Il Cittadino   27 gennaio 2006   Centro Lodigiano   pagina 28

 

San Colombano I progetti dell’associazione ambientalista “Picchio Verde”

 

Una mappa con i gioielli dell’oasi: ecco animali rari e alberi pregiati 

 

San Colombano «Ci impegneremo per dare continuità alla tutela dell’oasi e renderla permanente». È ambizioso il progetto dell’associazione ambientalista il Picchio Verde, ed è lo stesso presidente Maurizio Papetti ad ammetterlo per primo. Tuttavia, il gruppo ha le idee chiare. «L’obiettivo per il 2006 è di impostare e concludere, se possibile, una mappatura dettagliata del territorio e delle caratteristiche ambientali della zona protetta, in modo da darle visibilità e sensibilizzare il comune e la provincia di Milano».Dopo aver salvato l’oasi dalla possibilità di apertura alla caccia, il timore dell’associazione è che la questione si riproponga ogni volta che il piano faunistico-venatorio dell’ambito di San Colombano debba essere rinnovato. Il presidente, però, non vuol sentire parlare di scontro con i cacciatori. «Pur partendo da posizioni opposte alle nostre, anche i cacciatori possono essere una risorsa per la tutela dell’ambiente, e da parte nostra cercheremo il dialogo per imbastire una collaborazione», dice Papetti. Il modo semplice per superare una volta per tutte la questione sarebbe quello di riuscire a dare un assetto di tutela definitiva all’oasi collinare, a maggior ragione ora che ci si appresta a varare il Parco Collinare. «Prima di tutto cercheremo di effettuare un censimento della fauna rara presente nell’oasi - prosegue Papetti -. Alcuni soci e volontari hanno già registrato la presenza di animali tipici, e sono stati fatti anche avvistamenti di specie protette e rare. Bisogna dare continuità e un’impostazione scientifica ai rilevamenti per poter definire con certezza gli animali presenti». Inoltre, strettamente legato a questo censimento della fauna, per il 2006 è previsto il già annunciato lavoro di recupero per i fontanili e le risorgive presenti in collina. In particolare sono già stati individuate delle zone umide d’interesse in località Fontanoni e in Val de’Coppi. L’iniziativa punta a rientrare nel programma dell’Unione Europea per la tutela e la conservazione delle zone umide. «L’obiettivo finale è di ripristinare la flora e la fauna tipica, e monitorare i rettili e gli anfibi presenti - aggiunge Papetti -. È evidente che si tratta di un’iniziativa in cui è necessaria una stretta collaborazione non solo di comune e provincia, ma degli stessi proprietari dei terreni».Oltre ai programmi di ampio respiro, infine, l’associazione guarda anche alle manifestazioni per consolidarsi sul territorio. Anche quest’anno saranno replicate le passeggiate ecologiche con le osservazioni di uccelli e la festa della collina, domenica 21 maggio. Il programma è ancora da definire, ma si punta a un arricchimento dei contenuti tradizionali con gare ciclistiche e passeggiate a cavallo. Andrea Bagatta