Il 18 dicembre 2005 tigre31 viaggia…:
"Eccoci
giunti in cima alla salita... il nome geografico di questo punto è
Passo dei Pecorari, però i nostri avi lo chiamavano genericamente Val di
Cielo, come il borro più avanti.²
A parlare in perfetto lupik era Hayak, un grosso lupo bianco protagonista
principale della nostra storia. Accanto a lui c¹erano la moglie Karina e la
figlia Sibilla, una giovane e bella lupacchiotta nata appena un anno prima
sui monti Sibillini (la coppia di lupi non si era certo spremuta le meningi
a cercare un nome per la figlia!).
Il disco di fuoco iniziava ad alzarsi in direzione di Poppiano, era una
bella giornata di primavera del 1997.
³Ecco² riprese il grosso lupo ³secondo i nostri avi in questo punto i due
tedeschi fecero il caposaldo. Vedete, c¹è ancora la buca. Più avanti, sulla
destra, ci deve essere una strada che conduce alla casa di Cecco. Un po¹
prima, sulla sinistra, dovrebbe partire la viottola che attraversa il bosco
e vicino ci dovrebbe essere ancora la tana.² Le descrizioni di questo lupo
meravigliano certamente noi umani: pur arrivando da centinaia di chilometri
di distanza era ben relazionato sulla geografia e sulla storia di cinquanta
anni prima. Infatti dopo un centinaio di metri trovarono la viottola e
incominciarono la discesa.
Nel cielo sopra di loro un gigantesco nibbio sorvolava: aveva fame. Anche
dall¹alto poteva ben vedere che i tre lupi erano armati di denti aguzzi, ma
continuava a sorvolare sopra di loro perché nel bosco non c¹erano altri
animali in giro (quelli notturni erano rientrati e i diurni non avevano
ancora cominciato la giornata ³lavorativa²).
Dopo avere percorso un chilometro della viottola, addentratisi nel bosco,
i
nostri tre amici furono interpellati nella loro lingua da un grosso uccello,
che stava posato su di un ramo di un gattero. Era Gianni il barbagianni:
oltre cinquanta anni prima a Colle aveva partecipato alle nozze fra il Lupo
e Gambul. La coppia gli aveva fatto simpatia (un po¹ meno Gambul per i suoi
ululati alla ricerca del Lupo Azzurro) e così li aveva seguiti nel bosco di
Val di Cielo. Aveva anche partecipato all¹operazione Boschiva Coop. A r. L.
E al conseguente grande avvelenamento. Il giorno prima aveva seppellito
Verdone, il ramarro sindacalista, perché non voleva che il nibbio ci facesse
colazione. Così Gianni era rimasto l¹unico esemplare vivente delle nostre
storie di cinquanta anni prima.
³Dopo tanti anni rivedo dei lupi... e per giunta uno è bianco! Mai saputo
che ve ne fossero di questo colore. Bene arrivati in questo bosco! Tanti
anni fa qui avevamo ben cinque lupi, ma partirono per il Sud e non si sono
più rivisti. Quel Lupo era il nostro re ed è sempre andato contro tendenza:
gli umani hanno sempre fatto migrazioni dal sud verso il nord, lui andò al
sud. E non ci ha nemmeno mandato una cartolina.²
³Caro uccellone² disse Hayak ³noi siamo i suoi bis-bis-nipoti e siamo
ritornati a vedere le nostre radici... a proposito, siamo stanchi perché
veniamo dall¹Amiata, sapresti dirci in che punto era la tana?²
³Ci siete vicini, vedete² disse Gianni ³quello è il pino della Ghiandaia,
proprio sotto troverete la tana. È abbandonata da tanti anni, però per fare
un riposino sarà giusta. Io devo dare una lavatina alle penne, sono vecchio
e non mi stanno a posto.²
Cara Di-Di, penserai che Gianni facesse un bagno, forse anche con un piccolo
idromassaggio... invece il nostro uccellone era solito andare in una piaggia
sopra al bosco dove da anni aveva una piccola buca piena di terra. Ci si
rotolava varie volte perdendo in questo modo una parte dei parassiti che
erano fra le sue piume, poi si dava una bella lisciata ed aggiustata alle
penne e rientrava nel nido.
Gianni ritornò alla tana nel primo pomeriggio. Avanti che entrasse nella
loro dimora il nostro lupo gli chiese cosa fossero quelle palle sul pino.
³Sono processionarie² disse l¹uccello ³sono le larve di una farfalla. Per
ogni nido ci trovano circa 100 bruci, avvolti in una specie di seta. Pensa,
caro lupo, che d¹inverno queste larve rimangono a +20° C anche quando la
temperatura esterna scende a -20° C. Fra non molto usciranno dal nido e
brucheranno letteralmente tutti gli aghi di pino a loro portata. Si chiamano
processionarie perché scendono strisciando sul tronco e poi sul terreno
stando l¹una dietro l¹altra: sembrano un sottile serpente. C¹è un solo
animale che le mangia: il cuculo, un uccello che viene da metà dell¹Africa
per fare un uovo in un nido altrui. L¹uccello che se lo ritrova nel nido lo
cova accuratamente e poi si meraviglia di aver fatto un figlio così grosso
quando nasce il giovane cuculo che butta di sotto al nido i fratellastri e
mangia tutto quanto portino i genitori adottivi. Da adulto ritornerà in
Costa d¹Avorio o giù di lì per ritornare qui l¹anno seguente. Come ti
dicevo, il cuculo è l¹unico che mangia le processionarie; i loro peli
urticanti gli fanno un baffo! Solo in qualche caso, se ha problemi, egli
vomita la membrana interna dello stomaco, l¹ho visto io stesso.
³Madonna quante cose sai Gianni² disse il nostro Hayak
L¹uccello rispose: ³Ho troppi anni e ho visto troppe cose... ad ogni modo
parlami del mio vecchio amico il Lupo di Val di Cielo. Mi auguro sia ancora
vivo.²
³No² disse Hayak ³è morto da tanti anni. Noi lupi abbiamo una vita breve:
sono morti i suoi figli ed i suoi nipoti. Io sono il tris-nipote. E io so
anche perché sono bianco, me l¹ha detto il Big Wolf. Dipende dalle leggi del
Mendel, un frate di tanti anni fa che studiava sui piselli e arrivò a capire
le leggi dell¹ereditarietà². Qui si ingarbugliò in quanto il fatto di essere
bianco non era completamente chiaro neppure a lui. Sapeva (glielo aveva
detto Gambul Ulema) che da un incrocio di lupi dell¹Atlante con lupi del
Gran Sasso lui era venuto bianco mentre tutti gli altri erano del colore
normale dei lupi.
³Noi² disse Gianni ³invece della legge del Mendel abbiamo la legge del Menga
che dice OChi ce l¹ha ce lo tenga¹ e nessuno diventa bianco. Comunque ogni
specie ed ogni posto ha le proprie usanze e caratteristiche e noi animali
non le discutiamo mai. Mi meraviglia che tu non conoscessi le
processionarie.²
I due uscirono dalla tana, sopra di loro un¹allodola volava veloce verso il
Sole, sembrava che lo volesse raggiungere, e cantava felice; ad un certo
punto, vista la sua femmina, la raggiunse in picchiata sopra una quercia
vicino ai due amici.
