Il 22 novembre 2003 larry chiede se:

 

Ciao a tutti, forse sono molto off topic.
Io vorrei potermi mantenere (da solo) mettendo su
una piccola fattoria in montagna (nel triveneto),
allevando ed eventualmente coltivando.
Premetto che mi sono laureato (in astronomia) ed
ora, dopo la specializzazione, ho iniziato ad insegnare
matematica alle scuole superiori...
per cui, se si esclude la passione per la vita contadina
trasmessami da mio nonno (che faceva il mediatore di
bestiame e che da piccolo mi portava spesso dai contadini,
nelle stalle...), non ho al momento nessuna conoscenza
in questo settore... Quello che vi chiedo è dunque:
sapete a chi ci si può rivolgere per chiedere se esistono,
nelle zone montane del triveneto, piccole fattorie
abbandonate da poter rilevare? Esistono enti di riferimento?
I costi per iniziare sono proibitivi?
Grazie per l'attenzione
Ciao a tutti e scusatemi per il disturbo
Larry

 

insomma dalle stelle alle stalle!(è solo una battuta!) puoi chiedere al
servizio provinciale agricoltura della tua provincia(ti indicheranno i piani
di sviluppo  se vi son iniziative a livello di formazione professionale
ecc.) e poi puoi chiedere ad un'associazione agricola!
Angelo

 

Evvai, benvenuto tra noi!!!!
Scoprirai che qua ci sono chimici, informatici, economisti che hanno
intrapreso la tua strada!
Non sei solo, Davvero.
Complimenti per la scelta ed in bocca al lupo!
Ciao, Andrea (quasi)ex informatico
P.S. anche tu di Padova?

 

> Io vorrei potermi mantenere (da solo) mettendo su
> una piccola fattoria in montagna (nel triveneto),
> allevando ed eventualmente coltivando.

ciao, non ho ben capito il tuo obiettivo. Cosa intendi per "mantenere
da solo"? vuoi tirar fuori cio' che ti serve per mangiare o vuoi metter
su un'azienza che ti consenta di tirar fuori tutti i quattrini che hai
speso per acquistare terra, bestiame, mezzi, pozzo, deposito acqua ecc
ecc e poi iniziare ad andare in attivo (miraggio???).
Se hai quattrini da spendere per una passione (come quelli che
acquistano la barca da 60k euro per andare a pescare) ti consiglio di farlo, se
invece pensi di creare un'attivita' senza esperienza la vedo dura.
Oramai va avanti solo chi ha terreni mezzi e quattrini per organizzarsi
seriamente. Insomma il piccolo appezzamento e' piu' che altro IMHO uno spasso
per chi ha la passione ...

Ciao Cacciavite

 

> iniziative a livello di formazione professionale ecc.)
> e poi puoi chiedere ad un'associazione agricola!

Grazie mille per le informazioni.
L'avevo pensata anch'io quell'autobattuta...   ;-)
Ciao Larry

 

> P.S. anche tu di Padova?

Laureato a Padova!   :-)
Sono però della provincia di Rovigo (e insegno
nella provincia di Belluno).
Ma tu / voi come siete messi nella realizzazione
del vostro sogno?
Ciao e grazie Larry

 

> ciao, non ho ben capito il tuo obiettivo. Cosa intendi per "mantenere
> da solo"?

Vorrei poter tirar fuori ciò che mi serve per mangiare, per sopravvivere
(una volta fatta la spesa iniziale), poter condurre una vita a contatto con
la natura, cavarmela da solo.
Il punto è che non so a quali regole bisogna sottostare e se sia possibile
effetivamente tirare avanti in questo modo per anni e anni.

> di farlo, se invece pensi di creare un'attivita' senza esperienza la
> vedo dura. Oramai va avanti solo chi ha terreni mezzi e quattrini

Sì, non ho nessuna esperienza in questo settore e la vedo dura anch'io.
La passione c'è, ma il piccolo appezzamento dovrebbe anche consentirmi
il sostentamento e non solo la possibilità di svago...
Grazie per i consigli
Ciao Larry

 

