Il
Cittadino
Centro Lodigiano 13 novembre 2008 pagina 23
Il campo
rapaci chiede
aiuto alle amministrazioni
Strutturarsi per crescere e arrivare
alla dignità di ricerca scientifica oppure tornare nel limbo del volontariato
spontaneo: il campo d’osservazione rapaci di San Colombano è a un bivio, e
cerca di coinvolgere amministrazioni provinciali e comunali per un progetto di
ampio respiro e rilevanza nazionale. Il Picchio Verde, in collaborazione con Wwf e Grol, Gruppo di ricerche
ornitologiche lodigiano, hanno fatto pervenire la proposta di progetto “Migrans Pianura Padana 2009” agli assessori
competenti delle province di Milano, Lodi, Pavia e Piacenza, e ai loro
corrispettivi dei comuni collinari di San Colombano, Graffignana,
Sant’Angelo, Miradolo Terme e Inverno e Monteleone.
Lo scopo del progetto è quello di censire e monitorare i flussi migratori
dell’avifauna sulla Pianura padana, al fine di contribuire alla ricerca scientifica
nazionale ed europea con una pubblicazione di riferimento sulla migrazione
nella nostra pianura. L’iniziativa, iniziata quasi per caso nel 2005, è poi
proseguita tutti gli anni sulle colline di San Colombano, nel periodo tra la
fine di agosto e l’inizio di settembre, e ha sempre
registrato un numero considerevole di avvistamenti, individuano un abbozzo di
corridoio migratorio nella Pianura padana, fatto sconosciuto agli osservatori
in precedenza. I risultati dell’ultimo campo dello scorso settembre furono di
oltre 1300 rapaci e altri volatili, per un totale di otto
specie, osservati in transito migratorio, con l’avvistamento di altri rapaci
stanziali di sei specie diverse e tre bianconi del Piacentino, e soprattutto
l’eccezionale presenza di un’aquila reale. Per il prossimo anno l’intento è
quello di istituire quattro postazioni giornaliere di osservazione
in contemporanea per il coinvolgimento in totale di otto persone seguite da due
esperti. I campi sarebbero dislocati tra Pieve Fissiraga,
San Colombano, e i comuni piacentini di Castel San
Giovanni e Borgonovo Val Tidone,
in modo da coprire l’intera visuale del tratto di pianura dedicato al transito dei rapaci. «Il progetto non può reggersi soltanto sulla
spontaneità dei volontari se vuole diventare un’iniziativa di valore
scientifico - dice Maurizio Papetti, presidente del
Picchio Verde e firmatario della richiesta agli amministratori. - Alle
amministrazioni chiediamo di contribuire con dei buoni pasto o mettendo a
disposizione dei luoghi di pernottamento, in modo che possano arrivare qui dei volontari anche da altre zone d’Italia, e che ci
diano solo un po’ di supporto logistico. Si tratta di un lavoro importante per
la valorizzazione ambientale del territorio, che ha
già ottenuto riconoscimenti a livello regionale e che vogliamo continuare a
fare crescere con l’aiuto delle amministrazioni locali». (A. B.)