Il Cittadino                  Prima Pagina              21 marzo 2009         

 

San Colombano, scoppia un “caso” sulla postazione di caccia nel parco

 

Il “caso” della postazione di caccia con richiami vivi accende la vigilia della firma della convenzione per la gestione del parco sovracomunale delle colline banine. Il capanno risulta autorizzato, ma gli ambientalisti non ci stanno. a pagina 33

 

      Centro Lodigiano           pagina 33

 

La struttura è stata autorizzata dalla Provincia di Milano

 

Postazione di caccia nel parco, le proteste degli ambientalisti

 

San Colombano Gli ambientalisti locali scovano una postazione fissa di caccia, regolarmente autorizzata dalla Provincia di Milano, e chiedono all’amministrazione comunale di intervenire per farla rimuovere. La postazione si trova infatti all’interno di una strada sterrata che parte dall’incrocio tra via dei Boschi e via dei Chiavaroli, più o meno nel punto di confine tra San Colombano, Graffignana e Miradolo, ma sul territorio del comune banino e nell’ambito di caccia 3 della Provincia di Milano. Entrati per un centinaio di metri circa nella strada, sulla destra si apre un grande prato con un fondo recintato, che appare dal nulla nella sua barocca e tetra imponenza: un casotto con alcune feritoie nella lamiera, parzialmente nascosto tra le frasche, e con tutt’intorno, alti fino a una dozzina di metri, filari di alberi spogli e pali intrecciati con traverse e rami, e appese decine e decine di lamiere con un tettuccio. Sono i balconi sui quali vengono appese le gabbie con gli uccelli da richiamo, allodole, tordi, cesene, passeri, per attrarre altri piccoli uccelli come storno, fringuello o peppola, la cui caccia in postazione fissa è consentita in deroga e che di solito finiscono per essere venduti a ristoranti e trattorie. La postazione è presente da più di vent’anni ed è regolarmente autorizzata dalla Provincia, che ogni tre anni deve rinnovare l’autorizzazione. Appartiene a un socio di Brescia iscritto nell’Atc 3 di San Colombano e proprietario anche del terreno. «Il fatto che sia in regola però non ci impedisce di fare alcune considerazioni rispetto all’opportunità di avere una postazione fissa di caccia nel territorio del Parco della collina - dice Maurizio Papetti, presidente del Picchio Verde, associazione ambientalista banina -. Proprio domenica (domani, ndr), si da il via ufficiale all’ente parco, e poi in una zona di grande fruibilità per la gente ci ritroviamo con questa struttura spettrale, dalla quale, non visti, i cacciatori possono sparare. Anche per una questione di sicurezza, abbiamo chiesto l’intervento del sindaco perché faccia rimuovere tale postazione». Da parte sua, il primo cittadino Gigi Panigada ha compiuto un sopralluogo insieme all’assessore al Parco Gianfranco Tosi proprio giovedì mattina per rendersi conto di persona della struttura. «Ci sono una serie di aspetti da considerare: valuteremo bene tutta la normativa e verificheremo il rispetto delle autorizzazioni, non solo per la caccia ma anche urbanistiche e paesaggistiche - spiega Panigada -. Soltanto dopo aver visionato tutti gli aspetti potremo prendere una decisione». La posizione ufficiale dei cacciatori banini, intanto, è quella di sostegno al cacciatore bresciano iscritto. «Si è sempre comportato bene e la postazione è presente e autorizzata da più di 20 anni - afferma il segretario dell’Atc Giovanni Spelta -. Gli ambientalisti possono dire quello che vogliono, ma tutto è in regola, nel parco si può cacciare e ci sono ben altre priorità da affrontare in collina».Andrea Bagatta