Il Cittadino Centro Lodigiano 22 aprile 2010 pagina 19
San Colombano Sono stati eletti i nuovi
vertici dell'ambito della caccia di San Colombano, mentre si riaccende la
discussione attorno all'oasi collinare protetta.A marzo sono stati nominati i
nuovi membri del comitato di gestione dell'ambito territoriale della caccia
numero tre della provincia di Milano, quello del territorio di San Colombano.
Sono venti rappresentanti di associazioni venatorie, agricole, rappresentanti
del comune e delle associazioni ambientaliste.
La prima riunione dell'ambito si è tenuta 10 giorni fa: alla carica di
presidente è stato eletto il cacciatore Pietro Luigi Borella, che sostituisce
Dino Ferrari, arrivato a scadenza di mandato. Il vicepresidente è Luigi
Barbazza, delle associazioni agricole, mentre segretario è stato riconfermato
Giovanni Spelta, cacciatore nominato in rappresentanza del comune di San
Colombano. Le questioni di cui il comitato dovrà occuparsi quanto prima
riguardano gli incentivi all'agricoltura, per mantenere i campi coltivati più a
lungo in modo da conservare habitat propizi alla selvaggina, ma probabilmente
anche l'impostazione del piano faunistico venatorio, su cui ha competenza la
provincia di Milano.
Le nuove disposizioni non impongono un nuovo piano faunistico-venatorio in
corrispondenza del primo anno di mandato dell'amministrazione provinciale, ma è
indubbio che eventuali modifiche siano da proporre in questo periodo. E la
discussione si accende attorno all'oasi protetta collinare, da oltre 50 anni
riserva protetta da ogni tipo di caccia. Tra i cacciatori, infatti, vi sarebbe
un nutrito gruppo pronto a tornare alla carica con le richieste già avanzate in
provincia cinque anni fa per la modifica dei suoi confini. Per l'associazione
ambientalista Picchio Verde, che nacque proprio per difendere l'oasi, si
tratterebbe di un attentato all'oasi stessa perché, una volta modificati i
confini, non ci sarebbe più ragione di mantenere una zona completamente
interdetta ai cacciatori.Della questione è stato investito direttamente anche
l'assessore alla caccia della provincia di Milano, Luca Agnelli: «Non so perché
una tale notizia si sia diffusa in paese, dal momento che non ci risulta
nessuna richiesta in tal senso né alcuna volontà di modifica dell'oasi», ha
riferito l'assessore Agnelli. Soddisfatto il presidente del Picchio Verde,
Maurizio Papetti: «L'assessore ha preso un impegno chiaro e ne prendiamo atto:
pertanto non ci aspettiamo sorprese per il futuro».Andrea
Bagatta