Il Cittadino
Centro Lodigiano 6
novembre 2008 pagina 21
Gli assessori: «Le polizie locali da sole non bastano.
Servono i volontari»
Tre province unite per la collina
Lodi, Pavia e Milano pronte a collaborare contro il bracconaggio
San Colombano Le province di Milano,
Lodi e Pavia unite nel controllo del territorio collinare? Le dichiarazioni
d’intenti dei rispettivi assessori sono positive, e l’estensione del Parco
della Collina di San Colombano a Lodi e Pavia potrebbe essere un ulteriore
spinta al progetto.All’indomani dell’annuncio dell’operazione antibracconaggio,
avvenuta a Miradolo Terme per merito dei vigili del settore caccia e pesca
della provincia di Pavia, le associazioni locali Picchio Verde e Wwf avevano
scritto agli assessori delle tre province per chiedere un coordinamento a tre
per il controllo del territorio.Oltre a migliorare i servizi di pattugliamento
della collina, tale accordo potrebbe risolvere il problema amministrativo dei
controlli, che non possono essere svolti dai vigili di ciascuna provincia fuori
dal proprio territorio di competenza, con evidenti limiti nell’efficacia delle
operazioni di polizia in zone di confine.«Noi abbiamo già proposto a livello
generale un coordinamento delle polizie locali per il pattugliamento delle
strade provinciali di confine e in generale per il controllo del territorio
nelle zone ai limiti delle province - dice l’assessore della provincia di
Milano Alberto Grancini -. La proposta, che è ancora in fase progettuale, potrebbe
rivelarsi utile anche per il territorio di San Colombano in chiave
antibracconaggio».Concordano con il collega di Milano sia l’assessore della
provincia di Lodi Antonio Bagnaschi sia quello di Pavia Mario Anselmi.«Da parte
nostra la disponibilità non manca - afferma Bagnaschi -. Qualsiasi operazione
possa aumentare l’efficacia dei controlli è sempre da prendere in
considerazione. Si tratta soltanto di capire chi farà il primo passo per la
convocazione di un tavolo di lavoro, giusto per dare concretezza alla
questione». Gli fa eco Mario Anselmi: «Siamo favorevoli a qualsiasi iniziativa
contro il bracconaggio e siamo disposti a sederci attorno a un tavolo anche
domani. In attesa del coordinamento, però, i vari servizi di vigilanza
potrebbero comunicare di più tra di loro e segnalarsi reciprocamente gli
interventi, magari programmando iniziative congiunte».Ovviamente, però, questa
soluzione da sola non potrebbe bastare a garantire un controllo efficace e
costante nel tempo: manca la componente volontaria locale.«Si può fare una
convenzione per lo sconfinamento delle rispettive polizie provinciali, e quindi
mettere a disposizione risorse per i controlli da fare insieme. Ma rimane
impensabile stabilire un presidio fisso sulla collina - continua Alberto
Grancini della provincia di Milano -. Quello che serve davvero è la
collaborazione dei volontari presenti sul territorio, ma in zona mi sembra che
non ci siano molte guardie ecologiche volontarie o guardie venatorie. Sono loro
che possono fare la differenza, facendo da sentinelle in loco: oltre le
dichiarazioni d’intenti, dal territorio ci aspettiamo anche risposte concrete
da aggiungere alle nostre proposte». Andrea Bagatta