³Certo² disse l¹uccello ³I più belli dell¹Universo siamo noi uccelli ed in
particolare noi maschi.²
Hayak annuì per non fare polemica, per lui erano le sue lupe quanto di più
bello ci fosse al mondo. Poi disse:
³Visto che vuoi sapere cosa fece il Lupo di Val di Cielo e la sua famiglia,
mettiamoci all¹ombra di quel salice e ti racconto tutta la storia. Fra noi
lupi è diventata un¹epopea.
Era il 1947 quando i 5 lupi decisero di ricercare le loro radici, anche
perché se rimanevano qui di sole queste dovevano vivere. Una notte, dopo
aver passato i monti Sibillini, il lupo lanciò alla Luna e a chi potesse
sentirlo un lungo ululato, nel quale diceva chi fosse e cosa cercasse. Big
Wolf lo sentì e gli rispose, capì chi era e anche la fame che aveva, mandò
una squadra a rubare 2 pecore ad un pastore locale. La notte dopo i 5 lupi
nordisti arrivarono sul Gran Sasso e trovarono ad attenderli 27 lupi della
zona. Non appena si furono rifocillati a base di pecore narrarono le loro
vicissitudini e i tanti fagioli mangiati. I lupi sul Gran Sasso erano esigui
in quanto con la guerra avevano subito delle fucilate prima dai partigiani
poi dai tedeschi, infine dai contadini locali armati con fucili da guerra.
Il loro capo era Big Wolf: aveva sempre in una spalla una pallottola di un
Mauser tedesco che lo aveva azzoppato. Oggi siamo una specie protetta, a
quel tempo non lo eravamo: tirare al lupo era uno sport. I lupi si
meravigliarono di due cose: della lupa Gambul Ulema e del fatto che il Lupo
fosse un perfetto ciclista. Avevano parlato da anni dei lupi dell¹Atlante
senza averli mai visti ed Ulema piacque a tutti. I percorsi adatti alla bici
erano pochi però il Lupo diede ampie dimostrazioni sul mezzo; fece anche
provare alcuni giovani che regolarmente finirono ruzzoloni. Il giorno dopo
il suo arrivo, una volta che aveva ben riposato, il Lupo fu ricevuto dal
capo dei lupi a cui fece presente la sua delusione nell¹avere trovato soli
pochi esemplari e per giunta anche notevolmente vecchi e rincoglioniti. Il
capo gli disse che nella penisola anni fa si contavano migliaia di
esemplari, mentre ora, loro compresi, si passava di poco la trentina. Il
Lupo, tornato nella tana, né parlò con Gambulina (erano abituato a discutere
durante la notte i fatti del giorno dopo) e la sua lupa gli disse di avere
un¹idea. La mamma le raccontava di una pozione magica che dava forza ai
lupi: si trattava di speciali bacche, aglio, ramerino e vitalbe. Doveva
essere somministrata con il cibo in una notte di novilunio e almeno sui
monti dell¹Atlante faceva furori. Un anno dopo i lupi erano più che
raddoppiati e il Lupo di Val di Cielo ebbe dal Re dei lupi l¹incarico di
fare una gita sulla Sila. Tra i due era nato infatti lo slogan: ³Dove
eravamo, ritorneremo.² Il Lupo partì da solo con la bici e il suo Burberry.
In Puglia finì in prigione perché la polizia fece una retata di dimostranti
che reclamavano la terra. Il commissario disse: ³Che gente, questi
braccianti! Sembrano lupi e portano l¹impermeabile anche in estate con 42°!
Sarà meglio lasciarli andare...² Mentre il nostro Lupo di Val di Cielo
pedalava in direzione della Calabria, poco dopo Potenza fu affiancato da una
limousine blu ministeriale. La macchina costrinse il nostro amico sulla
destra della strada, poi si fermò e scese immaginatevi chi... Cinosarge! Il
Lupo stentava a riconoscere il cane che aveva conosciuto a Viareggio:
camminava sulle zampe di dietro, era ben vestito con doppio petto blu, sotto
le zampe davanti aveva un fascio di giornali che subito depose sulla
macchina, andò verso il Lupo e gli schioccò un bel paio di baci sul naso.
³Credevo² disse il cane ³di non ritrovarti più. Ero venuto fino a Val di
Cielo dove una volpe mi ha detto che i lupi erano partiti, però non sapeva
per dove.² L¹autista della macchina, in livrea, scese a fare pipì e fra sé
e
sé pensò: ³In che mondo siamo finiti! Ci amministra un cane, che poi saluta
un altro animale che sembra un lupo in bicicletta.² Il Lupo era sbalordito
di ritrovare dopo circa un anno il vecchio amico colpito da un¹improvvisa
dose di ricchezza, macchina ed autista, vestito come un milord inglese. ³Ti
racconto cosa mi è successo perché ti vedo meravigliato² disse Cinosarge ³Ti
ricordi che insegnavo filosofia al Colombo di Viareggio a dei cuccioli di
umani che capivano il giusto? Il preside, prof. Monsignori, mi aveva a ben
volere fino dal primo giorno. Fra l¹altro diceva che se un imperatore
romano, Caligola, aveva avuto per consigliere un cavallo, lui poteva avere
un cane sapiente. Dopo la tua vittoria al Giro fu contattato da alcuni
politici romani che ritenevano che una mente eccelsa come la sua fosse
sprecata al collegio Colombo e che il suo posto fosse a Roma. Con quel
cognome ha subito avuto
umani e ho la limousine blu con autista... non ti dico che vita faccio. Sto
andando ad un incontro sulla Sila con le persone giuste. Hanno un bel
pacchetto di voti che servirà al mio professore Monsignori per essere
rieletto deputato. Il 18 aprile ci saranno le elezioni e in questa zona lui
vuole almeno il 60% dei voti, così Garibaldi sarà fregato.² ³Ci capisco
sempre meno² disse il Lupo ³Cosa se ne fanno gli umani dei voti? Capirei se
fossero teneri agnelli... non eri appunto te che mi dicevi che nella vita
una sola cosa conta, la cultura, e il resto sono idiozie.² Il cane rispose:
³Io sono pragmatico. Sai cosa dicono a Napoli? ³Comandare è meglio che
fottere². Pensa io un cane bastardo grazie alla politica ho due persone di
servizio che quando mi prude da qualche parte mi grattano e mi chiamano
professore. Non ti dico i pranzi, se non fosse per la linea mi farei certe
mangiate... Dimmi tu cosa giri da queste parti?² ³Sono stato inviato dal
capo dei lupi del Gran Sasso a vedere la situazione dei nostri compagni in
Sila. Non se ne sa niente da anni, non sappiamo se ne esistano ancora oppure
no. Sono stato scambiato per un bracciante rivoluzionario ed arrestato.²
³Vieni con me: prenderemo con un baccello due fave, cioè i voti e il sapere
dei lupi.² Chiamò l¹autista il quale mise nel dietro dell¹Artena
ministeriale la rugginosa bici. I due amici si accomodarono nella macchina.
