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Considerazioni sui pesticidi
From: Helios
Subject:
R: W i pesticidi
Date: 2001-01-23 14:34:10 PST
Io
penso che chi deve far quadrare i conti ha poco da far filosofia con la "natura" e il "naturale"
tanto poi al supermercato la massaia tra la mela bella ma trattata e quella brutta ma biologica
di sicuro sceglie la prima anche perche' costa meno e c'e' meno sudore dietro.
L' unica cosa in cui non sono daccordo con l'agricoltore "avido
e menefreghista" e sul fatto che" il nostro guadagno continua
a crescere", di questo francamente non mi sono accorto, mentre mi sono accorto della
"Range Rover" nuova dell' agente locale della Bayer , in genere cambia
macchina ogni 6 mesi mentre il Fiat
466 DT di mio padre e' del '83' e non credo che lo cambiera'.
Marcello
Sono
in parte d'accordo con quello che dici, perchè è vero che chi lavora
poi
la terra gira sempre con la stessa macchine o con lo stesso trattore,
ma vedi
c'è un errore di fondo:
1.
non è mica tanto vero vero che dietro il biologico ci sia più lavoro,
e forse
nemmeno più tanti costi, purtroppo è una legge di mercato, se la
domanda
è maggiore dell'offerta, l'offerta si adegua prima innalzando i prezzi,
e poi mettersi al pari passo della domanda.
2.
Mi sembra eccessivo il prezzo spuntato da un prodotto biologico, a
maggior
ragione se si vuole incentivare questo tipo di prodotto i costi devono
restare bassi;
3.
Un grosso errore dell'agricoltura "ordinaria" è quello di effettuare
i trattamenti
a calendario, senza cioè effettivamente controllare se il parassita
ha raggiunto la soglia di danno, ma solo perchè in quel periodo "va
fatta!".
Detto
questo si potrebbe avviare un discorso più ampio sul biologico e non
farlo
restare un mercato di nicchia.
Ciao
Elio
Sono un agricoltore biologico, ho un'azienda cerealicola di 35 ettari
in Provincia di Cuneo -Piemonte-, per cui non sono uno di quelli che
fanno andare l'orticello e che normalmente gli agricoltori convenzionali
identificano come gli agricoltori biologici accusandoli di non sapere
nulla di agricoltura.
Ho letto parecchi interventi sull'argomento e purtroppo mi è parso
di vedere da un lato una ostilità esasperata e non supportata da conoscenze
ed esperienze specifiche da parte dei "convenzionali", dall'altro
una reazione dei "pro biologico" mirata a demonizzare l'agricoltura
chimica e/o integrata.
Il discorso è assolutamente diverso: l'agr. bio. è semplicemente
una tecnica di coltivazione diversa da quella convenzionale, si basa su presupposti
di fondo che tendono ad escludere l'intervento di sostanze chimiche
di sintesi e a favorire il riequilibrio del terreno attraverso l'apporto di
sostanza organica e precise tecniche di lavorazione in modo da creare un ambiente
in cui la coltura possa svilupparsi nel modo più sano possibile limitando
l'intervento di sostanze esterne.
Senza entrare nel dettaglio ci troviamo come ho già detto davanti
ad un insieme di tecniche, che come tali possono essere migliorate, corrette,
sviluppate.
Se poi l'agricoltore vuole trasformare questo apporocio tecnico in
una visione etica o filosofica della propria vita, tanto meglio, però
le due cose non sono imprescindibilmente legate.
In molti casi fare agr. bio. comporta più lavoro - nelle colture
sarchiate io intervengo con un diserbo meccanico in fase di pre emergenza,
uno in post emergenza, due sarchiature e una rincalzatura, il tutto con attrezzi
specifici trainati da un trattore di 60 cv - in altri casi come i
cereali vernini lavoro di meno perchè non ho da dare il diserbante. Per quel
che riguarda la frutta non ho esperienza ma credo che la mole di lavoro
sia paragonabile all'agr. conv.
A differenza dell'agr.covn. abbiamo una maggiore percentuale di scarto
- pur avendo dei prodotti bellissimi che reggono il confronto con i
convenzionali - sopratutto nella frutta - 10% - e questo comporta
dei costi aziendali più elevati che si vanno a riperquotere sul prezzo finale.
Anche le rese sono un po' minori - 15-20% - ma questo non giustifica
una differenza di prezzo al consumatore che può variare da un 30% fino
al 100%.
Allora dov'è l'intoppo? E' nella DISTRIBUZIONE innanzitutto ( costi
elevati dovuti a volumi di scambio modesti ) e senz'altro nella legge di
mercato che decreta, per qualsiasi bene di consumo, un aumento del pezzo quando
la domanda supera l'offerta.
E vi garantisco che in questo momento, soppratutto grazie alle richieste
dell'estero, la domanda è davvero spropositata; per farvi un esempio
pratico il grano, per il quale ho delle rese del tutto simili a quelle dei
miei vicini "convenzionali", mi viene pagato 52.000£/Ql. Incredibile,
vero? non so quanto durerà, però per il momento va bene così.
Spero che questo intervento possa contribuire a interrompere questa
fastidiosa controversia fra agr. bio, e conv., siamo tutti agricoltori,
siamo tutti nella merda grazie a politiche pazze e globalizzazioni,
cerchiamo di trovare assieme il modo per risollevare il nostro settore.
Marco Mariano nuovaterra
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