Il 2 marzo 2004 marco chiede:

 

Salve a tutti, avrei bisogno di una informazione: esiste un diserbante di
post-emergenza, nella coltura delle fave, che combatta le graminacee e le
erbe infestanti a foglia larga?
Grazie in anticipo. Marco

 

Per quanto concerne le infestanti a foglia stretta (avene spp, lolium etc)
puoi usare il FUSILADE N15

Pelide

 

mi sembra che sia diventato illegale
http://www.google.it/search?q=cache:wpHRmG7WxsQJ:www.liberacr.it/testate/rinascita/pdf

>> esiste un diserbante di
> > post-emergenza, nella coltura delle fave, che combatta le graminacee e le
> > erbe infestanti a foglia larga?

in che zona tu fai una coltivazione intensiva di fave?
potresti risolvere con semplici operazioni meccaniche...
ciao mauri
saluti da www.ziopapes.it

 

> > Per quanto concerne le infestanti a foglia stretta (avene spp, lolium etc)
> > puoi usare il FUSILADE N15

> mi sembra che sia diventato illegale

Saluti a tutti,
               non so se fava e favino reagiscono allo stesso modo ai
diserbanti, ma su favino in post emergenza ho visto degli ottimi
risultati,posso informarmi dal mio vicino per sapere esattamente sia
il nome del prodotto e sia le erbe non controllate.
Ma la domanda che mi preme di mettere all'attenzione di tutti è un'altra:
 la registrazione di ogni prodotto sia diserbante,sia
anticrittogamico, sia insetticida viene fatta per ogni coltura, con
notevoli costi per le aziende produttrici che oltre le solite colture
più diffuse non hanno interesse alla registrazione stessa.
 Da ciò deriva che per colture diverse da quelle menzionate in
etichetta l'uso di tali prodotti è illegale nonostante che il prodotto
sia idoneo a combattere la malattia della pianta in questione.
Come agricoltore riproduttore di sementi, principalmente, non vedo
l'mportanza di taluni residui dal momento che i semi sono destinati
alla riproduzione e non al consumo diretto.
Ne deriva che per combattere certe malattie, specialmente fungine
nel periodo primaverile si debbono usare prodotti non registrati
perchè non c'è scelta, temiamo molto l'incombente arrivo dell'obbligo
di tenuta del famigerato "quaderno di campagna" non ancora
obbligatorio nelle Marche, ci condizionerebbe molto.
Una soluzione al problema potrebbe essere quella di registrare i
prodotti non alle colture ma alle malattie combattute, con tutti i
distinguo del caso, comunque una normativa da rivedere.
Cosa ne pensate?           Saluti Ovidio.

 

> perchè non c'è scelta, temiamo molto l'incombente arrivo dell'obbligo
> di tenuta del famigerato "quaderno di campagna" non ancora
> obbligatorio nelle Marche, ci condizionerebbe molto.

nelle Marche non è ancora obbligatorio il quaderno di campagna? è solo un
chiarimento che ti chiedo! perchè nella mia regione è da alcuni anni che è
obbligatorio: emilia-romagna! grazie.
Angelo

 

> perchè non c'è scelta, temiamo molto l'incombente arrivo dell'obbligo
> di tenuta del famigerato "quaderno di campagna" non ancora
> obbligatorio nelle Marche, ci condizionerebbe molto.

Scusa....ma sei proprio sicuro che nelle Marche non è obbligatorio il
QdC?...nemmeno per coloro i quali aderiscono a disciplinari?....mi sembra un
po' stranuccio....comunque...questo è quello che hai riportato o comunque
che io ho capito...
Massimiliano

 