io mi sono buttato dentro il gioco al 100%: ho investito tutti i miei
risparmi, fatto piccoli debitucci che però sono già quasi riuscito a
chiudere completamente e ho venduto anche la casa dove risiedevo prendendone
un'altra in affitto.
Prima mi ero guardato un po' intorno, cercando la soluzione migliore. Sono
finito in Ungheria per il costo decisamente inferiore dei terreni.
Il trucco è crederci completamente e andare fino in fondo nonostante tutto.
E ovviamente fare scelte oculate e un buon planning.
Quello che dice Cacciavite è abbastanza vero, ma sono problemi che si
possono risolvere con la tenacia, la passione e una buona progettazione:
l'agricoltura e l'allevamento non sono cose semplici. Occorre studiare,
aggiornarsi, sperimentare, confrontarsi ed avere esperienza. Io per il mio
primo anno di attività mi sono basato sull'esperienza di IDA e dei miei
collaboratori.
Inoltre un piccolo terreno difficilmente può dare il necessario per
guadagnare: più facilmente può permetterti di vivere con la famiglia in
autonomia. Conosco una famiglia inglese che vive in Umbria proprio così: a
parte poche cose (sale, elettricità e cose impossibili da autoprodurre) vive
su quello che produce, affiancando però all'allevamento e alla coltivazione
un servizio di ospitalità che gli permette due cose: un guadagno (che in
alcuni periodi dell'anno è notevole per la loro economia nonostante i bassi
prezzi - 10-15 ? al giorno vitto incluso) e avere sempre a che fare con
persone da tutte le parti del mondo.
Mi informerò a quale associazione hanno aderito per entrare in questo
circuito di ospitalità internazionale.
Io ti consiglierei quindi di avviare una azienda agricola che punti su due
cose: da una parte qualità (prodotti biologici), prodotti di nicchia
(miniortaggi, varietà rare, riscoperta dei trattamenti antichi per i
prodotti caseari e marmellate), sfruttare al massimo gli spazi con alveari
(e ti consiglio vivamente di produrre idromele!!) e dall'altra avviando una
struttura di accoglienza che ti permette di guadagnare, farti conoscere e
commercializzare i tuoi prodotti.
Io come agirei al tuo posto?
Allora, cercherei come prima cosa lavoro nel settore per imparare un po' il
mestiere. Mi iscriverei a qualche corso (anche perchè per avere il fondo di
prima occupazione mi sembra tu debba avere un istruzione inerente) e
inizierei in questo modo a guardarmi un po' in giro.. tra corso e lavoro
avrai più facilmente opportunità di avere qualche contatto per un buon
affare e magari conoscere qualcuno con cui realizzare il tuo progetto: in
due (a parte che si hanno più soldi e più esperienza!) ogni ostacolo sembra
meno duro da superare e il lavoro diventa più facile da gestire.
Ti consiglio vivamente di sottoscrivere un abbonamento a "Vita in campagna"
http://www.informatoreagrario.it/ita/riviste/vitincam/index.asp come
insegnante hai anche lo sconto! E magari cerca qualcuno che ti venda i
numeri arretrati: avrai davvero moltissime idee su cosa puoi fare e su come
farlo. E' un'ottima rivista.
Permettimi anche (sulla mia esperienza) di invitarti a riflettere su cosa
vuoi per quello che riguarda i progetti che hai per una tua eventuale
famiglia: io mi sono ritrovato con la mia scelta a non sapere che fare
nemmeno per avere una ragazza. In Ungheria? In Italia? Una qui e una lì? ;)
Nel tuo caso se già hai una compagna approverebbe il passaggio a questa
vita? Se non ce l'hai permettimi di suggerirti di lasciare aperto il
progetto ad un eventuale sviluppo dello stesso con una sig.na Larry a
fianco. Altrimenti poi magari sarai costretto a rifare i conti e i progetti.
Per il resto la scelta è ottima, e in bocca al lupo!
Se passi per Padova fammi uno squillo (39300000) e andiamo a bere
qualcosa per conoscerci!
a pesto, Andrea

 

Ho letto molti post ed ho visto come molte persone vogliono iniziare "da
zero" una attivita' agricola.
Sono convinto che molto di cio' derivi dal desiderio di natura e di
cambiamento dalle proprie attivita' attuali oltre che da una forte crisi
economica su attivita' differenti.
Vorrei cercare di identificare le principali difficolta che si riscontrano
in questo approccio.
Personalmente sono un informatico che desidera effettuare un avvio di una
struttura agricola che mi veda nel ruolo di imprenditore, ma non gestore e
vorrei analizzare tali ipotesi.
Le domande sono ovviamente le solite:
- quanto denaro serve per avviare l'impresa?
- quanto terreno permette di generare un reddito agricolo adeguato al
sostentamento di una famiglia a seconda delle tipologie di coltivazioni
percorribili?
- che esperienze di allevamento sono percorribili senza grossi capitali di
impiantistica?
- quali tipologie di coltivazioni sono consigliabili in termini di
assorbimento di capitali e lavoro?
- quanta produzione ci si puo' attendere dalle varie soluzioni che si
possono avviare? che varianza ci si deve attendere?
Gradirei scambiare opinioni a riguardo.
Roberto

 

Ciao Roberto,
intanto bisogna verificare la "vocazionalità" della zona dove intendi
operare(es.inutile far pomodori se non è zona vocata) ripetendomi,a mio
parere,per prima cosa andare al servizio provinciale agricoltura della
provincia dove intendi operare e vedere quali sono gli obbiettivi della
provincia in materia agricola e valutare se corrispondono alle tue
aspirazioni, ed eventualmente valutare la fattibilità delle tue
aspirazioni.secondo passo rivolgersi ad un'associazione di cattegoria per
prendere visione dell'iter burocratico che intendi intraprendere.calcolare
la quantità di denaro che serve per l'investimento esso è rapportato al tipo
di investimento che vuoi fare(però ne serve!) l'attività agricola si può
fare ma attento alle "illusioni" non ti voglio scoraggiare ne spingere ma
analizza bene tutto prima di partire.sulla profesionalità chiaro che
oggigiorno il "contadino vanga e badile"non può più esistere,occorre fare
uno sforzo ed avere un minimo di conoscenza di base, e ti occorre voglia di
crederci e voglia di fare prchè niente è impossibile ma niente ti è regalato
Angelo