Il cane disse: ³Ho chiesto al mio Capo un piccolo aereo, non posso andare
in
giro con la macchina, ci vuole troppo dalla Calabria alla Sicilia e poi in
Sardegna con il battello. Mi ci vuole proprio un piccolo aereo. Mi ha detto
che se le cose andranno nel verso giusto, cioè batteremo Garibaldi, avrò
l¹aereo. Non è poco per un bastardo.² Arrivarono in una cittadina in cima
ad
un colle, l¹incontro con ³chi di dovere² (leggi capi Ondrangheta o capi
bastone) si teneva nel più prestigioso albergo, dove aveva soggiornato anche
Garibaldi (quello vero, non quello elettorale). I capi chiesero molto,
d¹altra parte offrivano oltre il 60% dei voti. Ottennero centomila pacchi
di
pasta elettorale, diecimila paia di scarpe destre (le sinistre a risultato
raggiunto), una serie di opere pubbliche per un importo di 50 miliardi
(oltre 1000 attuali). Il sistema era per appalti: la casa madre mafiosa
appaltava tutto il lavoro, poi cedeva l¹appalto frammentato alle cosche più
piccole, giù giù fino a che si arrivava all¹imprenditore, sempre un mafioso,
che faceva il lavoro. Il cane disse al suo amico che il vero lavoro valeva
al massimo un quinto della cifra stanziata. Fu costruito un viadotto che
collegava una collina all¹altra (ora ci transitano dieci macchine al giorno,
a quell¹epoca un paio) e una fabbrica per lavorare le mandorle con
riutilizzo del guscio. Un capo bastone ebbe un finanziamento come pescatore
per risistemare il suo yacht.
A questo punto, ai dotti ivi riuniti, venne presentato il Lupo. Il cane
disse: ³Ho portato il Prof. Mario de Lupis, grande esperto nella nostra
fauna. È specializzato nei lupi e per buona parte ha acquisito il loro
aspetto. Vuole sapere se vi sono ancora questi nobilissimi animali nella
zona. Noi ne avremmo bisogno di molti e che potessero votare, s¹intende...
per il partito della Libertà.² Si alzò un capo bastone ed in perfetto lupik,
che era il secondo dialetto di zona, si espresse nel seguente modo:
³Professore voscenza, u lupu ultimu in Sila isso murì poco dopo
Roma nel O22. Isso era rimasto solu, un fascista riturnato da Roma lo fece
secco su¹ monte Pitinascura.² Saputo come stavano le cose e visto il giusto
habitat da lupi, il nostro Lupo ³ciclista² ritornò al Gran Sasso. Tu
nipotina mi chiederai che fine fece il cane filosofo Cinosarge. Te lo
racconto in breve. Le elezioni furono vinte in tutta Italia con quasi il
50%, nella zona di cui sopra venne raggiunto il 69% grazie alle opere
pubbliche, scarpe e pasta. Il cane ebbe un Macchi 320 per gli spostamenti
(regolarmente pagato da tutti noi). Invecchiando era diventato un vizioso,
già prima si vestiva da lord inglese, poi cominciò a pretendere l¹invio
dall¹Inghilterra di canine bobtail vergini (per farci delle orge nel suo
appartamento con largo uso di stupefacenti). Un giorno il suo aereo cadde
e
tutti ne furono felici e contenti, per primo l¹Onorevole.
³Madonna mia² disse Gianni ³Che brutta fine ha fatto il cane filosofo! È
stato senza dubbio traviato dagli umani, che con questa politica diventano
folli.²
³Sembra che il suo aereo sia stato sabotato dalla mafia, la quale ha
inserito un cacciavite nella turbina del motore² disse il Lupo ³Era
diventato troppo scomodo per il suo Onorevole e Chi-di-dovere gli ha fatto
un piacere...²
Il lupo notò che il tronco del salice era tutto rosicchiato e chiese il
perché a Gianni, che rispose: ³Devi sapere che la corteccia e le foglie del
salice contengono un eccezionale medicamento, l¹acido acetilsalicilico.
Quando un animale non si sente bene si rivolge a questa farmacia. La cosa
è
stata notata anche da alcuni umani dell¹Alemagna e il secolo scorso una loro
società ha brevettato il prodotto con il nome ³Aspirina² e fa ancora
miliardi a palate.²
Lo stomaco del Lupo reclamava rifornimenti, in quanto l¹ultima volta aveva
mangiato sull¹Amiata. Pensava: ³Quasi, quasi mi mangio questo uccellaccio
saccente.² Ma pensandoci bene, dato che i barbagianni frequentavano i
cimiteri degli umani , pensò che era meglio di no. Inoltre questo esemplare
aveva già un cattivo odore, doveva avere oltre 50 anni e gli sarebbe rimasto
tutto tra i denti (chissà come era coriaceo...)
³Senti Gianni² disse il Lupo ³andiamo a vedere questo benedetto bosco, ne
ho
sentito parlare così tanto.²
Il lupo si incamminò verso il bosco e Gianni lo seguiva in volo. In una
radura un grosso fagiano maschio si pavoneggiava di fronte ad una giovane
fagianina, forse sua figlia, appena vide il grosso lupo bianco, si alzò in
volo (e dalla paura defecò) e andò a sbattere contro un gattero con la
testa. Il colpo fu talmente forte che cadde al suolo tramortito, il Lupo in
pochi minuti se lo mangiò dicendo che era veramente squisito. Si rivolse a
Gianni dicendogli che ora si sentiva molto meglio. I due animali arrivarono
al borro, il Lupo vide per la prima volta delle nutrie. Il Gianni gli fece
presente che non erano animali tipici della zona, ma asiatici. Anni fa in
Toscana ci fu un¹alluvione , il fiume arrivò a toccare un allevamento di
animali da pelliccia, in gran parte nutrie. In 20 anni hanno invaso tutti
i
fiumi e i torrenti della Toscana. Traforavano tutti gli argini facendoli
tracimare, si erano talmente bene ambientate che sembravano essere sempre
state qui. E te, cara nipotina, ti chiederai cosa stessero facendo le due
Lupe.
