Il 7 agosto 2006 tigre31 racconta…:

 

Sono in un bel vigneto della Toscana  Centrale , accanto a me ho un
compagno di scuola che dopo  aver preso il diploma fece un corso di
agricoltura tropicale, stando poi  per decenni in Africa .
 E' ritornato vecchio , vedovo ed in non in brillanti   condizioni di salute
, mi ha detto  di portarlo a vedere come è cambiata la campagna , per questo
siamo in una vigna.
" Non vedo più le canne in questa vigna , intendo le arundo donax , come le
definiva il Limneo , che fine hanno fatto?.
 Ti ricordi accanto alla vite vi era una canna sulla quale veniva fissato il
tralcio piegato , tutti i coloni avevano un piccolo canneto , noi ragazzi
dell'epoca si usava i cannelli come cerbottane, in altri casi si fissava due
pine  in fondo alla canna per fare il carretto , ci si faceva anche i
pifferi.
 I coloni poi facevano le turate ai capanni, la base ai graticci, i raccordi
per le tubazioni ecc.  ora non le vedo
più. "
"Senti io pensavo che che tu ti meravigliassi a vedere le coloniche
trasformate in seconde case o gli agriturismi , affollati di stranieri in
questi giorni , che tu vada a pensare alle canne non ci pensavo proprio."
L'amico disse che con la tv satellitare queste cose le sapeva già, era
meravigliato in quanto alla sua partenza le rare vigne avevano un solo filo
di ferro grosso modo ad 1 metro , ora ne' hanno 3-4  di fili .
 Gli spiegai che vi era  una  ragione economica, oltre al fatto con questi
fili era  diventata superflua a quel tempo nel millennio della mezzadria
erano stati usati tutti i tempi morti della famiglia contadina , vi era
anche quello che allora le tagliavano , le pulivano e le aguzzavano, poi le
mettevano nella vigna o nella proda.
 Dopo due anni  erano vecchie ed erano un ricettacolo di insetti finivano
nella fascine e poi nei canti del fuoco ,per questo sono finite,come è
finita quel tipo di agricoltura.
tigre31