 

Ti ringrazio.
Personalmente sto acquisendo una settantina di ettari di collina all'80%
boschiva e per il resto coltivabile.
Credo di percorrere piu' una ipotesi di allevamento (possibilmente di
animali allo stato brado con il marchio Bio).
Ovviamente contattero il servizio provinciale Coldiretti & C.
Per quanto riguarda al denaro volevo cercare di capire (mi rendo conto che
e' quasi impossibile) l'ordine di grandezza dele esigenze.
Si parla di 50.000, 200.000 o milioni?
Se qualcuno ha effettuato questa migrazione vorrei capire quanto e' stato il
suo investimento e quanto il suo ritorno.....
R.

 

> Vorrei poter tirar fuori ciò che mi serve per mangiare, per sopravvivere
> (una volta fatta la spesa iniziale), poter condurre una vita a contatto con
> la natura, cavarmela da solo.

Se devi tirar fuori cio' che ti serve per mangiare non e' difficile se
hai un minimo di "pollice verde". C'e' l'hai l'occhio per le piante?
riesci a vedere se una pianta e' in salute o meno? sono cose
fondamentali! se non ti rendi subito conto che un albero o ortaggi ecc hanno
qualcosa che non va (rispetto a quando sono in salute) sei fregato, ti
ritrovi senza frutti ecc ecc Magari cerca di metterti alla prova
cercando di farti dare da qualcuno anche un piccolo appezzamento (anche
1000 metri) e inizia a piantare qualche ortaggio, cosi' ti "testi" e
vedi se hai l'occhio per le piante, inoltre inizi ad entrare in
confidenza con semi ibridi, antiparassitari ecc. Insomma vedi quante
fregature riesci a prendere ;-)) l'importante e' che capisci gi errori
in modo da non ripeterli. Pero' ti ripeto c'e' gente che proprio non ha
il pollice verde e non si rende conto se una pianta e' in salute o meno,
e in quel caso si deve cambiare settore (nel tuo caso continnuare a insegnare
derivate, integrali studi di funzione e compagnia bella ;-)). Comunque
in genere chi ha la forte passione ha anche l'occhio e se non lo ha lo
sviluppa, dunque non preoccuparti..comunque prima di acquistare ti
consiglio di metterti alla prova.
Quindi per la frutta e la verdura, a meno che non soffri di colite ;-),
saresti a posto, tu e anche la tua eventuale famiglia. Per farti degli
esempi se metti 2 alberi di mele riesci a tirar fuori da entrambi almeno
50 kg di prodotto (se sono piccoli, quanto crescono 8-9 anni anche 2
quintali). Se pianti le melenzane e acquisti i semi ibridi (200-300 lire
l'uno) da 15-20 piante ti tirano fuori tanta di quella roba che manco
sai dove mettertela, idem i cetrioli, idem i pomodori (ci vuole un po'
di pratica coi pomodori, molto soggetti a malattie). Un aspetto negativo
e' che se vuoi la garanzia di avere dei frutti devi medicare prevenire ecc.
In caso di produzione per sostentamento familiare le varieta' che
metterai saranno parecchie, questo significa star li a medicare mille
volte (ogni pianta ha le sue "esigenze") e imparare molte piu' cose,
nonche' lavorare molto di piu': e' _molto_ piu' semplice fare coltura
unica anziche' diversificata, manco a paragone i problemi che si incontrano.
Dunque per le "verdure" siamo a posto :))) (male che va c'e' sempre il
mercato, tanto l'insegnamento non lo molliamo mica vero????? guai a te
se fai la pazzia :-)
Per quanto riguarda le carni non e' complicatissima la cosa se devi
farle solo per te e la famiglia (ovviamente devi fare le cose un po'
"imboscate", tipo macellare in casa ecc ecc altrimenti non ho idea dei
costi che abbiano veterinari/mattatoi ecc ma credo ti convenga la
macelleria a quel punto).
Prendi le galline, non hanno bisogno di tanto
spazio (tanto ho capito che le lasceresti brade e non in gabbia), uova
fresche a nastro (le vendi anche) e carne di pollo buona (oramai non se
ne trova piu', quella della macelleria fa schifo) sempre se hai il
coraggio di tiragli il collo :) Per farle mangiare devi procurati pane duro,
grano, il resto lo trovano in terra da se (dipende tutto da quante ne hai).
Importante: devi entrare in rapporti di scambio con altri nella
tua situazione, loro ti danno grano tu altro ecc (ad esempio noi diamo
le mele che cadono per terra e si rovinano ad un tipo che ha maiali e
uno che ha cavalli).
Poi puoi prendere i conigli, anche se sono molto
delicati, sia ammalano e muoiono tutti in 4 e quattr'otto, inoltre
ucciderli non e' cosi' piacevole....
Infine il mitico maiale (o maiali) mangia di tutto (se non ce la fai con
gli avanzi, pane duro, frutta/verdura andata male ecc integri col
mangime). Prendi una scrofa, la fai figliare, poi la macelli e tieni i
figli (vedi tu come gestirti i figli, uno lo fai diventare grande sui
100-150 kg, gli altri sui 30 kg). Per macellare il maiale interpelli un
macellaio, gli paghi il lavoro (50 euro circa) perche' se non sei pratico
rovini la carne. Inoltre devi selezionarla bene a seconda del pezzo ecc
ecc, poi tutta in feezer (puoi anche fare i salumi, non e' difficile se
ha la passione!!!).
Per il vitello e' piu' problematica la cosa, mangiano parecchio, se lo
lasci brado gli serve quasi un ettaro di pascolo (senza integrare con
mangime). Comuqnue puoi provare. Ne prendi una, la mungi, la fai
figliare (inseminazione artificiale dal veterinario , il toro ti
costerebbe un casino da mantenerlo e non produce) fai crescere il
vitello poi lo macelli (stesso discorso del macellaio per selezionare la
carne) Per il latte capretta ;)