Sibilla e Karina, le due metà del cielo di Hayak, dopo essersi riposate, si
diedero una bella lisciata alla pelliccia e uscirono dalla tana in cerca
della colazione, del pranzo e della cena. Poco lontano incontrarono una
gigantesca lepre maschio che, bella tranquilla, si mangiava dei teneri
germogli di cicerbite. Non ebbe neppure il tempo di spaventarsi: mamma e
figlia gli furono addosso. Karina mangiò la testa, riservando le interiora
(parte pregiata) alla figlia. In men che non si dica rimasero sul terreno
alcuni ciuffetti di pelo e niente altro. Le due lupe ritornarono alla tana,
soddisfatte. Erano due bellissime femmine. ³Mamma² disse Sibilla ³troverò
anch¹io un bel lupo bianco come il babbo?²
³è difficile figlia che rinasca un altro lupo bianco. Secondo il Mendel sono
casi rarissimi. Il babbo è veramente bello. La prima volta che lo vidi mi
offrì un coniglio selvatico. Il cuore mi usciva dal petto! Fu un amore a
prima vista e dopo pochi mesi nascesti tu. Certo noi lupi siamo belli ed
intelligenti. Tempo fa su Tuttoscienze ho letto che noi lupi abbiamo ben 15
diversi comportamenti; alcune razze di cani vanno da
intelligente è l¹Husky. Ho approfondito la cosa: noi lupi italiani ed
atlantini (grazie a Gambul) si pensò che possiamo arrivare a 19, se non vi
fossero stati gli umani il mondo sarebbe stato nostro... Ma dimmi, che te
ne
pare di questo bosco?²
³Mamma² disse la giovane lupa ³è più o meno come tutti gli altri. A me piace
di più l¹Amiata. La preda invece è davvero buona e molto saporosa.²
Karina, che leggeva anche Tuttoscienze (non si sa come né dove), fece un
lungo ragionamento alla figlia: ³Sai Sibilla perché l¹Ente Supremo ha posto
i lupi nel mondo? Te lo spiego in poche parole: noi regoliamo lo sviluppo
delle altre specie, le selezioniamo e ci riempiamo la pancia. Un daino nasce
mezzo deforme, una lepre vecchia, un cinghiale malato, un coniglio
deficiente, un fagiano pazzo... arriviamo noi e ci facciamo colazione,
pranzo e cena. Con questo sistema solo gli animali più forti e intelligenti
sopravvivono e la razza si migliora. Ti è chiaro, mia brava figlia?²
³Sì, mamma² disse Sibilla ³Pensi che sulle Apuane ci siano dei lupi, scapoli
e belli e magari anche bianchi?²
³Non lo so. Può anche essere che l¹Ente Supremo per farli mimetizzare con
il
marmo abbia aiutato il Mendel. Certo belli come tuo padre non ne rinascono.
Chi sa dove sarà... a me quel barbagianni saccente mi piace il giusto.²
Hayak e Gianni stavano rientrando verso la tana. Il Lupo chiese: ³Ho visto
sopra delle piante dei ciuffi con delle foglie diverse. Sul Gran Sasso, dove
come dice il nome c¹è poca vegetazione, non ho mai visto niente del genere.²
Il barbagianni rispose: ³è vischio, un emiparassita: prende dalla pianta la
linfa greggia e se la elabora con la fotosintesi clorofilliana. Ce lo ha
seminato il didietro di un uccello (quanto siamo bravi ed importanti!) il
quale ha beccato un seme e poi ce lo ha rifatto sul ramo. Il seme ha messo
una radichetta che è penetrata nella corteccia del mandorlo e dopo un paio
di anni il risultato è quello che vedi: una pianta sopra ad un¹altra. Quando
abitavo a Colle un tassocane mi diceva come aveva fatto un fico a nascere
sul campanile di una vecchia chiesa. Io gli spiegai che era stato un
didietro di un beccafico e i suoi escrementi a farlo nascere in quanto il
fico che mangiano gli umani è un¹infiorescenza (il seme è dentro al frutto).
Questo vischio è una pianta medicamentosa, pensa che dei Druidi gallici
(erano dei vecchi umani) lo coglievano con il falcetto d¹oro e con questo
facevano porzioni miracolose. Anche molti animali ne sono al corrente ed al
bisogno lo usano. Gli uccelli beccano, le bacche che produce in autunno e
poi con il loro didietro lo seminano da tante parti. Io direi di lasciarci,
ci rivediamo domani sera perché durante la notte devo cacciare.²
³Guarda Gianni² disse il lupo ³hai la colazione già pronta.² E gli indicò
un
grosso bruco verde che era sul terreno e se ne andava per i fatti suoi.
³Io² gli disse Gianni ³Sono un verde: mai e poi mai io mangerei un
filugello. Questo è un raro o rarissimo baco da seta. Qui nel bosco abbiamo
un paio di gelsi. Nel secolo scorso il Granduca aveva ordinato ad ogni
colono di piantare 4 gelsi per ogni podere, il bosco ha inglobato il podere.
Qualche raro baco da seta è rimasto e questo è un esemplare. Non so se ti
è
noto che questo brutto baco fra un mesetto diventerà una bella farfalla, la
quale si accoppierà ed in pochi giorni metterà a dimora dalle 300 alle 500
uova. Fatto questo andrà nel mondo dei più, in quanto essa non può
rifocillarsi. Il prossimo anno da questo uovo microscopico nascerà un
piccolo baco. Nel giro di un mese si accrescerà di 8000 volte diventando un
bruco di circa 9-
Quello che vedi cerca il punto per potersi imbozzolare. Dalla bocca emetterà
una bava di 2 o 2,5 denari lunga un paio di Km con cui si avvolgerà
trasformandosi in ninfa. Passato un altro periodo uscirà dal bozzolo e sarà
un insetto perfetto, cioè farfalla, cercherà il partner e farà quello che
ti
ho detto prima. Gli umani raccolgono questi bozzoli prima che sfarfallino,
li mettono in una stufa a 90° e uccidono tutte le ninfe. Successivamente i
bozzoli saranno filati e gli umani ne faranno delle bellissime pellicce
(tessuti) per le loro femmine. Intanto il filugello scampato il pericolo
continuò il suo cammino verso un cespuglio, dove sarebbe andato ad
imbozzolarsi. Agitava il suo cornetto inoffensivo con aria di sfida.
³Come ti dicevo² disse il barbagianni ³ho sonno. Faccio un pisolino in tana
e domani sera ci vediamo per l¹ultima parte della storia sul mio amico Lupo
di Val di Cielo.²
Hayak si offrì di accompagnarlo alla tana che si trovava in un costone
roccioso lì vicino. Gli chiese cosa fossero tutte le pallottole rotonde
sotto di essa. Gianni rispose: ³Io mangio topi, toporagni, lucertole,
piccoli uccelli... non ho che dei piccoli denti, di conseguenza peli, penne
ed ossi li rigurgito a digestione avvenuta sotto forma di piccole pallottole
rotonde.² Il lupo si incamminò verso la tana e trovò le sue dolci metà
addormentate. Sibilla aveva la testa sopra alla mamma, il nostro lupo pensò
che erano proprio belle.
All¹alba le due lupe erano già in giro per poter fare colazione. Purtroppo
nel bosco era corsa voce che erano arrivati tre lupi : tutti gli animali
erano sulla difensiva. Solo delle volpi vagavano con il medesimo problema
dei lupi: trovare cibo. C¹erano anche degli istrici, ma loro sono
inattaccabili.
Le due lupe ritornarono alla tana affamate. Hayak si stava svegliando in
quel momento e tutti e tre si misero a parlare del barbagianni ciarliero che
quella sera stessa sarebbe andato a rendere loro visita. Sibilla, che era
la
più truce, pensò addirittura di farci cena.
