19 Luglio 2005 ILCITTADINO
Centro Lodigiano
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Sentieri e cartelli in collina Il Wwf
fa progetti sul parco
San Colombano Abbiamo
dato notizia la scorsa settimana della conferma dell’oasi di San Colombano
al Lambro nell’ambito del piano territoriale caccia della provincia
di Milano. Un bel risultato per gli ambientalisti lodigiani che tengono molto a questo spazio di natura incontaminata nel quale
si possono incontrare donnole, faine, lepri, ghiri moscardini, allocchi, balestrucci,
civette e storno nero, tanto per scegliere tra le tantissime specie segnalate.
«L’oasi è nata 50 anni fa- spiega Gianni Leporelli,
leader storico del Wwf banino-,
e nessuno fino a oggi aveva mai pensato di metterla
in discussione. La cosa più curiosa è che a volerla furono
proprio i cacciatori, consapevoli della necessità di zone di tutela». L’oasi
con il territorio diversificato per la presenza di
vallette, declivi e coste e con una vegetazione che varia dalla coltivazione
della vite al prato ai piccoli frutteti, con l’intervallarsi delle piante
di alto fusto, si è mantenuta incontaminata in questo mezzo secolo. Per questo
gli ambientalisti l’ hanno difesa strenuamente. «Per lungo tempo - continua
Leporelli- sono stato anche rappresentante del Wwf nell’ambito territoriale caccia, ma mai i cacciatori avevano
sferrato un attacca così diretto alla riserva. Solo
i nipotini del 2000 di chi la fondò hanno pensato
che non servisse più». L’oasi è un bene che è arrivato prima del parco collinare,
c’era già quando Leporelli
con altri ambientalisti cominciò a chiedere la necessità di un parco per difendere
la collina. «Ho organizzato tante iniziative - ricorda Leporelli - per sostenere il parco: scuola cantiere ecologico,
pulizie del bosco, concorso fotografico. Tutto questo è servito e ora il parco
è una realtà ormai prossima». L’oasi si colloca proprio nel suo centro come
una perla ben custodita. Ora il progetto ambientalista è di far vivere insieme
parco e oasi e Leporelli
aggiunge qualche informazione su come gli ambientalisti si immaginano lo sviluppo
dell’area: «Vogliamo percorsi didattici e naturalistici, cartelli per guidare
i visitatori e attività di educazione ambientale
sulla collina». Il Wwf vede raggiunto un altro storico
risultato, ma com’è nel suo stile guarda al futuro.Cristoforo Vecchietti