il Cittadino - Centro Lodigiano - giovedì 29
settembre 2005 - pagina 21
Paradiso
per i rapaci sui colli banini: «Di qui passa un’autostrada dei cieli»
SAN
COLOMBANO.
Poco meno
di 400 avvistamenti di uccelli migratori in sole 12 giornate d’osservazione:
questo il
risultato degli appostamenti in collina che il Grol, il Gruppo ricerche
ornitologiche lodigiano,
ha
condotto tra il 17agosto e il 3 settembre.
Una decina
di volontari si sono alternati sui colli banini per un totale di 51 ore
d’osservazione, rilevando
il
passaggio di 280 rapaci (soprattutto falchi pecchiaioli) e un centinaio di
altri uccelli,
in
stragrande maggioranza gruccioni.
«Ma questi dati sono in difetto: almeno una settantina di rapaci possono essere sfuggiti alle nostre indagini,
mentre i gruccioni si raggruppavano e sostavano lì per
diverso tempo,
rendendo
impossibile un’osservazione precisa», spiega Marco Siliprandi del Grol.
«Se
dovessi fare una stima a occhio e basata sull’esperienza, posso pensare a circa
un
migliaio
di esemplari lungo tutto l’arco dei colli, da Graffignana a San Colombano».
Impossibile,
quindi,
definire il numero certo di gruccioni in migrazione: i volontari erano troppo
pochi e
quindi non
è stato possibile coprire più punti di osservazione per definire il tragitto
migratorio.
Numeri di
tutto rispetto, comunque: «I dati raccolti hanno confermato che le colline di
San Colombano
sono un
balcone ideale per l’osservazione di rapaci in transito sulla bassa pianura
lombarda
occidentale
precisa Siliprandi.
Sicuramente
il campo d’osservazione sarà ripetuto anche il prossimo anno, sperando di
poter
contare su qualche volontario in più».
La collina
banina è uno dei primi rilievi della Pianura Padana a sud: per quanto bassa
(solo 180
metri
circa) si staglia sopra il resto del territorio completamente pianeggiante, e
permette una
buona
osservazione dei flussi migratori autunnali. Non è così in primavera, quando i
rapaci scelgono
altre vie di ingresso e transito in pianura padana. L’idea del campo d’osservazione è stata di Marco Siliprandi
e Luca Ravizza del Grol.
A dare il
via al progetto la straordinaria osservazione avvenuta l’anno prima, il 29
agosto 2004,
quando i
due volontari, quasi casualmente, registrarono il passaggio di circa 215 falchi
pecchiaioli
nel giro
di poche ore.