Nei paraggi della tana passò un grosso cinghiale: il lupo partì a razzo
attaccandolo alla pancia. La tecnica era stata studiata un anno prima a Alpe
Catenaia dove alcuni cinghiali attaccati al collo da lupi erano riusciti con
i loro lunghissimi incisivi a trafiggerli e ad ucciderli. Da quel momento
fu
deciso di attaccarli alla pancia e di essere almeno in due. Karina seguì il
marito: nacque una zuffa furibonda. Alla fine rimase sul terreno un grosso
cinghiale nero di quasi
si presume intorno ai 5-6 anni (la specie è longeva e un esemplare può
arrivare fino a 11-13 anni). Questo doveva pesare oltre
mantello era grigio e nero, notevolmente sporco e con molti parassiti
(quando i due lupi lo sorpresero si stava grattando la schiena ad un tronco
di albero caduto). In dei punti le setole erano grigie chiare, quasi
bianche. Questi animali nascono grigi o neri con delle curiose striature
longitudinali: la natura le ha fatte (o meglio si dovrebbe dire
l¹evoluzione) in modo che si mimetizzino bene nel bosco essendo una preda
ambitissima degli uccelli rapaci e dei lupi. Da piccoli difficilmente si
allontanano più di 3-
sostanzioso latte. Ogni cinghialino ha il suo capezzolo e lo massaggia con
il grugno per agevolare la montata lattea. Intorno ai 6 mesi le striature
spariscono e molti diventano marrone scuro. Intorno all¹anno di età sono già
completamente adulti e si possono riprodurre. La scrofa del cinghiale va in
amore 2 volte l¹anno, nel caso di forte siccità una sola volta perché
sarebbe difficile poter nutrire la cucciolata che va da un minimo di 4 ad
un
massimo di 12. Questo animale è onnivoro, divora ghiande, altri tipi di
bacche del bosco, rizomi, tuberi del terreno, insetti, larve, chiocciole,
serpi e viperidi vari; non disdegna i nidi, le uova e i piccoli uccelli, i
cuccioli di piccoli animali. In estate negli stagni semisecchi, dove sguazza
allegramente, mangia pure i pesci (se ci sono). È astutissimo, il maschio
è
un buon padre: ci sono stati vari casi accertati in cui alcuni lupi hanno
aggredito una coppia di cinghiali con i loro piccoli e il padre ha
volutamente sviato i lupi su se stesso, facendosi sbranare ha salvato la
mamma e i piccoli. La razza locale si è notevolmente imbastardita con
incroci con maiali dei contadini. Sembra che nel passato fossero meno grossi
di come sono attualmente. Il cinghiale è un anello importante della natura:
nel recente passato mancando i suoi normali nemici si è riprodotto troppo
distruggendo i boschi, oggi sono ritornati i lupi e lo frenano nel suo
sviluppo numerico. Come era successo a questo esemplare, catturato dai
nostri canidi. Karina e il lupo lo trascinarono nella tana: ³Con questo ci
mangiamo come minimo per 15 giorni² pensò Hayak tra sé. Sul far della sera
arrivò planando leggermente Gianni: ³Sono pronto per sentire il resto della
storia del mio amico.²
Hayak riprese a raccontare:
Il Lupo di Val di Cielo relazionò il Big Wolf sulla Sila: ³è un posto giusto
per i lupi. Si sono estinti per varie cause compresi i fascisti.²
Il Grande Lupo chiese chi fossero e se fossero commestibili. Il Lupo
rispose: ³non ne ho idea. L¹ambiente è giusto: ci possono stare centinaia
di
lupi. Io direi di inviarci Trim e la sua sorellina più i loro partner dal
Gran Sasso così fra qualche anno ci saranno decine e decine di lupi nella
zona.
³To¹, ci avete cena... ne approfitto anch¹io² disse l¹uccellone e si strappò
un pezzo di rigatino dal cinghiale ³Stasera non caccio, si parla del mio
amico lupo!²
Hayak riprese il racconto:
Dopo pochi giorni dal suo ritorno sulla Sila il vecchio lupo Big Wolf finì
nel paradiso dei lupi, accudito da quattro lupacchiotte di primo pelo (così
dice la nostra tradizione...) Con il 100% dei consensi fu eletto Gran Capo
di tutti i lupi il nostro Lupo di Val di Cielo dal momento che aveva portato
a termine una missione pericolosa come quella della Sila. Ma era merito
anche di sua moglie e della sua pozione magica se la popolazione in meno di
un anno era più che raddoppiata. Vecchie lupe ormai sdentate andarono
incontro a nuovi onori e partorirono dei bei lupacchiotti. Anche Gambul
contribuì con un parto di ben tre cuccioli. Il nostro Lupo propose che Bobby
dovesse andare con altri compagni e compagne verso il Nord (sembra sia
finito in Umbria). Il Lupo diede nuove disposizioni a tutti i lupi: gli
umani sono troppo potenti, dunque niente più ululati vicino alle loro
abitazioni ma in zone deserte dove nessuno potesse sentire; siccome siamo
un
anello necessario per la dinamica della natura, cercare di sensibilizzarli.
Non si sa come fu ma a partire dal 1976 noi siamo una specie protetta. Pure
tu, caro uccellone... chi ci ammazza la paga cara!
³Ahimé, caro lupo, ti devo interrompere per un grave fatto personale. Mia
moglie Gianna fu uccisa tanti anni fa da un umano con una sassata ma nessun
uomo passò dei guai.²
Il lupo gli chiese schiarimenti sul fatto e l¹uccello approfondì il
racconto: ³Dopo lo sposalizio del Lupo e di Gambul, tenuto nella zona di
Colle, io mi spostai a Val di Cielo. Ero scapolo. Dopo un paio di mesi
arrivò dal cimitero di Trespiano una bellissima barbagianna: si chiamava
Gianna. Alta quasi
95 cm, un paio di occhi neri bellissimi e vellutati. Era nata nella cappella
del cimitero e capiva perfettamente il latino, che era una lingua o idioma
degli umani. Fin dal primo giorno le offrì un paio di giovani arvicole, che
come sai sono quei topini di campagna talmente fessi da marcare il terreno
con feci ed urine, fluorescenti, così che io dall¹alto riesco ad individuare
bene dove si trovano. Gianna, essendo una barbagianna di alto lignaggio,
storse il nobile collo ed io mi ripresi i due topini e me li mangiai. Dopo
alcuni giorni ritornai alla carica senza esito. Dopo un paio di mesi, visto
e considerato che ero l¹unico maschio in almeno
offerta di arvicole si degnò di spellizzicarne una. Mi invitò nella sua
abitazione posta nel locale cimitero. Gli umani dicono che noi siamo uccelli
funebri perché quasi sempre abitiamo nei loro cimiteri. Gianna diceva che
l¹unico ambiente giusto che avevano fatto gli umani era questo: silenzioso,
calmo, ameno, si trovava sempre qualche colombaro aperto da trasformare in
tana. Nella primavera del 1948 Gianna mi disse di sì: ci demmo da fare per
parecchi giorni. Alcuni umani avvertirono il parroco locale... devi sapere
che gli umani hanno vari preti di varie religioni che li battezzano quando
nascono e li portano al cimitero alla fine della vita; inoltre partecipano
a
tante altre cerimonie e per una ragione a me sconosciuta parlano in latino,
una lingua di circa 2000 anni fa. Ogni animale ha i suoi usi e costumi e non
sta agli altri giudicarlo. Dunque Ciantelline (questo era il nome del
parroco) fu avvertito che nel cimitero c¹era un¹anima in pena (si trattava
piuttosto dei nostri focosi amplessi). Egli si armò di acqua santa ed
aspersorio e con vari chierichetti venne nel cimitero ed in latino spiegò
all¹anima in pena che tanto si lamentava di avere pazienza che le fiamme del
purgatorio gli sarebbero passate con il tempo. Gianna, che comprendeva bene
la lingua, disse che in effetti sotto la coda un po¹ le bruciava... Pochi
giorni dopo mentre cacciavo nella zona dei Massi e Gianna mi osservava dal
muro del cimitero un gruppo di giovani stava andando alla festa di S.
