Il Cittadino           29 ottobre 2007               Sud Milano              pagina 10

 

Lo stesso ente banino stenta a decollare.

 

L’ampliamento a Graffignana e Sant’Angelo è ancora al palo

 

Basta cemento, vogliamo oasi protette

 

Allarme degli ambientalisti al convegno sul parco collinare

 

San Colombano. È stato un grande successo il convegno «Parco collinare: quale futuro?», organizzato ieri mattina nella sala consiliare del comune di San Colombano dalle associazioni ambientaliste locali Picchio Verde, Wwf e Legambiente, con il patrocinio e il supporto della provincia di Milano. Al tavolo dei relatori si sono alternati una dozzina di oratori, tra esperti ambientalisti, rappresentanti del Consorzio Vini doc e amministratori di comuni e province interessate dal parco. Erano presenti tra gli altri il sindaco di San Colombano Gigi Panigada, il vicesindaco di Graffignana Giuseppe Maina, l’assessore santangiolino Domenico Beccaria, il presidente della commissione ambiente della provincia di Lodi Luca Canova, qui in veste di esperto universitario, l’assessore al Territorio e ai Parchi della provincia di Milano Pietro Mezzi, i sindaci di Miradolo Carlo Colnaghi e quello di Inverno e Monteleone Enrico Vignati, e Felice Novazzi, consigliere della Provincia di Pavia. Tra il pubblico, più di ottanta persone, c’erano operatori vitivinicoli, altri amministratori locali, il vicesindaco di Sant’Angelo Peppino Pisati e il consigliere provinciale Angelo Mazzola, che da sindaco di Graffignana, negli anni Ottanta, fu con Alberto Giovanelli e Guido Peroni, sindaci di San Colombano e Miradolo Terme, tra i primi a proporre una visione unitaria della collina. A San Colombano, il rilancio della collina si concretizzò poi, sotto le amministrazioni Rugginenti, nell’istituzione e nel riconoscimento del Parco Locale d’Interesse Sovracomunale, 700 ettari di territorio che da due anni hanno un loro piano particolareggiato e godono dei finanziamenti da parte della provincia di Milano. Nel maggio 2006 gli altri enti firmarono il protocollo d’intesa per l’allargamento del parco fino a 1.400 ettari, perlopiù in territorio di Miradolo e Graffignana. A distanza di un anno e mezzo, Graffignana e Sant’Angelo hanno adeguato i loro strumenti urbanistici e stanno aspettando il riconoscimento da parte della provincia di Lodi, ormai da alcuni mesi. I comuni pavesi, invece, sono ancora indietro, e prevedono di chiudere il proprio iter amministrativo entro tre o quattro mesi per chiedere poi il riconoscimento alla provincia. «Spero che ci sia l’accelerazione richiesta - ha detto l’assessore della provincia di Milano Pietro Mezzi -. Inoltre, è tempo che la discussione sul parco esca dagli uffici dei comuni e si allarghi agli operatori della collina, magari già a partire da un coinvolgimento nella redazione degli strumenti che serviranno a governare l’area protetta dei nuovi comuni».Una richiesta sostenuta dagli ambientalisti, che hanno anche chiesto al sindaco di San Colombano Gigi Panigada di mettere a disposizione degli altri comuni l’esperienza maturata dal proprio ufficio tecnico, proprio in modo di accelerare i tempi. «Inoltre, vorremmo iniziare a proporre alcuni principi fondamentali per il parco, dalla necessità di avere oasi protette allo stop al cemento - ha rilanciato Maurizio Papetti, presidente del Picchio Verde -. Contiamo che entro il 2008 il parco possa essere finalmente una realtà per tutti i comuni della collina, e ci impegniamo a rivederci tutti insieme da qui a un anno per capire se si sarà tenuto fede agli impegni». Andrea Bagatta