Il QdC è obligatorio per legge (DPR 290/03) in tutte le regioni italiane.
Purtroppo mancano le sanzioni per chi non rispetta, per cui molti non sanno
neppure di cosa si tratti.
Un altro discorso vale per chi segue un disciplinare di produzione,
biologico, lotta integrata et altri, che va al di là del QdC introducendo
limiti nell'uso di prodotti e pratiche agronomiche.
Un discorso ancora diverso è poi la tenuta di registri per la
rintraccibilità, che a partire dal 2005 dovrebbe entrare in vigore per tutte
le derrate agricole.
La materia è complessa ed ancora in fase di evoluzione.
Se torniamo alla proposta di Ovidio mi sembra di poter dire che
èimpraticabile, in quanto per dare maggiori garanzie di salubrità è
indispensabile studiare il comportamento dei principi attivi sulle singole
colture.
E' vero che per la produzione di sementi si potebbe studiare qualcosa di
particolare, ma nel contempo bisogna considerare l'impatto ambientale che
avrebbe un uso sregolato di prodotti potenzialmente pericolosi. Quindi anche
per questi usi sono necessari studi specifici dell'uso, rispetto alla
coltura ed all'ambiente in cui viene coltivata.
Questo scoraggia le imprese private in quanto il mercato potenziale è
modesto, mentre i costi rimango alti comunque.
La soluzione potrebbe essere la ricerca pubblica, ma la domanda
(provocatoria) che mi sorge spontanea è: sono in grado i nostri enti,
università ed altri, di svolgere una ricerca autonoma sia per gli
investimenti necessari sia per le competenze adeguate??

claudio

>  Cosa ne pensate?

aggiungo a quanto detto da claudio
la ricerca di questo passo, visto quanto sta accadendo nell'istruzione in
generale e in particolare nell'università ovvero precarizzazione dei docenti
ricercatori e scarsi finanziamenti pubblici, la faranno i privati di
conseguenza la faranno se vantaggiosa economicamente
esistono comunque delle alternative alla chimica ed è il biologico ed è la
direzione che anche le multinazionali stanno prendendo perchè appunto
remunerativo
questo è un esempio alternativo al diserbo chimico
http://bionet.stm.it/mais.htm
pensate un po', diserbare col glutine di mais...
ho visto che il fusilade e funziona solo per le graminacee
buona serata mauri

 

> Il QdC è obligatorio per legge (DPR 290/03) in tutte le regioni italiane.
> Purtroppo mancano le sanzioni per chi non rispetta, per cui molti non
sanno
> neppure di cosa si tratti.

Ciao Claudio,
concordo su quello che dici ma su un punto sono un po perplesso, come si fa
a non sapere di cosa sia il QdC quando per acquistare certi prodotti
fitosanitari occorre il famoso*patentino*! durante i corsi, o sui testi,
viene menzionato il QdC e a cosa serve,quindi che in molti non
sappiano............... una parte degli addetti(quelli che non han
patentino) possono(al limite) non sapere ma gli altri si! e non credo,e
spero,che la maggioranza degli addetti sia sprovvista di tale
autorizzazione, con le normative attuale prodotti che prima eran
acquistabili senza patentino ora neccessitano di tale documento,d'accordo
che di molecole nuove ne escon sempre ma il patentino ormai è diventato uno
strumento necessario.
Angelo

 

sappiamo bene che in Emilia Romagna il QdC è obbligatorio in
quanto le ns ditte fornitrici ( CAC, SUBA, ANSEME ) per citarne alcune
con le quali lavoro, hanno sede a Cesena.
I tecnici che ci seguono le colture ci fanno usare prodotti efficaci
ma non registrati, a volte perchè gli attacchi da talune malattie non
danno scelta, però si guardano bene dallo scrivere la "ricetta" su
carte intestate.
Da notare che l'uso sregolato di questi prodotti, come viene da
pensare, é, a mio avviso, un luogo comune in quanto gli agricoltori
sono sempre gli stessi da vent'anni ed ormai hanno acquisito una certa
esperienza, e poi i costi!!!
A questo punto mi sembra che siamo scivolati un pochino fuori dal
seminato,in quanto mi premeva di più cercare una soluzione a dei
problemi che diverrebbero insormontabili con l'obbligo del QdC che per
nostra fortuna non è ancora in vigore,non so nel caso di chi è
soggetto a dei disciplinari.
In ogni caso sono convinto che ci saranno comunque una serie di
escamotage,per acquistare prodotti non fatturati opp. a nome di
qualche amico o parente a cui fa comodo scaricare i costi.
Ma, per non istigare alla illegalità, io cercherei di proporre delle
soluzioni percorribili adeguate anche a quella agricoltura che da noi
ancora fa reddito.
La sicurezza innanzi a tutto, ma nel contempo ognuno ha delle esigenze.
Saluti Ovidio.

