimento della legge regionale
per il consumo delle superfici agricole allo stato di fatto, ovvero quelle
superfici di fatto agricole indipendentemente da come fossero marcate negli
strumenti urbanistici, e sulla maggiorazione del contributo di costruzione.Il
sindaco aveva portato in consiglio per l’approvazione la cartografia passata
dalla Regione e la proposta di applicare l’aliquota massima del contributo di
costruzione al 5 per cento. La norma era entrata in vigore ad aprile, ma San
Colombano non l’aveva ancora recepita.Incalzato dal consigliere di minoranza
Maurizio Rugginenti sui ritardi d’applicazione, che hanno portato alla cartografia
imposta dal Pirellone e all’obbligo dell’aliquota al 5 per cento, e sulla
formulazione della delibera, che avrebbe lasciato al comune margini di
discrezionalità interpretativa non previsti dalla norma, alla fine il primo
cittadino ha proposto il ritiro della delibera.
Azione indispensabile anche per i malumori di diversi consiglieri di
maggioranza, palesemente contrari perché non sarebbero stati informati in quei
termini della decisione d’assumere.
Andrea Bagatta