Il
Cittadino 21
luglio 2009 Centro Lodigiano pagina 26
Nuovi punti di osservazione per
contare i rapaci lodigiani
San Colombano. Il campo rapaci
banino alla sua quinta edizione diventa grande e
si fa in quattro:
al tradizionale
campo della collina di San Colombano si affiancano quest’anno altri tre punti d’osservazione. Lo scopo dell’ampliamento
dell’osservazione, reso possibile dal contributo pubblico delle province di
Milano, Lodi e Pavia, è quello di capire se il numero di rapaci in migrazione
registrato l’anno scorso, quasi 1.300, sia soltanto una parte minima di un
movimento migratorio più complesso, una vera e propria rotta attraverso la
pianura Padana, oppure se si tratti di un gruppo
marginale, per quanto numeroso, staccatosi dalle altre rotte tradizionali
conosciute.«Non sappiamo cosa aspettarci - dice Marco Siliprandi del Gruppo ricerche ornitologiche lodigiano -.
Potremmo riconfermare i numeri degli anni precedenti oppure trovarci di fronte
a una novità di grande rilevanza, come una nuova rotta migratoria».I
quattro campi saranno allestiti a una distanza l’uno dall’altro di circa sette
chilometri, la distanza massima a cui è stato possibile seguire un avvistamento
di rapace. In questo modo, di sette chilometri in sette chilometri si copre una direttrice di quasi trenta. Il
campo lodigiano sarà fissato a Pieve o Sant’Angelo
(sul tetto dell’ospedale Delmati), poi ci sarà il
campo tradizionale della collina di San Colombano, un punto d’osservazione
sull’argine del Po di fronte alla centrale di Castel San Giovanni e uno all’imbocco della Val Tidone, a Boffalora Piacentina.
I quattro campi saranno attivi dal 21 fino al 31 agosto, nel periodo in cui
gli anni passati si sono registrati i flussi più consistenti. Dal primo settembre,
l’osservazione proseguirà nel solo campo di San Colombano. Soprattutto per
il periodo d’osservazione ampliato, Picchio verde e Gruppo ricerche ornitologiche
lodigiano, organizzatori dell’iniziativa, cercano volontari anche a rimborso
spese.«Per ogni punto d’osservazione sono necessari almeno due
volontari, quindi otto ogni giorno: non è semplice trovare tante risorse,
anche se quest’anno, grazie al finanziamento delle
province, possiamo assegnare un piccolo rimborso spese, giusto in grado di
coprire il costo della benzina e di un panino - spiega Silprandi
-. Chiunque può fare l’osservatore volontario, perché sarà affiancato ad un
esperto in grado di capire se si tratta di rapaci o di altri
uccelli. Per il momento si sono fatti avanti due o tre persone oltre ai soliti
volontari degli altri anni, ma speriamo di trovare ancora qualche interessato».Alle
risorse stanziate dalle province di Milano, Lodi e Pavia, rispettivamente
1000, 800 e 500 euro, la provincia di Piacenza si affianca con la disponibilità
di una guardia forestale, prestata al campo per i 10 giorni d’osservazione.
Andrea Bagatta