Il
Cittadino
Centro Lodigiano 19 agosto 2010 pagina 16
Rapaci in transito in
collina, domani tutti a San Colombano
Inizia
domani, venerdì 20 agosto, il tradizionale campo di avvistamento dei rapaci
sulla collina di San Colombano e nella campagna
lodigiana. Per il sesto anno consecutivo, fino al 7 settembre, una trentina di
volontari saranno tutti con il naso all’insù per intercettare le rotte
migratorie dei rapaci sulla pianura. Unico campo di questo tipo in Pianura
Padana, quello di San Colombano l’anno scorso
registrò 3.261 avvistamenti per 15 specie di volatili,
di cui la stragrande maggioranza rapaci, e falchi pecchiaioli in particolare. «Oltre alla migrazione dei rapaci stiamo cercando di
monitorare anche un’altra situazione - spiega Maurizio Papetti,
uno dei promotori del Gru.mi.sc. il Gruppo Migrans di San Colombano -. Forse
una coppia di falchi pecchiaioli nidifica in collina, un fatto unico nella
nostra zona, se provato, e di grande interesse naturalistico». Il prossimo
campo sarà diviso in quattro postazioni come già quello della passata stagione,
ma le località scelte sono differenti: si abbandona l’area del piacentino e ci
si concentra sulla pianura lodigiana. Al punto d’osservazione tradizionale della
collina di San Colombano, al Pomo Granino,
si aggiungeranno una postazione a Vigarolo e una a
Pieve Fissiraga, presso la cascina Malguzzana, e infine una, gestita
da volontari locali, a Inverno e Monteleone. Le
persone coinvolte in tutto saranno una trentina, provenienti dalla
province di Lodi, Pavia, Milano ma anche da Lecco e da Roma. Quest’anno infatti grazie al contributo della Fondazione Popolare di
Lodi sarà riconosciuto ai volontari, tutti avvistatori con una qualche
esperienza, un piccolo rimborso spese in grado di consentire almeno il
pernottamento nelle strutture della zona, se necessario, o il trasferimento con
mezzi propri dalle proprie residenze.«Inoltre, quest’anno il campo sarà in rete
con gli altri campi di osservazione del Nord Italia che
rientrano nel progetto Migrans per studiare le rotte
migratorie degli uccelli - spiega Marco Siliprandi
del Gru.mi.sc. -. Alcuni contatti poi saranno
attivati anche con campi d’osservazione in Austria e in Slovenia, in modo da
condividere il più possibile le informazioni sui passaggi degli uccelli».
Terminate tutte le campagne d’osservazione e raccolti i dati, in ottobre, si
svolgerà quindi una giornata di studio che vedrà coinvolti rappresentanti di
tutti i campi di osservazione del nord Italia, più di
un’ottantina di volontari. Il convegno, previsto inizialmente a San Colombano al Lambro, si terrà
invece probabilmente a Inverno e Monteleone. Andrea Bagatta