Nei cieli banini
transitano oltre 7.000 migratori
In soli 15
giorni più di 7.000 uccelli sono stati osservati in transito
migratorio sopra la pianura padana, tra il piacentino, la collina e il
lodigiano. <Questi sono i numeri verificati> affermano i volontari con
non poco stupore, <chissà quanti altri ci sono sfuggiti> afferma Marco Siliprandi, del Grol, con rammarico
Il campo è
iniziato il 21 agosto ed è terminato il 5 settembre, un nutrito numero di volontari
si è avvicendato nelle 4 postazioni attivate per l’osservazione
reso possibile anche grazie al contributo delle province di Milano,
Pavia e Piacenza.
All’ormai
tradizionale sito banino si è aggiunto una seconda
postazione a Pieve Fissiraga, una a Castel San Giovanni sull’argine del Po e una all’imbocco
della Val Tidone, a Boffalora
Piacentina, le località sono state scelte per poter tenere d’occhio
tutta la fascia di pianura compresa tra il Piacentino e il Lodigiano,
per redigere uno studio sulla transazione migratoria in zona.
Il quinto
campo d’osservazione del progetto migrans curato
dall’associazione ambientalista banina Picchio Verde,
Grol, gruppo ricerche ornitologiche lodigiano, WWF lodigiano e LIPU di Piacenza ha confermato che il nostro
territorio può essere un riferimento per l’osservazione della migrazione non
solo dei rapaci ma anche di altre specie, come la cicogna nera.
Il numero
di rapaci in migrazione registrati nel corso degli anni si era stabilizzato in
quasi 1.300, ma con una sola postazione in collina, <una vera e propria
rotta attraverso la pianura Padana> afferma
incredulo Giovanni Leporelli, storico ambientalista banino del WWF, <peccato che pochi banini
abbiano condiviso con noi questa bella esperienza>.
I rapaci
migrano da nord-est a sud-ovest sfruttando un corridoio che prevede la discesa
dalle alpi e l’ingresso in Pianura Padana nella zona di Ponti sul Mincio, in
provincia di Mantova. Un analogo corridoio in uscita dalla Pianura Padana è
utilizzato dai rapaci nella zona ligure. In mezzo, poco o nulla si sapeva, se cioè i rapaci utilizzino rotte precise preordinate nella
pianura o se si disperdono, <vista l’esperienza degli anni scorsi si pensava
ad un gruppo marginale, per quanto numeroso, staccatosi dalle altre rotte
tradizionali conosciute, ora sappiamo che almeno 1/3 dei rapaci transita dalle
nostre parti> commenta soddisfatto Stefano Soavi della Lipu
di Piacenza.
Ma ci
sono state altre sorprese, la cicogna nera, avvistati ben 22 esemplari ed è un
fatto raro perché in questi ultimi 50 anni le segnalazioni sono state
sporadiche e sempre di pochi individui. La cicogna migra da nord verso sud, in
Africa e nell’Asia meridionale per trascorrere l’inverno.
Nonostante
la canicola di agosto i volontari sono riusciti a
portare a termine il progetto, < e con successo> ribadisce Maurizio Papetti del Picchio Verde, < ore e ore sotto il sole a
scrutare il cielo vengono ripagate dalla gioia di vedere i cieli abitati, come
lo stormo di 4.000 codibugnoli che hanno sorvolato la collina>.
Non rimane
che dire un grazie ai volontari che hanno aggiunto un tassello alla ricerca
europea sulla migrazione.
Per saperne
di più contattate l’associazione Picchio Verde, oasiparcobanino@yahoo.it
e visitate il sito www.ziopapes.it/picchio_verde/picchio.htm
Claudio
Cesari