Il Cittadino 22 agosto 2008 Centro Lodigiano pagina 17
Avvistati 160 pecchiaioli
e 2 bianconi, atteso il momento clou delle
migrazione
Mentre si
attende l’osservazione dalla torre di Tavazzano, il
campo d’avvistamento di San Colombano regala le prime soddisfazioni. Il campo è
organizzato dal gruppo ornitologico Grol con
l’associazione ambientalista Picchio Verde in località Pomo Granino,
nei pressi della Madonna dei Monti. Lunedì mattina, sono stati
avvistati in transito ben 160 falchi pecchiaioli,
mentre domenica erano stati notati per la prima volta da queste parti due
bianconi, rapaci che vivono nell’Appennino e che probabilmente si sono spinti
fino sui colli banini solo in perlustrazione.
Questi risultati hanno rincuorato i volontari presenti al campo. «Quest’anno sembra che la migrazione dei pecchiaioli
sia iniziata più tardi del previsto - dice Gianni Leporelli
del Picchio Verde -. Ci aspettiamo il picco di avvistamenti
la settimana prossima, ma forse dovremo aspettare ancora: le notizie dai campi
d’avvistamento più a nord confermano che il passaggio è in ritardo rispetto al
solito, forse per la difficoltà dei falchi a trovare le pecchie,
le vespe, che sono il loro cibo preferito prima di intraprendere la
migrazione». Proprio i falchi pecchiaioli
rappresentano i rapaci più numerosi in transito su questa zona di pianura
Padana, sulla quale gli ornitologi hanno puntato l’attenzione da qualche anno
nel tentativo di capire se costituisca un corridoio
migratorio privilegiato. A parte i quattro stormi di lunedì mattina, negli
altri giorni gli avvistamenti si sono mantenuti sotto la decina di rapaci per
giorno, un numero esiguo. «Aldilà dei ritardi sulla migrazione, però, quest’anno siamo pochi osservatori,
e questo non aiuta - spiega Marco Siliprandi del Grol -. Quando si è da soli a
osservare il cielo a 360 gradi è difficile individuare singoli rapaci o piccoli
gruppi». Giunto al quarto anno, il campo di San Colombano sta vivendo una fase
di stanca e forse i volontari da soli non riescono più a coprire il periodo
d’osservazione in modo sistematico e scientifico. «Un bilancio lo faremo alla fine - dice Siliprandi
-. In realtà, il campo avrebbe bisogno di crescere con l’aiuto delle
amministrazioni pubbliche, per esempio con qualche posto letto gratuito per gli
osservatori o con dei rimborsi spese chilometrici, in modo da farli arrivare
anche da lontano. Finora però nessuno ci ha aiutati,
ed è indubbio che i soli volontari non potranno reggere ancora per molto
l’impegno di un’osservazione sistematica, indispensabile per dare validità
scientifica al lavoro d’osservazione. Andrea Baratta
Tavazzano Ornitologi sul camino, a
Per una settimana in cima alla
centrale ad ammirare i falchi
La centrale
di Tavazzano e Montanaso
come una terrazza privilegiata per l’osservazione dei rapaci in migrazione: la
settima prossima i volontari del Grol,
il Gruppo ornitologico lodigiano, saliranno fino ai