Ilicino, un umano morto pure lui 2000 anni fa. Uno dei giovani prese un
sasso e lo tirò verso di lei: la colpì alla tempia e il mio amore cadde giù
morta. Dall¹alto vidi i giovani raccoglierla e complimentarsi con il
tiratore che da
portata alla festa e comprata per 10 lire da un umano che faceva il
fotografo. Si chiamava Tullio ed era diventato famoso dopo avere fotografato
una umana morta e avere detto ai parenti, per giustificare che nella foto
non si vedeva niente, che forse la defunta si era spostata!²
Il lupo volle chiarimenti sulle foto e l¹uccello gli spiegò che erano una
specie di ritratto, come quando gli animali vedono riflessa la loro immagine
nell¹acqua. Poi riprese:
³Gianna finì impagliata nello studio di Tullio per almeno un trentennio, poi
venne buttata nella spazzatura. Da allora io sono ritornato scapolo anche
perché mai e poi mai nella zona ci sono state altre barbagianne.²
³Madonna che storia² disse il lupo ³Fa venire i brividi. Io invece continuo
a raccontarti la storia del tuo vecchio amico. I lupi continuarono a
moltiplicarsi: alcuni andarono verso il Sud, alcuni verso il Nord. Il Lupo
era diventato vecchio e sia lui sia Gambul finirono nel paradiso dei lupi.
Io e mio fratello Dago fummo inviati nella zona di Alpe Catenaia. Qui
trovammo veramente una marea di cinghiali (il sottobosco era stato distrutto
completamente) qualcuno era ancora più grosso di questo che abbiamo in tana.
Le lotte furono tremende perché avevano denti così affilati che molti dei
miei compagni ci persero la vita. Noi lupi attacchiamo la preda sotto la
gola ma i cinghiali riuscivano ad infilarci con i loro dentacci. Dago ed io
studiammo di colpirli alla pancia e riuscimmo a fare uno sterminio. Ora sia
il sottobosco sia i cinghiali sono ritornati nella normalità. Da qui Dago
ed
io andammo sul Cetona e sull¹Amiata dove gli ultimi lupi li avevano visti
all¹inizio del secolo. Con l¹abbandono della mezzadria molte famiglie umane
della Sardegna erano venute con le loro greggi in queste zone: era una
cuccagna perché noi eravamo una specie protetta e così pagava la Regione.
Ci
siamo mangiate tante pecore: questo animale è talmente fesso che appena
arrivavamo si precipitava nei calachi: inoltre è un animale debole di gambe
e gli si rompevano come niente... i pastori erano disperati ma il bello
della specie protetta era che i nostri danni gli venivano pagati. Giunti
alla maturità ritornammo verso il Gran Sasso per trovarci una compagna e là
incontrai Karina. Tu che sei un uccello apprezzavi Gianna, che non metto in
dubbio sia stata una gran bella barbagianna, però guarda Karina... che
linea, che fianchi, che occhi e che coda! Non ho mai visto lupe così belle!
Le offrì un coniglio selvatico come aperitivo: faceva la schizzinosa. Allora
andai di notte a rubare un bell¹agnellino e mi presi anche una fucilata ma
con questo fu mia e dopo nacque Sibilla, la quale promette bene almeno
quanto la mamma.²
Gianni pensò che le femmine erano tutte uguali: quelle degli umani cercavano
la valuta, queste altre ... leccornie prelibate (Gianni al sesso non ci
pensava più da anni). Si avvicinò alla salma del cinghiale e disse: ³Buono
questo rigatino². Le due lupe gli fecero notare che le interiora erano di
gran lunga migliori, però il nostro uccellone era passionista di rigatino.
Gianni salutò i tre lupi e si alzò in volo diretto alla sua tana.
Di buon mattino le due lupe si recarono a fare una definitiva ricognizione
del bosco. Giunte vicino al torrente Virginio sentirono un pianto
straziante. ³Chi può essere?² chiese Karina. In un canneto trovarono una
giovane volpe... a questo punto, cara nipotina, devo spiegarti che la lingua
lupik era conosciuta da tutti i canidi, le volpi, gli sciacalli, i coyote,
i
dingo australiani: tutti parlavano lingue similari e si intendevano
perfettamente (c¹era solo un certo slang tra una specie e l¹altra, ma era
cosa trascurabile). ³Disgraziata me² diceva la volpina ³Sono rimasta sola...
i miei amati genitori si sono suicidati sotto un Tir della discarica dei
rifiuti! Chi mi rimboccherà le lenzuola in tana! Chi mi porterà a bere le
uova di fagiano e a mangiare i teneri leprotti! Povera me!²
³su, su, fatti coraggio² le disse Sibilla ³E racconta, ci siamo qui noi per
aiutarti: siamo cugine un po¹ alla lontana ma pur sempre cugine.² La volpina
era esausta e tremendamente affamata così venne portata nella tana e messa
di fronte alla dispensa (leggi ³cinghiale²). La volpina ripulì accuratamente
tutte le interiora con grande dispetto di Sibilla che contava di farci
colazione il giorno dopo. ³Vi racconto tutto² disse la volpina ³Babbo e
mamma, sempre in cacciata per procurarmi ottimi bocconi, avevano scoperto
a
Poggio Valicaia un grande allevamento di paperi... per la verità si
chiamerebbero oche, come il famoso Paperino o Donald Duck, che sicuramente
vostra figlia conosce.² Karina, che era una patita di Walt Disney oltre che
di Tuttoscienze , disse che in effetti seguiva da sempre le avventure di
questo papero.
³Dunque verso mezzanotte i miei genitori riuscirono ad entrare dentro ad un
tubo che portava al recinto. La sera precedente un treccone aveva acquistato
i 3000 paperi ed erano rimasti solo i soci fondatori del pollaio, Alciade
e
Carmela, due vecchie oche che passarono subito a migliore vita. Sulla strada
del ritorno i miei genitori si incontrarono con un gruppo di volpi gitane
provenienti dalla regione magiara. Le volpi, due delle quali avevano un
violino zigano a tracolla, intimarono loro l¹immediata consegna dei due
paperi perché era da Postumia che non mangiavano niente. La battaglia fu
tragica: quattro contro due (in quanto una volpe suonava motivi zigani per
migliorare l¹umore delle volpi magiare), peli, pezzi di coda, pezzi di
pelliccia volarono tutto intorno. La battaglia finì che i miei genitori ne
uscirono pesti, pieni di morsi e graffi e senza i due vecchi paperi. Dopo
alcuni giorni il babbo, che leggeva sempre Starbene, iniziò a sentirsi male:
era sempre irritato e trattò malissimo anche l¹istrice che aveva per amico.