> Il punto è che non so a quali regole bisogna sottostare e se sia possibile
> effetivamente tirare avanti in questo modo per anni e anni.

E perche' no! consoco un sacco di gente che ha un lavoro dipendente e
poi si porta avanti una situazione come quella che ti ho descritto
sopra. Inoltre gli insegnanti hanno un sacco di tempo libero :-)))))

> La passione c'è, ma il piccolo appezzamento dovrebbe anche consentirmi
> il sostentamento e non solo la possibilità di svago...

Il mio consiglio e' di continuare a insegnare e nel frattempo portare
avanti la passione (consiglio ovvio).
Ciao Cacciavite

 

> ho investito tutti i miei
> risparmi, fatto piccoli debitucci che però sono già quasi riuscito a
> chiudere completamente e ho venduto anche la casa dove risiedevo prendendone
> un'altra in affitto.

pazzo ;))
scherzo complimenti per l'audacia che hai avuto che ha quanto pare e'
stata premiata visto che dici di aver chiso i debiti fatti
ma hai iniziato senza "saper nulla", oppure hai visto come "andavano le
cose" in famiglia

> Prima mi ero guardato un po' intorno, cercando la soluzione migliore. Sono
> finito in Ungheria per il costo decisamente inferiore dei terreni.

facci degli esempi, a quanto un ettaro di terra coltivavile (in piano
no collina)

> Inoltre un piccolo terreno difficilmente può dare il necessario per
> guadagnare: più facilmente può permetterti di vivere con la famiglia in
> autonomia.

specifico che IMHO ti procura da mangiare nel senso rigoroso del
termine, devi avere altre entrate per sostenere le spese che qualunque
famiglia ha. Un po' in attivo ci vai, comunque col fatto che risparmi nel
fare la spesa (che di questi tempi e' tantissimo) e' come avere due
stipendi alla fine

> (miniortaggi, varietà rare, riscoperta dei trattamenti antichi per i
> prodotti caseari e marmellate),

vanno le marmellate? hai qualche link/dritta da darmi sui costi per
produrle, richieste di mercato ecc? (anche in email se vuoi)

>sfruttare al massimo gli spazi con alveari

purtroppo se nella zona c'e' chi medica gli alberi da frutto la cosa non
si puo' fare..

> (e ti consiglio vivamente di produrre idromele!!)

cos'e'? forse volevi scrivere idromiele (che comunque non so cosa sia)
Ciao Cacciavite

 

> pazzo ;))

Pazzo? Vuoi dire che mi hai visto mentre dirigevo i miei zingari-braccianti
su in Ungheria con in testa un tricorno con ricamata una "N" e la mano
infilata nella giacca? ;))
Comunque ho iniziato sapendo meno di nulla.. nella mia famiglia sono oltre
80 anni che non si vede un agricoltore.
I debiti fatti erano piccoli e li ho quasi finito di coprirli anche grazie
al lavoro di informatico che sono costretto a continuare fino al prossimo
raccolto. Siccità permettendo. Mi piacerebbe risponderti che ho fato tutto
con i soldi del raccolto, ma non è stato così.

> facci degli esempi, a quanto un ettaro di terra coltivavile (in piano
> no collina)

Io ho comprato un terreno completamente arabile, in live pendenza (il 90%
tra il 3% e il 7%) a 1.000 euro all'ettaro. Direi che è una buona cosa per
evitare gli allagamenti come due anni fa.
Ho l'opzione di acquisto su un altro appezzamento fatta all'inizio di
quest'anno per 1,500 euro / ettaro e infatti sto cercando di recuperare la
cifra in questione prima che l'opzione scada: infatti negli ultimi 12 mesi
il prezzo dei terreni è triplicato. Ora si viaggia dai 3.000 ai 4.500 euro
per ettaro

> vanno le marmellate? hai qualche link/dritta da darmi sui costi per
> produrle, richieste di mercato ecc? (anche in email se vuoi)

Non ne ho idea pecisa, ma una buona marmellata biologica ha un suo mercato e
aiuta una economia "autartica".
I prezzi del laboratorio si possono contenere aumentando l'attenzione
sull'igiene. I costi di produzione devono comprendere lo zucchero, il gas, i
barattoli. Niene di apocalittico: dipende ovviamente dalle quantità.
Comunque si trovano in vendita marmellate biologiche fatte da agricoltori a
8 euro ogni mezzo chilo..