 

>        sappiamo bene che in Emilia Romagna il QdC è obbligatorio in
> quanto le ns ditte fornitrici ( CAC, SUBA, ANSEME ) per citarne alcune
> con le quali lavoro, hanno sede a Cesena.

si ma scusa....quella che hai appena descritto è una causa?...cioè il QdC in
ER è obbligatorio per la presenza di ditte?...vedi che Claudio mi pareva
avesse citato un DPR (anche il MiPAF ha decantato il QdC)

> I tecnici che ci seguono le colture ci fanno usare prodotti efficaci
> ma non registrati, a volte perchè gli attacchi da talune malattie non
> danno scelta, però si guardano bene dallo scrivere la "ricetta" su
> carte intestate.


Ecco...bravi!! e poi se si dovesse sanzionare chi se le prende le
responsabilità?...solo il produttore?...e questo basta ai produttori?

> Da notare che l'uso sregolato di questi prodotti, come viene da
> pensare, é, a mio avviso, un luogo comune in quanto gli agricoltori
> sono sempre gli stessi da vent'anni ed ormai hanno acquisito una certa
> esperienza, e poi i costi!!!

Ma sei proprio sicuro?....ed ammesso e non concesso...forse non è arrivata
anche l'ora di adeguarsi? (dico non solo in fitoiatria, ma anche in corrette
applicazioni di carattere agronomico)

> A questo punto mi sembra che siamo scivolati un pochino fuori dal
> seminato,in quanto mi premeva di più cercare una soluzione a dei
> problemi che diverrebbero insormontabili con l'obbligo del QdC che per
> nostra fortuna non è ancora in vigore,non so nel caso di chi è
> soggetto a dei disciplinari.


I problm sono solo iniziali secondo me...una volta capito la metodica non
credo ci siano poi sti' "insormontabili" problemi...

> > In ogni caso sono convinto che ci saranno comunque una serie di
> escamotage,per acquistare prodotti non fatturati opp. a nome di
> qualche amico o parente a cui fa comodo scaricare i costi.


Questo è vero...come si dice.."fatta la legge...trovato l'inganno"
ma tutto ha un rischio....


> La sicurezza innanzi a tutto, ma nel contempo ognuno ha delle
> esigenze.


Perfettamente daccordo.
D Sp

 

