Il 1mo novembre
2009 tigre31 racconta...:
PANZANO
& LAMOLE
Dopo una intera settimana di indecisione per il
tempo , che era stato
bello fino ad una decina di giorni prima , la domenica 1 aprile , si decise
per questo ns. ottavo itinerario nel Chianti .
Alla partenza dal paese il tempo non presentava niente di buono era
nuvoloso, invece verso la metà della giornata usci’
fuori il sole.
Alle ore 7,30 eravamo al parcheggio che rimane sotto il castello di Panzano.
Il paese è su’ di una collina a cavallo , frà le valli della Pesa e della
Greve, dal lato agricolo le valli sono belle e ben coltivate, è un
Chianti
molto diverso da quello senese tutto boschi.
All’amico raccontai quello che sapevo del castello , che era dei Firidolfi,
che fecero ricche donazioni alla badia di Passignano
, si tratta di regali
fatti il 2 di ottobre del 1041 e del 30 di marzo del 1085, quasi un millennio fà.
Che i nobili di Panzano appoggiassero il
partito guelfo nella repubblica
fiorentina , lo dimostra l’elezione di vari priori appartenuti ai Firidolfi di Panzano .
Dopo la battaglia di Montaperti , i ghibellini, si recarono anche a
Panzano atterrando case e torri di questi
nobili,che erano del partito
guelfo,che nella battaglia era stato sconfitto.
Curioso il sistema del tempo , oggi con i prezzi
altissimi degli immobili ,
non lo farebbero senz’altro.
Nell’anno 1340 fu’ ucciso un Firidolfi e furono condannati al taglio della
testa i suoi uccisori della famiglia rivale dei Gherardini
, che pure loro
avevano varie castella in val
di Pesa e val di Greve.
Il 25 aprile di ogni anno gli abitanti di Panzano
, fanno una grandiosa
festa in costume con 200 figuranti , nella quale rievocano l’uccisione
del
nobile Firidolfi da parte dei Gherardini.
Luca di Totto da Panzano
fu’ ambasciatore e poi gonfaloniere della
repubblica fiorentina dal 1366 al 1369 e dopo aver preso parte alla
sollevazione dei Ciompi del 1378 , fu’ condannato dal
podesta’ alla perdita
degli averi e della persona , perse il possesso delle castella
e delle case
che aveva in borgo S. Nicolo’ a Firenze, le quali
furono spianate per
decreto pubblico fino ai fondamenti.
I ciompi erano i lavoranti del settore tessile del tempo, la loro
sollevazione fu’ una delle prime sommosse
operaie per un miglioramento
delle condizioni di vita .
Firenze del tempo era famosa per i “panni” e per le banche
che prestavano
i fiorini d’allora addirittura al re d’ Inghilterra.
La consorteria dei Firidolfi da Panzano era tanto estesa che il suo nome
fu’ dato a via de’ Panzani , presso l’antica porta dei Baschiera,oggi
scomparsa.
Nel 1390 Ciampolo da Panzano
fu’ gonfaloniere di Firenze e suo figlio
Gualtieri sette anni dopo ebbe mozzata la testa, non si sà per
quale ragione .
Nel 1406 un Antonio da Panzano
è uno dei Dieci della guerra , con la carica
di gonfaloniere di giustizia per ben due volte e cioè nel 1411 e nel 1415.
Poi Alessandro duca di Panzano fu’ fatto segretario di Alfonso di Aragona
con tanto di diploma , il 10 luglio 1450.
Il documento si trova in originale nell’archivio degli Spedali di Prato.
La parrocchia della prioria di S. Maria a Panzano nel
1551 contava 619
abitanti , nel 1745 ne aveva 663. mentre nel
1833 la prioria ne aveva 947 e
la pieve 388.
L’amico dice che anche da qui’
ne’ è passata di storia, si prende la strada
che partendo dalla chiesa del castello porta al centro del paese, oggi è
L’Aprilante e decine di ambulanti stanno aprendo i
loro banchi nella strada
e nella piazza.
L’amico guarda se’ trova qualche
conoscente frà di loro , però per la
maggior parte , si tratta di persone non professionisti.
Si inizia la marcia verso Lamole , su’ di una strada bianca però in ottime
condizioni dato il fondo roccioso, un paio di signori ci dicono che è
distante e vi è molta strada in salita , comunicano i loro dubbi, se’ i due
anziani ci arriveranno.
Dopo un km troviamo un ridotto branco di pecore, sono le prime ,
il
Chianti è famoso per il suo vino , sessanta anni fà
era famoso anche per il
suo formaggio pecorino , in particolare il marzolino , questo è il primo
branco che vediamo , un altro branco sempre ridotto lo troveremo
durante
il percorso, vi erano degli agnellini nati da poco, l’ amico gli fà bee ,
beee , nella loro indifferenza.