Si accorse che le volpi magiare avevano la rabbia: l¹avevano presa dopo la
caduta del muro di Berlino e l¹avvento del capitalismo in Ungheria, erano
rosse di fuori e di dentro! Anche la mamma incominciò a sentirsi male... e
ieri presero la decisione di suicidarsi in modo che almeno la loro figlia,
io, non fosse contagiata da quella maledetta malattia. Andavano al borro e
bevevano litri e litri di acqua. Durante la notte io ho sentito tutti i loro
discorsi e sapevo che stamattina sarebbero andate sulla strada a farsi
investire da un autocarro e così è stato.²
Ci troviamo nella Casa del Popolo di Trespiano dove Jury, conducente degli
autocarri della Fiorentina Ambiente, sta bevendo una Coca Cola evidentemente
traumatizzato. ³Compagno, racconta!² gli dico. ³Stamattina dovevo portare
il
TIR carico di rifiuti alla discarica di Monti, nel piano del Virginio.
Ascoltavo Italia Radio, parlavano dell¹INPS e dei suoi 125.000 miliardi di
deficit. Io ho pagato per 30 anni però sono più che sicuro di non prendere
una lira di pensione, quando me la dovrebbero dare dopo 45 anni di lavoro.
Comunque non è di questo che volevo parlare e che mi ha impressionato.
Mentre stavo guidando ho visto sbucare da un canneto due volpi che
avanzavano dirette verso le ruote del camion. Quella più grossa, che
probabilmente era un maschio, mi ha guardato. Ho visto l¹espressione che
aveva: era un¹espressione di immensa tristezza, tipica di chi si vuole
suicidare. Guardate come il capitalismo ha ridotto anche gli animali!². no
comment.
Da Mattina, inserto de L¹Unità del 27 maggio 1997.
La volpina riprese a piangere, ma siccome aveva anche la pancia piena, si
accucciò in un angolo e si addormentò.
Intanto sulla volta della tana era ritornato uno di quei due pipistrelli che
le lupe avevano sloggiato al loro arrivo. Karina, che aveva sempre
osservazioni spiritose da fare, disse: ³Qui facciamo l¹Arca di Noé!²
nel tardo pomeriggio rientrò Hayak. Aveva percorso con la bici le vecchie
viottole di sessanta anni prima: a quel tempo erano ciclabili ma ora il
terreno era stato eroso dall¹acqua e il viaggio era diventato impossibile...
per giunta la bici era alla fine dei suoi giorni.
Un battito di ali ed ecco il barbagianni. Per prima cosa andò alla dispensa
(cinghiale) e si fece un altro po¹ di rigatino, magrissimo; poi notò la
volpina addormentata e disse: ³Abbiamo visite!² Karina la relazionò su cosa
era successo alla volpina. Gianni era estremamente diffidente in quanto
sapeva che la volpe è considerata uno degli animali più astuti del creato.
Il lupo gli fece presente che le strade del bosco erano impraticabili e non
sarebbe stato più possibile basare la vita sulla bici come aveva fatto il
suo antenato. Chiese al Gianni di seguirlo, in fondo con quel po¹ po¹ di
dispensa se non faceva delle belle camminate sarebbe finito con il
ritrovarsi sovrappeso. Percorsi un paio di chilometri si fermarono in una
radura. Una giovane ape alla ricerca di alberi da bottinare vide il bel naso
nero del lupo e si fermò proprio su di esso: il lupo impaurito fece il gesto
di scacciarla ma subito l¹uccellone lo bloccò dicendo: ³Stai fermo se ti
muovi questa apina, che avrà al massimo due settimane, ti punge e lei ci
rimette mezzo addome e la vita e a te viene un naso come Jimmy Durante. È
un
ape pioniera ed è alla ricerca di nuovi fiori. Vedi che nelle due sacche del
polline non ha niente, è solo in esplorazione, ha pensato che il tuo naso
fosse un fiore nuovo.² Il lupo fermissimo non respirava neppure... la
giovane ape esplorava il sopra del naso, non appena cercò di entrare in una
narice il lupo fece un colossale starnuto e l¹insetto volò a 4-
distanza senza neanche avere il tempo di estrarre il pungiglione. Il lupo
chiese chi fosse questo Jimmy. L¹uccello gli spiegò che dopo la morte di
Gianna non potendo più vedere l¹ambiente del cimitero si stabilì sul
campanile della chiesa sotto al quale vi era l¹arena cinematografica. In
quel periodo davano molti film di questo attore americano che aveva un naso
almeno come 4-5 nasi normali, però piaceva ai locali ed anche a Gianni.
³Caro il mio uccellone² disse il lupo ³Tu che sai tante cose raccontami
delle api.²
³È un argomento la cui esposizione richiederebbe di avere tempo fino al
2100... vediamo di darti qualche nozione anche se estremamente succinta. Le
api esistono sicuramente da almeno 20 milioni di anni, cioè da quando è
arrivato l¹australopiteco, il precursore degli umani, esistevano da almeno
15 milioni di anni. Mi domanderai che prove abbiamo... beh, vi è un ape in
un pezzo di ambra (non
di questa età. L¹ape che hai visto non era né maschio né femmina: era
neutra. Nella loro tana, che può essere ubicata in un albero cavo o in
casette fatte da umani, abita una regina. Lei è l¹unica femmina. Ci sono
anche 200 fuchi circa che sono i maschi, aponi innocui, e 10000-12000 api
come quella del tuo naso che campano normalmente un mese scarso (solo le
ultime nate nell¹autunno passano l¹inverno). La regina viene fecondata dal
fuco più robusto e più forte; quando si apre la danza nuziale la regina
punta verso l¹alto, il maschio, che come ti ho detto è più forte, la
raggiunge e la feconda in volo rimettendoci tutto il suo apparato
riproduttivo e la vita stessa. La regina ritorna nella sua reggia e per
diversi anni ogni giorno depone le uova. Sei sempre curioso di tutto e mi
immagino che ora mi chiederai che fine facciano i fuchi: te lo dico io. I
199 maschi ritornano alla loro casa dove prima dello sposalizio venivano
rifocillati con miele e ben accuditi. Le operaie non li fanno entrare più
visto che il loro compito è stato portato a termine da quel loro
rappresentante che ci ha rimesso il tutto... I maschi affamai tumultuano,
alla fine dopo un paio di giorni le api operaie li trapassano con il
pungiglione e defungono. Le api producono il miele, ne avrai sentito parlare
di sicuro, il polline (lo trasportano mettendolo nelle due borse che hanno
nelle zampine), la cera (che utilizzano per costruire i favi, dove
depositano uova e miele), il propoli (una resina impermeabilizzante per
sigillare la loro casa o ricoprire ad esempio un insetto che entra nella
loro casa) e inoltre la pappa reale (una specie di latte prodotto dalla
giovani operaie, nei primi giorni di vita). Sono tutti prodotti eccezionali
e gli umani ne fanno un grande uso.²
³To¹ un cuculo² disse Gianni mentre un grosso uccello attraversava in tutta
fretta la radura ³Pensa² continuò il barbagianni ³Questo è l¹uccello più
riservato che ci sia, non c¹è verso di contattarlo e di vederlo. Tanti
