Il Cittadino                 10 settembre                   Centro Lodigiano               pagina 17

 

Numeri straordinari nei due mesi di campo: scoperti falchi pecchiaioli e altri rapaci

 

Un’aquila nei cieli del Lodigiano

 

Ad avvistarla in collina i volontari di Grol e Picchio Verde

 

Tanti falchi pecchiaioli in transito, diversi rapaci locali come falchi pellegrini e di palude, gheppi, poiane, sparvieri, ma anche due bianconi e addirittura un’aquila reale, oltre ad altri svariati uccelli tra cui quattro cicogne: il bottino d’avvistamento del campo d’osservazione organizzato sulla collina di San Colombano ha dato ottimi risultati. Iniziato dopo ferragosto e conclusosi ufficialmente domenica scorsa, il campo è stato istituito dall’associazione locale il Picchio Verde e dal Grol, il Gruppo Ricerche Ornitologiche Lodigiano, fin dal 2005 a cavallo tra agosto e settembre di ogni anno con lo scopo di monitorare il fenomeno della migrazione dei rapaci sulla pianura padana, di cui il sito banino è l’unico punto d’osservazione. Il campo del 2008 sarà ricordato soprattutto per i nuovi avvistamenti. «È stata la prima volta per i due bianconi e per l’aquila reale, ma anche per tre cicogne bianche e una nera - precisa Marco Siliprandi del Grol. - I bianconi e l’aquila, un esemplare giovane ben riconoscibile per le chiazze bianche sulle ali, arrivano dai colli piacentini, e si sono spinti fino ai margini del Lodigiano alla ricerca di cibo o in esplorazione. Per loro, spostarsi di chilometri in esplorazione non è un problema». Anche i numeri della migrazione sono stati molto positivi, in linea con quelli della stagione passata, che dimostrano come San Colombano con i suoi leggeri rilievi sia un buon luogo d’osservazione. «Quest’anno abbiamo registrato circa 1400 migranti complessivi, un numero che conferma quello dell’anno scorso - dice Maurizio Papetti, presidente del Picchio Verde. - La maggior parte sono falchi pecchiaioli, ben sopra i mille, e inoltre, a fine luglio, abbiamo avvistato anche il nibbio bruno in passaggio, con uno stormo di oltre cento uccelli. I dati definitivi, però, li avremo soltanto tra qualche giorno, una volta concluse tutte le schede sui passaggi». E i numeri potrebbero essere anche maggiori, con la possibilità di un’osservazione ancora più puntuale e rigorosa: quest’anno si sono alternati otto volontari per 20 giorni, mattina e pomeriggio, ma diverse giornate sono state coperte parzialmente o con un solo osservatore. «Condizioni nelle quali non si poteva fare di più: meno occhi osservano, meno uccelli si vedono - dice Papetti. - L’anno prossimo presenteremo di nuovo il progetto alle amministrazioni comunali e provinciali, sperando di ottenere qualche aiuto. Rimborsi spese o convenzione per posti letto potrebbero attirare anche volontari da località più lontane, mentre con i volontari locali siamo arrivati al massimo delle possibilità». «È ora che il campo faccia un salto di qualità - gli fa eco Siliprandi. - Se vogliamo registrare la migrazione, il campo deve crescere, e lo può fare soltanto se si stimolano gli ornitologi a venire a San Colombano». Andrea Baratta

 

Un primo piano di unaquila reale simile a quella avvistata nei giorni scorsi durante il censimento a San Colombano