SAN COLOMBANO. Convegno questa mattina (aula consiliere di San Colombano, ore 9) sul futuro del parco collinare.  E interviene Giovanni Leporelli dell’associazione Picchio Verde. «La collina di San Colombano ha visto nascere un parco locale d’interesse sovracomunale - spiega -, ovvero un’area protetta, con particolare attenzione soprattutto agli aspetti urbanistici e paesaggistici. Dunque si tratta di aree protette per le quali sono i comuni stessi, nell’ambito della loro pianificazione urbanistica, a stabilire la disciplina di salvaguardia, le modalità di funzionamento e i piani di gestione. Il Plis ha carattere di volontarietà, è promosso dalle amministrazioni comunali e la sua creazione entra in un percorso di riappropriazione del territorio tramite il coinvolgimento degli operatori di settore, associazioni locali e cittadini nella gestione, conduzione delle attività e per costituire l’ente Parco. L’iter d’istituzione di questo parco è durato diversi anni, e nel biennio 2005 e 2006 si è concretizzato per quanto riguarda il territorio di San Colombano».  «In pratica - prosegue Leporelli -, è come se fossero stati piantati dei teorici paletti su quello che si potrà fare o non fare nel territorio del parco in termini di costruzioni e destinazioni d’uso dei terreni. Questi atti, tra l’altro, hanno aperto per il comune le porte di importanti finanziamenti provenienti dalla provincia di Milano. Naturalmente, la collina di San Colombano insiste anche su altri paesi, Graffignana e Miradolo Terme per primi, ma anche Inverno e Monteleone e Sant’Angelo Lodigiano. In pratica coinvolge la Provincia di Lodi e quella di Pavia oltre naturalmente a quella di Milano, che tramite San Colombano ha la stragrande maggioranza di territorio collinare. A distanza di oltre due anni, però, il contributo di queste altre realtà al Parco è ancora nullo. Il contenitore, quindi, è stato costruito in gran parte, ma non è ancora completo, e soprattutto non se ne intravedono ancora i contenuti».