contadini anni fa sentivano cu-cu, il suo canto, ma non riuscivano mai a
scorgerlo. Te ne ho parlato per le processionarie, ora ti approfondisco
l¹argomento. Con questo cu-cu vuol solo segnalare agli altri cuculi che la
zona è già impegnata da lui e da sua moglie e che non devono venire a
deporre altre uova nei nidi altrui, altrimenti sarebbe un caos! Pur non
facendo il nido e non accudendo la prole è un uccello monogamo (che parolona
per un barba!). partono in coppia dalla Costa d¹Avorio od altre località,
arrivano qui e fanno all¹amore, normalmente per 3 giorni. Ogni uovo passa
dal deposito dello sperma e viene fecondato. Mentre il marito con il suo
cu-cu segnala alla concorrenza di girare al largo. La moglie con occhio
clinico controlla tutti i nidi degli uccelli della zona. Non appena un
uccello si allontana va al nido, prende un uovo e ci fa colazione, poi
scodella il suo uovo in modo che il conto torni esatto. Il suo uovo è
leggermente più grande delle uova del proprietario del nido (diciamo un 20%
in più) mentre il cuculo è mediamente il 250-300% in più di grandezza
rispetto agli altri uccelli. Una volta deposto nel nido pigmenta l¹uovo ad
imitazione degli altri, se possibile usa nidi dove lei era stata a balia
l¹anno prima. Con la schiusa delle uova il giovane cuculo si fa largo nel
nido, gettando democraticamente di sotto i fratellastri, poi preso da fame
insaziabile chiede sempre del cibo agli uccelli-balia. Quando è adulto
seguirà in Africa i genitori, ai padri putativi rimarrà il dilemma di come
hanno fatto a fare un solo figlio così grosso ed affamato. Nella specie dei
cuculi si contano circa 90 varietà: in questa nazione 44. Alcuni di loro
riutilizzano vecchi nidi, però non è il nostro caso. Loro non vogliono
lavorare né nutrire la prole.²
Il lupo allora esclamò: ³Anche voi uccelli siete ben matti!²
³No² rispose l¹uccellone ³Noi siamo i migliori e ti spiego perché. Il primo
uccello è nato circa 150 milioni di anni fa. Sono stati trovati i suoi resti
in Germania, era una specie di dinosauro con ali membranose. Non si sa come
potesse decollare, probabilmente non si alzava che di pochi centimetri. Ad
ogni modo quello fu l¹inizio della nostra specie. Come sai tu, Canis Lupus,
la vita è iniziata in fondo al mare con degli esseri unicellulari. Siamo
passati dai pesci ai rettili, da questi agli uccelli per finire ai
mammiferi. Gli umani sono convinti di discendere dalle scimmie ma in realtà
discendono dal Purgatorius, che era una specie di grosso topone vissuto 65
milioni di anni fa. Da questa specie di topone si passò al Proconsul per poi
finire agli Autralopitechi, 5 milioni di anni fa. La situazione non è tanto
chiara... invece noi uccelli eravamo già a punto da milioni di anni. La
famiglia di noi uccelli comprende circa 10000 specie, non sono molte
rispetto al quasi milione degli insetti ma nel complesso si può dire che è
una specie molto varia. Si va dal minuscolo colibrì (che gira di fiore in
fiore impollinandoli come fanno anche le api) fino al gigantesco struzzo.
In
quanto ai comportamenti sessuali si va dall¹amico cuculo che abbiamo appena
visto che parte dalla Costa d¹Avorio con la sua cucula, non fa nido, non
alleva i pulcini, però è di una fedeltà assoluta: è realmente una coppia
monogama. A questi seguono uccelli estremamente poligami: qualcuno si
preoccupa anche di fare espellere dalle femmine lo sperma dei rapporti
precedenti. Inoltre abbiamo casi di poliandria: le signore ³uccelle² sono
delle viveur e si danno a conquiste in continuazione... Comunque il prodigio
della nostra specie è l¹uovo. I rettili e gli anfibi lo usano anche loro,
non capisco proprio perché non lo abbiano usato anche gli umani. Passo ora
a
raccontarti del Pinguino Imperatore: in questo caso è il maschio che cova
l¹unico uovo e, caso raro, è il maschio che allatta il suo pulcino... Posso
raccontarti anche del Molotro Nero che vive in Africa in simbiosi con bufali
e tanti altri animali a cui toglie i parassiti che si annidano sulla pelle
facendoci colazione. Posso raccontarti del Gola Nera, il quale vive sempre
in Africa, unico uccello che riesce a metabolizzare la cera degli alveari
perché per lui sarebbe un problema rompere le arnie (generalmente fatte in
tronchi cavi di vecchi alberi) si presenta facendo il verso delle api ai
villaggi (cioè zzz zzz zzz) gli abitanti lo seguono e lui li conduce alle
arnie dove gli umani si prendono il dolce miele e lui la cera (così senza
eccessiva fatica se la mangia!). ti finisco il discorso delle uova.
Generalmente l¹optimum della temperatura è intorno a 36°, a 40° si
deteriora. Di solito la femmina che lo cova, il maschio va a fare la spesa
per poterla nutrire. Ci sono uccelli in paesi caldi che lo raffreddano
invece di scaldarlo covandolo, sono per lo più uccelli marini che lo
raffreddano tuffandosi in mare e poi bagnandolo... Ci sono dei nostri
simili, ad esempio i piccioni, che per un paio di settimane allattano i loro
pulcini, spruzzando in bocca il loro latte eccezionalmente sostanzioso. Ti
domanderai come fanno i pulcini a rompere l¹uovo alla nascita... hanno un
dentino speciale che si chiama diamante, con questo rompono il guscio, in
seguito il dente si atrofizza. E ti sei mai chiesto come fanno i serpenti
a
mangiare le nostre uova? Le inghiottono, poi nello stomaco hanno una specie
di dente che le spacca, sputano il guscio e digeriscono l¹interno dell¹uovo.
Altri uccelli per rompere le uova le fanno cadere dall¹alto, altri prendono
un sasso e lo lasciano cadere sopra all¹uovo che si rompe e loro ci fanno
colazione. Basta ora con le chiacchere sulla mia specie, ho bisogno
dell¹ottimo rigatino della tua dispensa. Ritorniamo alla tana.²
Qualcosa di diverso dalla solita agricoltura. WWW.ENZOPRUNETI.COM
premettendo
che non ho letto tutto ma solo fino al cane politico, il
mio commento è il seguente: non ti offendere, ma mi sembra che tu
abbia voluto inserire troppe nozioni (che sarebbe anche interessante
conoscere) tutte assieme e nemmeno troppo fluentemente. ne consegue che
la volgia di proseguire la lettura, per quanto mi riguarda, è scemata
rapidamente.
Efrem
>la
volgia di proseguire la lettura, per quanto mi riguarda, è scemata
>rapidamente.
a me invece i racconti del Tigre fanno fare
un salto nel tempo.
Non li leggo , li vivo .
ciao Madame
http://www.petatv.com/tvpopup/video.asp?video=free_me&Player=wm&speed=_med
Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche
l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto...
- Leonardo da Vinci