> > (e ti consiglio vivamente di produrre idromele!!)
> cos'e'? forse volevi scrivere idromiele (che comunque non so cosa sia)

E' una bevanda alcolica prodotta attraverso la fermentazione del miele.
Davvero squisita! Io compro delle bottiglie a 18 eurozzi l'una, ma ne vale
la pena. Purtroppo il mio fornitore è in Austria. Il nome corretto è
idromele. Viene dal latino hydro mel (mel, mellis).
Ho anche provato a farla io ma è venuta fuori una cosa imbevibile.. adesso
sto sperando nell'invecchiamento: sembra che il gusto diventi col tempo meno
mefistofelico. O forse sono io che mi sto abituando?
Però la grappa di mele mi è riuscita bene! Peccato che ne abbia distillati
solo 5 litri..
Ciao, Andrea

 

> Ti ringrazio.

 

Ti rispondo perché mio fratello si e avventurato in una cosa simile pero
gradualmente.
Lui lavorava in fabbrica ma per problemi di salute(allergie) a dovuto
cambiare mestiere.
Si e delicato alla campagna inizialmente con circa 2/3 ettari e una decine
di mucche e  ora ha in affitto un certo numero di ettari di terreno
ora riesce a vivere discretamente con il guadagno della sua attività.

> Personalmente sto acquisendo una settantina di ettari di collina all'80%
> boschiva e per il resto coltivabile.


Credo che con questi numeri c'e molto da fare.

> Credo di percorrere piu' una ipotesi di allevamento (possibilmente di
> animali allo stato brado con il marchio Bio).

Forse il Bio e il sogno di tutti.
E andare con un bel cavallo a dare un occhiata le mandrie.
Era il sogno dei vecchi film wester.

> Ovviamente contattero il servizio provinciale Coldiretti & C.

Parlare anche con vecchi contadini

> Per quanto riguarda al denaro volevo cercare di capire (mi rendo conto che
> e' quasi impossibile) l'ordine di grandezza dele esigenze.
> Si parla di 50.000, 200.000 o milioni?

Partire con pochi capi e poi crescere con gli anni.
anche per fare esperienza, e per trovare anche un buon fornitore.
Non fidarsi dei miracoli.

> Se qualcuno ha effettuato questa migrazione vorrei capire quanto e' stato il
> suo investimento e quanto il suo ritorno.....


I primi anni più spese che ricavi.
Poi con l'esperienza e finito l' ammortamento delle spese iniziali iniziano
i guadagni. Sentire sempre più voci .
Valutare le proprie capacita professionali in materia per
esempio un veterinario disonesto può rubarsi tutto i tuo guadagno se può!.

Palmik

 

In Ungheria? Sai che pensavo la stessa cosa
Si trovano terreni? A che prezzi?
Ciao e grazie Flavio

 

> Se passi per Padova fammi uno squillo (3930000) e andiamo a bere
> qualcosa per conoscerci!

Grazie mille per tutti i consigli. Io vorrei non tanto guadagnare,
quanto poter vivere il più possibile autonomamente.
Mi piacerebbe tenere qualche animale domestico: due capre
per il latte, qualche gallina per le uova, un cavallo per cavalcare,...
però non vorrei trasformare la piccola fattoria in una specie di
agriturismo, vorrei proprio che fosse un "non-luogo" dove poter stare in
pace. Nel mio caso potrei affiancare al piccolo allevamento l'insegnamento
(che in fondo non mi impedirebbe - credo - di curare le piccole coltivazioni
e i pochi animali domestici e che mi consentirebbe - grazie allo stipendio -
di comprare le cose che non riesco a produrre). Il fatto è che,
essendo io precario, non so dove lavorerò il prossimo anno e quindi
dove cercare il posto in cui stabilizzarmi....
Grazie mille per la segnalazione della rivista! Cercherò di procurarmela
(mi chiedevo se ne potesse esistere una così...).
Grazie ancora per tutti i suggerimenti
Ciao Larry

 

> Il mio consiglio e' di continuare a insegnare e nel frattempo portare
> avanti la passione (consiglio ovvio).

Ho scritto il messaggio di poco fa, prima di leggere questo qua tuo...
Non so se hai notato, ma sono arrivato alle stesse tue conclusioni!!    :-)
Ma ogni tanto mi vien davvero l'idea di fare la pazzia e mollare tutto...;-)
Grazie mille di nuovo, intanto continuo a riflettere sul tutto.
Ciao Larry
P.S. Il collo alle mie galline non glielo tirerei però, mi accontenterei delle
uova...   :-)

 

> e i pochi animali domestici e che mi consentirebbe - grazie allo stipendio -
> di comprare le cose che non riesco a produrre).