> >        sappiamo bene che in Emilia Romagna il QdC è obbligatorio in
> > quanto le ns ditte fornitrici ( CAC, SUBA, ANSEME ) per citarne alcune
> > con le quali lavoro, hanno sede a Cesena.(QUINDI SIAMO INFORMATI DA LORO)
>
> si ma scusa....quella che hai appena descritto è una causa?...cioè il QdC in
> ER è obbligatorio per la presenza di ditte?...vedi che Claudio mi pareva
> avesse citato un DPR (anche il MiPAF ha decantato il QdC)
> IL RITARDO DELLE REGIONI NEL RECEPIRE LE DIRETTIVE è CLAMOROSO(SCANDALOSO)
> > I tecnici che ci seguono le colture ci fanno usare prodotti efficaci
> > ma non registrati, a volte perchè gli attacchi da talune malattie non
> > danno scelta, però si guardano bene dallo scrivere la "ricetta" su
> > carte intestate.
> Ecco...bravi!! e poi se si dovesse sanzionare chi se le prende le
> responsabilità?...solo il produttore?...e questo basta ai produttori?
> MA QUALI RESPONSABILITA? CHI CONTROLLA E CHI CONTROLLA IL CONROLLORE????
> > Da notare che l'uso sregolato di questi prodotti, come viene da
> > pensare, é, a mio avviso, un luogo comune in quanto gli agricoltori
> > sono sempre gli stessi da vent'anni ed ormai hanno acquisito una certa
> > esperienza, e poi i costi!!!
>
> Ma sei proprio sicuro?....ed ammesso e non concesso...forse non è arrivata
> anche l'ora di adeguarsi? (dico non solo in fitoiatria, ma anche in corrette
> applicazioni di carattere agronomico)
> BIOLOGICO SUI BANCHI DI CHI VENDE NON VUOLE ANCORA DIRE ESENTE DA RESIDUI
> > A questo punto mi sembra che siamo scivolati un pochino fuori dal
> > seminato,in quanto mi premeva di più cercare una soluzione a dei
> > problemi che diverrebbero insormontabili con l'obbligo del QdC che per
> > nostra fortuna non è ancora in vigore,non so nel caso di chi è
> > soggetto a dei disciplinari.
> I problm sono solo iniziali secondo me...una volta capito la metodica non
> credo ci siano poi sti' "insormontabili" problemi...
> FATELI IN REGIME BIO LE SEMENTI DI CIPOLLE CHI L'HA FATTO NON VEDE L'ORA CHE SCADANO GLI OBBLIGHI PER RICOMINCIARE A VEDERE LE PRODUZIONI SPERATE
> > > In ogni caso sono convinto che ci saranno comunque una serie di
> > escamotage,per acquistare prodotti non fatturati opp. a nome di
> > qualche amico o parente a cui fa comodo scaricare i costi.
> Questo è vero...come si dice.."fatta la legge...trovato l'inganno"
> ma tutto ha un rischio....

Scusatemi ma ragioniamo su lunghezze d'onda molto diverse,
io devo pensare alla mia barca,i figli, le rate del mutuo, la siccità,
la mia Regione non ha nemmeno chiesto lo stato di calamità , ma
regioni come Lombardia, Veneto, ed altre non sono state li a  perdere
tempo prezioso,poi nell'ultimo decennio  l'invasione di mulini di
foraggi che dominano decine di migliaia di ettari che per noi che di
agricoltura viviamo non c'è piu un ettaro di terra  manco a pagarlo
oro, magari trovi due ettari in collina ripida e se la vuoi la paghi
un milione all'anno perchè i mulini hanno già fatto i prezzi.
Non dovete pensare nemmeno che io sia insensibile ai prolemi
ambientali,anzi, quando tutti lasciavano cadere a terra l'olio esausto
del trattore  io lo portavo a casa ed ho sempre lavato i contenitori
dei prodotti che ho usato mentre vedevo scatoloni pieni di bottiglie
da scolare ai margini di laghi e fossi, ma i conti io li devo fare con
la situazione che vivo.
Con le piu umili scuse, Ovidio.

 

Scusami tu Ovidio....
non volevo nè essere polemico nei tuoi confonti, nè accusarti di
q.cosa...con quale diritto poi?....forse la mia accusa era rivolta, sulla
base di quello che tu hai scritto su questo NG, indirettamente a pubbliche
amministrazioni e a "tecnici" speculanti...non voglio accendere flame..e poi
sono molto uscito dal seminato rispetto all'oggetto di domanda...
Dr Sp

 

Ciao Ovidio,
nessuna critica,il fatto è che vi son vari sistemi di impostazioni, mi
spiego: noi in ER siam obbligati a tener il QdC,sia che si acceda a psr o
simili o che uno sia libero da obblighi, non solo, nella mia prov.(RE),in
altre non so, quando si conferisce l'uva in cantina si deve esibire una
scheda dei trattamenti che attesta i trattamenti fatti e resposabilizza il
produttore in caso di controllo da organi competenti, stessa cosa dicesi per
i produttori frutticoli.Allora il discorso è questo, se queste regole
valgono per noi perchè per altre realtà è diverso? So perfettamnte che
trattare con certi prodotti vi son costi inferiori ma da noi certi prodotti
son vietati e quelli autorizzati han costi nettamente superiori(e
difficilmente il prodotto venduto,se si aumentano i prezzi vi è una vendita
minore, copre le spese di maggiorazione) Ma a parte questo il fatto è il
punto prima elencato perchè non vi è una realtà nazionale univoca?
Angelo