Siamo ancora nel Chianti fiorentino , però rispetto
alle due valli il
panorama cambia , il coltivato quasi sempre vigne , si riduce man mano
che
ci allontaniamo dal paese ed il bosco aumenta.
La salita è continua , intorno vi sono monti che vanno con la loro
altezza
a circa
Siccome
siamo sulla strada che và a Radda , il bosco è
predominante , le case sono
ridotte e senza alcun segno di vita, di tanto in tanto cartelli di agriturismi.
Si trova un allevamento di cinta senese, vi sono due scrofe ed un
verro ,
molto grossi , dal lato opposto un gruppo di lattoni
, si vede benissimo che
sono bastardi di cinta con l’incrocio dei cinghiali .
L’amico dice che i maschi dei cinghiali sentendo che la scrofa era in
calore , pur essendo in un recinto sono arrivati a fecondarla.
I lattoni bastardi sono
caratteristici , in quanto non si possono dire
dei suini e neppure dei cinghiali , solo uno ha la cinta , gli altri sono
tutti neri e snelli come i cinghiali.
Sembrano affamatissimi , l’amico coglie dell’erba e gli getta nel
recinto,
se’ la contendono .
Si riparte sempre in salita, gli anni mi pesano però riesco a marciare ancora
.
Siamo ad un primo podere della fattoria di Lamole,
facciamo la foto , da
un lato di una colonica che mostra i suoi 600-700 anni vi è un cane da
guardia che a solo 3 zampe.
Chiediamo della cosa ad un signore unico trovato nella zona , il
cane è
stato investito da un auto e ci ha rimesso la zampa davanti sinistra.
Abbiamo raggiunto il culmine del monte Quercianella
alto poco meno di 900
metri , ora scendiamo verso Lamole,
il borgo è a circa
finalmente alla Greve , sulle pareti del monte esce acqua , che si riunisce
in un borro rumoreggiando .
I cartelli della Regione dicono che vi sono salmoidini,
lo credo l’acqua è
purissima, ai lati della strada tante piante di primule belle gialle, in
quel punto la valle è stretta e ben riparata dai venti .
La marcia riprende e troviamo Lamole e facciamo
altra foto, sono le 9,40 ,
abbiamo marciato per oltre due ore si decide per il
ritorno.
Si capisce benissimo che i fabbricati sono stati costruiti sulle mura di
un
castello, intorno al 1.000 la zona era piena di castelli alcuni ancora in ottime
condizioni.
Verso le 11 siamo nuovamente a Panzano , è la domenica delle Palme ,
tantissima gente ha mazzetti di olivo benedetto.
I banchi sono tutti in funzione , sono circa un centinaio , due signore
hanno un banchetto di origami veramente originali ,
l’amico incontra un suo
conoscente di Montevarchi , la festa Aprilante ha un
ottimo successo .
Andiamo al negozio del macellaio Dario Cecchini, famoso per le polemiche
di
quando fu’ abolita la fiorentina con l’osso, e
grande passionista di
Dante,riesce a declamare a mente tutta
sessanta anni fà , faccio un paio di acquisti ,sono
ottimi prodotti come altri della zona.
Di fronte al negozio una mucca di plastica ,con
sopra un bimbo tenuto dal
padre , che di tanto in tanto scuote la campanella della mucca.
L’amico mi fotografa.
Cecchini ha anche un ristorante , che si chiama Solociccia
in questo non esiste il menu’, mà solo 5 portate di carne a sorpresa con
due contorni, vino e caffè.
Apertura ore 13 il giorno ed alle 19 e 21 la sera , prezzo 30 € , cosi’ il
bravo macellaio alleggerisce le sue rimanenze di magazzino, il tutto di
buon livello qualitativo.
Ci dicono che è frequentato da molti stranieri , che in questa zona
abbondano veramente anche ora.
Nella piazzetta antistante il castello altro vecchio macellaio,mi sembra che
si chiami Falorni , questi al momento ha più
clienti del Cecchini.
Si riparte verso casa, man mano si avanza verso S. Casciano
, la campagna
diventa sempre più bella e ben curata.
tigre31
TRIPPA
In un soffritto leggero di olio , cipolla, carota tritata, basilico ,
salvia e prezzemolo , far rosolare la trippa, si consiglia cuffia e croce
e
solo un pò di lampredotto
,( si può aggiungere anche delle piccole cotenne
del prosciutto), fino a quando ha ritirato la sua acqua .
A questo punto completare la cottura aggiungendo pomodoro ed
1-2
bicchieri di ottimo vino rosso Chianti , facendo cuocere molto a fuoco
lento e ....buon appetito.