Il Cittadino    Centro Lodigiano   pagina 15

 

Sulle colline per 15 giorni alla ricerca dei rapaci

San Colombano. Restare per quindici giorni in cima alla collina di San Colombano al Lambro per avvistare gli uccelli migratori. È quanto si sono proposti di fare i volontari dell’associazione Picchio Verde, del Grol Lodigiano e del Wwf. Il campo di avvistamento che si trova su uno spiazzo collinare a lato della Collada consente di avere un’ottima visione della pianura in direzione nord est. «Scopo del campo- spiega Marco Siliprandi del Grol e animatore dell’iniziativa- è avvistare i falchi pecchiaioli provenienti dal nord Europa che transitano sulla pianura Padana» . Naturalmente si tratta di valutare l’entità del passaggio contando gli esemplari uno ad uno. Per questo è necessario presidiare i cieli per gli ultimi quindici giorni d’agosto e per i primi giorni di settembre, epoca preferita da questi uccelli per la migrazione.Il campo, partito in sordina lo scorso anno, è alla seconda edizione. Si tratta anche di capire, con una sperimentazione che durerà almeno un altro anno se la collina di San Colombano è punto di passaggio abituale o se è sorvolata solo in periodi eccezionali. Infatti i volontari ornitologi raccontano di una fine estate in cui passarono oltre 200 falchi pecchiaioli, ma il fenomeno naturale per ora sembra non ripetersi. Il ogni caso i dati raccolti vengono comunicati via internet ad un coordinamento di osservazione ornitologica nazionale che si occupa proprio di seguire gli uccelli migratori.Il responsabile del Picchio Verde Maurizio Papetti è visibilmente soddisfatto. Intanto è riuscito nell’intento di portare volontari ambientali in collina per un’esperienza così ricca di significati e poi i dati «serviranno per dimostrare l’importanza del parco collinare e difenderlo dai cacciatori».Insomma una bella esperienza all’aperto. Per ora all’appello si sono presentati solo alcuni esemplari di falchi, ma i volontari non perdono certo la pazienza.