L'agriturismo è nato per integrare la redditività di un azienda agricola con
attività connesse.
Non stiamo a sindacare poi il fatto (o forse sarebbe il caso di farlo) che
in molti casi l'agriturismo non è questo ma un albergo di campagna e quindi
realizzato ad hoc per questo scopo.
Purtroppo esistono agriturismi che hanno poco a che fare con l'attività
agricola ma nulla vieta che qualcuno applichi correttamente la legge e
ottenga agevolazioni e un integrazione alla redditività agraria per poter
guadagnare qualcosina in più.
Se insegni potresti pensare di insegnare direttamente all'interno
dell'azienda. Hai mai sentito parlare di Agrituristmo didattico? In questi
mesi si è dato molto spazio a questa formula agrituristica che ti
impegnerebbe molto meno dal punto di vista degli spazie investimenti (niente
camere, niente ristorazione, solo una stanza al coperto per tenere le classi
in caso di maltempo e se necessario il materiale didattico e/o qualche
spuntino per i bambini che fanno visita).
Le idee sono tante, poi la meglio è fare le cose per gradi ... ma nel tuo
caso potresti davvero unire le 2 attività
ciau Ale

 

Sì, ho sentito parlare di questa forma di agriturismo (io non vorrei
comunque creare un'azienda). Grazie del consiglio, metto tutto in
cantiere, non si sa mai...
Ciao a te e a tutti
Larry

 

Ciao Larry. Noi siamo una coppia di giovani laureandi che vogliono mettere
su un'azienda agricola in Umbia, per essere autosufficienti e vivere in un
posto bellissimo. Non so dirti nula di tecnico, ma "segui il tuo sogno" e il
futuro che desideri. il mercato del lavoro è una cmbogia, il precariato è
una schifezza che rovina la vita. La campagna ti salva le coronarie! In
bocca al lupo. magari fra un paio d'anni ci risentiamo e cis cambiamo
opinioni su come è andata...

Sugnasugna

 

Ehhh, lo so, hai/avete ragione... Ma, come in tutte le cose, ci sono anche i
pro (e non solo i contro) nel fare un certo tipo di lavoro...
Ad ogni modo cercherò di non dimenticarmi mai delle coronarie...   ;-)
Ciao, grazie
Larry

 

> L'agriturismo è nato per integrare la redditività di un azienda agricola con
> attività connesse.

 

Mi interessa molto. Dove posso trovare informazioni più dettaglaite
(noramtive ecc...)?
Grazie e ciao. Sugnasugna

 

di Dove sei? molte zone si sono già mosse e gli agricoltori si sono
organizzati con le varie associazioni di cat. (vedi CIA e Coldiretti)
creando una carta dei servizi e della qualità. Io conosco ad esempio la
realtà di Mantova.
Se vuoi contattarmi vieni su www.agricultore.net dove trovi la mia mail (che
sui NG preferisco non pubblicare visto l'aumentare di spam di questi tempi).
Quest'anno alla fiera di Verona c'era un intero Padiglione (organizzato
dalla rivista anche prima menzionata Vita in Campagna) che spiegava come
fare. Le leggi e le normative fiscali sono quelle dell'agriturismo si tratta
di un attività complementare a quella agricola. Le leggi, finanzimaenti ecc.
sono dpendenti dalle varie normative regionali....

ti segnalo anche:
http://www.gal-valleumbra.com/documenti/bandi/12d1.pdf
http://www.aiab.it/nuovosito/primaverabio/toschi_fattorie.shtml
ciau Alessandro

 

per ora stiamo ancora a Roma, ma andremo a stare in Umbria, vicino Terni.
Chiederemo bene alla coldiretti che è responsabile del PSR e dei
finanziamenti europei. Grazie, visiterò il tuo sito.

sugnasugna

 

> Scoprirai che qua ci sono chimici, informatici, economisti che hanno
>  intrapreso la tua strada! Non sei solo, Davvero.
> Complimenti per la scelta ed in bocca al lupo!

è incredibboli, la prima lurkata innocente, e ci trovo la mia stessa
esperienza : anch'io in questi giorni prossimo a
diventare ex informatico (ma quanti siamo a dare forfait!!) per dedicarmi
finalmente ad una dimensione lavorativa più rispettosa dei tempi del ns.
corpo e del ns. spirito.
E' piu' che consolatorio sapere che non si è dei pazzi a rinunciare ad
ottime entrate ed a carriere conclamate per scegliere la 'puzza del letame'
e l'economia di sopravvivenza. Quando molti intraprendono la stessa strada
dimostrano che non è una delle tante mode ma un ripensamento sul 'dove si
vuole andare....ma sempre di corsa' ormai generalizzato ed apparentemente
inevitabile.

oscar
P.S: scusate l'OT. ma non potevo fare a meno di esternare.
bye OP (dal prossimo gennaio) ex-informatico.

