Il 29 giugno 2006 tigre31 ci parla…:

 

60-70 anni la famiglia contadina in questi giorni era tutta con la falce
in pugno , come diceva il proverbio dell'epoca.( GIUGNO FALCE IN PUGNO).
 Si alzavano  così presto in modo che alle 4 h solari era già nel campo, era
esclusi i lattanti e  i matusalemme.
 Alle 6.30 facevano una bella colazione e verso le 10 se' era molto caldo
rientravano in colonica, diversamente un ora dopo .
 La sera  iniziavano nuovamente a falciare il grano verso le 16 , fino alle
20.
 Qulche podere arrivava a 300 sacca di grano , grosso modo 180 q.li.
 Falciatrici tirate dai bovi l'avevano pochissimi coloni , e solo  nelle
fattorie più di avanguardia , non era che fossero tanto gradite, i
lavoratori  anche quelli dell'industria sono conservatori, anche allora era
il padrone o titolare pressato dal mercato ad essere progressista.
 Alcuni operai agricoli  partivano a piedi alle 24   dal paese e andavano in
val d' Arno , dove alle 5 i fattori assegnavano le piaggie da mietere,
questi dopo 5 ore di marcia si facevano una intera giornata di lavoro.
 Il giorno dopo con i covoni veniva fatto il cerchio nel mezzo del quale poi
veniva fatta la barca, le spighe dei covoni rivolte in alto in modo che
l'acqua non penetrasse.
 Le barche rimanevano nei campi , per lo meno un mese erano il villaggio
vacanze dei topini campagnoli(arvicole) di pochissimi grammi ora scomparsi a
causa dei prodotti chimici , i quali ci facevano il nido.
 Intanto nelle stoppie ragazzi e vecchie donna raccattavano le spighe che si
erano scollate dal fusto, dopo sarebbero state battute con il correggiato e
poi separato il grano dalla pula.
 La miseria era tanta e mezzo q.le di grano per delle famiglie povere era
qualcosa di eccezionale, la ricerca del pane presso i coloni durò fino a gli
anni ' 50
 Verso la fine di Luglio  nelle aie coloniche imbuinate con sterco bovino ,
venivano fatte le barche ,durante la guerra ad i coloni spettava ad ogni
componente famigliare   da O a 100 anni ben  2 q.li di grano, i coloni
facevano in modo che dalle spighe cadesse un po' di grano che era extra
conteggio.
 Lo stato per i coloni aveva creato una speciale tessera, dove essi
segnavano la data ed il quantitativo che portavano al mulino a macinare , la
mancanza dell'ora agevolava chi aveva del grano in più in quanto venivano
fatti 2 viaggi con la stessa segnatura.
Poi  arrivava un trattore con la trebbiatrice e circa 25 coloni e colone si
davano da fare per la trebbiatura.
 Grande pranzo a mezzogiorno ed alla sera, era una festa grande la
battitura, l'acqua veniva messa in fresco nei pozzi dai giorni  precedenti ,
chi forniva le proteine per i pranzi erano i grossi paperi , che già qualche
giorno prima si facevano pensierosi, presagendo il peggio.
Con la paglia venivano fatti i pagliai , quella in eccesso veniva poi
pressata e venduta a ippodromi o a chi ne' aveva bisogno.
 Questo era un lavoro faticosissimo e nel mezzo della polvere, veniva fatto
da  4 operai , uno dei quali imboccava la paglia , uno metteva i fili e due
tiravano giù la stanga,avveniva in inverno .
 Le presse  pesavano in media poco meno di 18/20 kg, niente a che vedere con
le rotopresse attuali.
 Era un mondo semplice e  genuino che occupava poco meno della metà' degli
italiani.
 Chi legge queste note  può pensare che questi uomini fossero dei superman ,
erano solo ben allenati , e senza andare in palestra.

tigre31