 

> ma i conti io li devo fare con
> la situazione che vivo.

quindi il buon senso
con regole e leggi, pure disimogenee nell'applicazione regionale, non si
possono obbligare le persone specie se non esistono controlli
sarebbe sicuramente più funzionale ed efficacie legare i fitofarmaci alle
malattie combattute e ai parassiti ma chiedi uno sconvolgimento mentale che
non credo l'agricoltura di oggi sia preparata a fare perchè non è preparata
affatto e non ne ha voglia, disinformata, scarsamente aggiornata e troppo
occupata a far quadrare i conti,  di conseguenza non può cambiare se non
grazie alla sensibilità e all'iniziativa dei singoli,
mi piacerebbe sapere se durante una riunione di agricolotori alla
col-diretti un agricoltore proponesse appunto il glutine di mais come
diserbante cosa gli direbbero...
buona serata mauri

 

Sono nuovo a certe tecniche di controllo delle infestanti. Fino ad un anno
fà avevo un orto molto ma molto piccolo, ora ho preso possesso di un mio
terreno attiguo e con i soliti metodi non riesco più a tenere a bada le
inferstanti. Ho letto su questo NG che esistono dei disserbanti chiamati ed
esistono veri tipi. Mi sono perso quando ho sentito due che discutevano su
un disserbante post emergenza da usare sulle fave. Cosa significa che sono
disserbanti intelligenti, attaccano solo determinate specie?

Icaro

 

Il fatto che alcuni diserbanti siano specifici per la postemergenza dipende
da una caratteristica degli stessi che si chiama "selettività". Un
diserbante può essere selettivo nel tempo (in riferimento all'età) e/o nello
spazio (in riferimento alle specie,...). Le differenze sono, in genere,
dovute a differenti meccanismi di azione......
Per rispondere alla tua domanda, te ne faccio un'altra: perchè utilizzare
subito mezzi chimici? Prova con i classici mezzi agronomici e fisici,  puoi
così verificare se c'è realmente la necessità della lotta  chimica.
Ciao Dr. Agr. Lollo

 

appianate le divergenze, siami tutti uguali,mi pare di capire
che l'aumento dei costi dei prodotti richiesto dalle cantine anche da
voi lasci ben poco margine di guadagno,da noi una cantina di cui non
facciamo il nome,nel 96 è andata in crisi , fino ad allora era un
modello per tutta la regione , da li in avanti un calvario di passaggi
e vendite e subentri, il fatto è che agli agricoltori tra
capitalizzazioni, acconti, riduzioni,fallimenti, non vedono che pochi
spiccioli, i furbi hanno levato le viti appena visto cosa si andava
incontro,ma gli AGRICOLTORI,hanno continuato a conferire (è difficile
decidere di togliere un vigneto di 7 od 8 anni in piena produttività).
 Questa è una delle tante realtà difficili.
 E se andiamo a latitudini inferiori cosa succede?? non siamo tutti
nell'ambito della stessa nazione? della stessa comunità??
Perchè da noi non si può fare determinate cose mentre altrove
fioriscono discariche ,opp si costruisce in non determinati modi (
sono stato membro di commissione edilizia ), si pagano tasse in base a
quali redditi e chi più sa può dire, forse non siamo figli della
stessa mamma ?
 Osservo che al settentrione con terreni fertili ,pioggie regolari una
volta adempiti tutti gli obblighi a malapena si vive, al sud  con
terrni che a volte hanno più di deserto che di terrno agricolo
,pioggie che non arrivano in tempo utile, senza l'obbligo di tutti gli
adempimenti ,a malapena si campa.
Cosa significa? è inutile guardare il vicino che fa il furbo davanti
alla legge , alla fine c'è sempre qualcuno che dall'alto ci ha già
controllati  e ci lascia a malapena la corda sufficiente a non farci
soccombere.
Tragico?   forse.
          Saluti Ovidio.

 

ok allora andiamo avanti cosi! ma il mio ragionamento era ben altro!
Angelo