 

Caro Oscar..
che dirti, io sono contento della mia scelta.
Comunque ti dicevo che non siamo soli.. io conosco anche un imprenditore, un
commercialista, un medico e un chimico, altri informatici che ci hanno preceduti.
Tutti felici.
Vedi non c'è solo il guadagno (anche se sono convinto che in agricoltura si
possa guadagnare davvero bene) ma c'è anche la qualità della vita.
A che serve avere tanti soldi ma essere infelici per il grigiore di un
ufficio, stanchi (mentalmente, che è molto peggio che fisicamente!),
perennemente preoccupati, di corsa, incazzati e così non riuscire nemmeno a
spenderli in maniera appagante?
Certo il lavoro in agricoltura è a volte duro, le preoccupazioni non mancano
(chiedi alla mia ex quanto le ho rotto le scatole per la pioggia
quest'anno!!!) ma sicuramente molto più umano e sereno che quello sui PC..
Per il resto... in bocca al lupo!!!
Andrea.
P.S. parlaci un po' del tuo progetto! Sono davvero curioso.

 

> Ragazzi, qui stiamo facendo il futuro!

questa frase mi ha fatto sorridere :)) , anche se non ho ben capito a
che proposito l'hai detta , forse in tono ironico boh
Occhio comunque a mollare il lavoro e riempirsi di debiti, specialmente
se si viene da famiglie dove agricoltura/allevamento (e problemi
connessi) "non sono stati di casa".
Ricordiamoci che il buon Andrea Taini [1] ha acquistato terreni in Ungheria
a 1000 euro l'ettaro (probabilmente anche la manodopera li' costa meno),
qua un ettaro di buona terra viene 40.000 euro per ettaro (buona qualita'),
Quindi se non si ha la terra c'e' gia' da spendere un bel po'...
se le cose iniziano a girare storte altro che vita rilassante all' aria
aperta, vita di stress a pensare ai debiti :-P
Non per fare il menagramo
della situazione, ma tutte le persone (tante) che conosco e che hanno
una piccola campagna/fattoria ci arrotondano solo lo stipendio. Chi
guadagna veramente e' chi ha parecchia terra (e buona) e mezzi per
coltivarla (migliaia di euro per trattori/silos/depositi acqua ecc ecc)
[1] Andrea che hai coltivato? te l'ho chiesto in e-mail ma fosre non hai
    ricevuto boh...
Ciao Cacciavite

 

La mia frase un po' ironica era ma fino ad un certo punto ;)
Credo che un maggiore contatto con la terra e, diciamolo, con la realtà, sia
una cosa positiva da auspicarsi.

Sugnasugna

 

> essendo io precario, non so dove lavorerò il prossimo anno e quindi
 > dove cercare il posto in cui stabilizzarmi....

Ciao da un altro informatico pentito.
A quanto pare la terra in Siclia costa come in ungheria. Non conosco
l'ungheria, ma ti assicuro che in sicilia cresce tutto quello che vuoi e
di piu', e'  la terra piu' 'originaria' che abbiamo e stai in italia.
Giancarlo

 

Azzz. pensavo di essere l'unico da queste parti!
Benvenuto e in bocca al lupo
Flavio

 

Salve a tutti
vedo che questa voglia di natura stia contagiando parecchie persone!
Anch'io sono uno di questi, già da tempo (vedi post "ho un sogno"
dello scorso maggio) avevo
pensato di poter aggiungere un qualcosa di più sano,di più reale alla
vita mia, e della mia famiglia;
purtroppo ancora il mio sogno non posso realizzarlo, principalmente
perchè  non ho i soldi
necessari per acquistare un casolare con terreno, anche quelli
totalmente da ristrutturare costano
un'esagerazione,poi anche perchè penso che prima di fare una
cambiamento di stile di vita così radicale,
ci si pensa più di due volte, cercando di rispondere a tutti dubbi:
riuscirò? sarò all'altezza?
e poi, in tutto i lati positivi che ci sono nel vivere a contatto con
la natura, il mangiare ciò che si produce,
ecc, mi viene in mente una nota negativa, e cioè, dovrò dimenticarmi
per sempre di fare anche una miserina
vacanza annuale? avrò mai una giornata libera da impegni per dedicarmi ad altro?
magari voi avete le risposte a queste domande se vi và, scrivetemele.
comunque per iniziare ho pensato sia meglio farmi i calli con un
piccolo appezzamento di terreno, magari 1 o 2ettari
coltivato un po' a orto, un po' a frutteto e ulivi, e magari avere
qualche animale da cortile, così vediamo
come và. Vorrei sapere, se qualcuno sa rispondermi, in una zona
destinata ad agricoltura, posso costruire
un rimessaggio,per gli atrezzi o una piccola "stalla" per gli animali?
altrimenti anche il discorso del piccolo "allevamento" diventa
irrealizzabile.
Grazie a tutti e salutini, mancio

 

credo che come "rodaggio" la scelta di partire con pochi ettari sia una
soluzione eccellente,potrai toccare con mano il lavoro e far considerazioni
per il futuro.come tutte le attività anche questa ha i suoi lati positivi e
nagativi(per le ferie dovrai ritagliarle in base alla tipologia colturale
intrapresa) ma,a mio parere,occorre voglia di fare e credere nel settore
agricolo perchè come in tutte le attività avrai momenti di soddisfazioni e
momenti meno felici.una domanda,perchè non dovresti esserne all'altezza? con
voglia di imparare si "riesce!!!" al giorno d'oggi vi è la possibilità di
accedere a servizi tecnici per aver le "dritte necessarie" se ci "credi"
forza che non è impossibile!
Angelo

 

Condivido in pieno
L'importante è cominciare, magari anche su un terreno in affitto.
Col tempo il tutto ti sembrerà via via più realizzabile. Da subito coglierai
i benefici di una vita all'aria aperta ... e non è poco di questi tempi, già solo questo.
Se poi quello che fai ti piace, magari non avrai neanche più il bisogno
di pensare alle ferie, al viaggetto.
Un consiglio che mi sento di darti è quello di cercare qualcun altro che la
pensi come te. In due, tre o quattro, o quanti vuoi, è più facile ... e magari
possono venirti fuori anche le ferie

> posso costruire un rimessaggio,per gli atrezzi o una piccola "stalla" per gli animali

Puoi costruire degli annessi rustici, in percentuale al terreno che possiedi.
La percentuale varia a seconda della destinazione d'uso del terreno: prato, intensivo,
estensivo, ... mi spiego meglio: con una percentuale del 2%, puoi costruire 20mq
di annesso rustico (stalla, rimessaggio, ...) ogni 1000mq di terreno
Esistono delle leggi ma senti direttamente il comune, perchè ogni comune ha il suo
regolamento edilizio.In Italia, specie al nord, il terreno in pianura costa decisamente tanto.
Per trovare dei prezzi migliori devi spostarti verso sud o in quota ... ovviamente
cambierà anche la resa del tuo terreno e la destinazione d'usoIn bocca al lupo
Ciao Flavio

> Ciao a tutti, forse sono molto off topic.
> Io vorrei potermi mantenere (da solo) mettendo su
> una piccola fattoria in montagna (nel triveneto),
> allevando ed eventualmente coltivando.

Questi consigli arrivano dal NG di antropologia, dove ho postato il
tuo messaggio perche' era in corso una discussione similare.
Ciao! piotr
dal Newsgroups: free.it.scienza.antropologia
un'idea (molto) vaga sui prezzi la puoi trovare sul sito
di TECNOCASA (www.tecnocasa.it) nella sezione "rustici" o "terreni"
selezioni VR , TV , BL , VI , come zone , io ho visto dei rustici
con addirittura pezzi di bosco (!!) perfino a 20.000 euri , ovvio che
sono un po' da riadattare :) comunque i prezzi in montagna sono proprio
bassi perche' i giovani appena possono scappano (ovvio che non sono rustici
e terreni in centro del paese ma in "periferia" il che trattandosi di montagna
vuol dire proprio sperduto tra le valli....)
comunque ti conviene molto di piu' andare di persona alla camera
di commercio (artigianato e agricoltura) e loro sanno dirti tutto , prezzi , etc
e' un settore dove guadagni un kasino perche' nessuno lo vuole piu' fare ,
io ho alcuni parenti agricoltori e allevatori e sguazzano nei $$$ anche se
ovviamente ti deve veramente piacere vivere tra galline maiali etc etc
(molto difficile se come me sei un cittadino abituato alla
metropoli...)good luck !
Marco Silvestri

> e' un settore dove guadagni un kasino perche' nessuno lo vuole piu' fare
> io ho alcuni parenti agricoltori e allevatori e sguazzano nei $$$

puoi dare a indirizzo di questo *eden*? forse gente è interessata!
Angelo

> e' un settore dove guadagni un kasino perche' nessuno lo vuole piu' fare ,
> io ho alcuni parenti agricoltori e allevatori e sguazzano nei $$$ anche se
> ovviamente ti deve veramente piacere vivere tra galline maiali etc etc
> (molto difficile se come me sei un cittadino abituato alla metropoli...)

Non so se ai tuoi parenti allevatori sia arrivata la manna dal cielo...prova
un po' a chiede loro....ancora peggio se vuoi fare allevamento estensivo (mi
è parso di capire) in montagna, nella mia zona c'è stata quest'anno
un'elevatissima penuria di fieno ad es. ( circa il 60% in meno parlando in
zone a prato sui 600 m slm in media)..sul fatto che i giovani (almeno x la
maggior parte) siano un po' spaventati nell'intraprendere attività agricola
nessuno ti può contraddire....ma i soldi che tu dici, forse si faranno con
mooolto spirito di sacrificio ed imprenditoriale, al di là delle abitudini
che uno ha.
Scusami la franchezza anche se personalmente ho apprezzato lo stimolo che
hai cercato di dare.
Massimiliano