Il 27 giugno 2007 tigre31 ci narra di…:

 

una giornata ventosa quella di fine gennaio 2005, la strada è lastricata
di ghiaccio, il Burian fratello maggiore della ns. tramontana  a cui
addebitato la distruzione degli olivi nel 1985,durante la notte ha portato
la temperatura a - 10 gradi.
 Decido di fare una camminata, arrivo al passo dei Pecorai e trovo un gruppo
di ciclisti , che inveiscono verso un loro compagno , che ha organizzato
questa gita.
 Gli fanno presente che questa salita è troppo ripida, uno gli dice che sarà
intorno al 20 % , io taccio anni fa sull¹ultimo tratto vi era il cartello
del 17 %.
 Arrivo in cima alla salita , nel bosco un grosso gatto tigrato , miagola
lo chiamo  e sparisce nella vegetazione, nel giardino della casa del
tassista , vi è un cane lupo , che non appena  mi vede  ringhia
arrabbiatissimo, penso sia anche affamato, i suoi padroni ci vengono solo
nel fine settimana, non so¹ come la bestia  si nutra negli altri giorni.
Sono finalmente in cima alla collina ,a  casa O<<. , un coetaneo , fa
piccoli lavoretti e spazza , ci faccio due chiacchiere del tempo.
Proseguo e sono alla Quercia dello zio, un paio di  decenni , egli veniva
in vacanza al paese e mattina e sera  gli faceva una visitina a piedi.
 Aveva misurato il percorso con il tachimetro  dell¹auto  erano esatti 5 km,
osservo l¹albero , dovrebbe avere oltre un secolo, è alto oltre 15 metri,
ora è completamente spoglio , fino all¹altezza di 5 metri  vi è salita una
pianta di edera,e nella sua parte bassa un rampicante erbaceo che  ha delle
palline nere.
 Ho detto che l¹albero è spoglio , invece ad uno dei rami più alti vi è
ancora una foglia. mentre passo sotto si stacca e con un movimento rotatorio
ondeggia e mi atterra proprio sulla testa.
La prendo e la guardo ,un mio professore dello Jas 55 anni , ci diceva
che questa è la cucina della pianta.
 In essa avviene  la funzione clorofilliana, la linfa greggia che per un
fenomeno di osmosi era risalita fino a li , con l¹aiuto dei cloroplasti e
della luce del sole , si trasforma in linfa elaborata , che andrà a nutrire
tutta la pianta , riscendendo anche  fino in fondo alle radici .
 Con questa reazione chimica la pianta produce il suo nutrimento e ottimo
ossigeno per gli esseri viventi e non viventi come le auto, che senza questo
non potrebbero,vivere e viaggiare.
Non so¹ se¹ pianta abbia voluto offrire a me la sua ultima foglia o è stato
un caso.
 Da qui si vede benissimo tutto il bosco , che noi chiamiamo di Val di
Cielo, mentre questo  è il nome del borro che dopo un paio di km , si versa
nel torrente Virginio.
 Mi viene in mente che quando avevo appena una decina di anni , con i miei
amici , si veniva a cercare i funghi in questo bel bosco , facendo  12 o 13
km e quando qui¹ non si trovavano si proseguiva per quello di Castiglioni ,
che rimane subito dopo il torrente.
Proseguo la marcia , sono ora alla fattoria di Poggio Capponi , non so¹ se¹
esiste correlazione con Pier Capponi , che nel medio evo , disse , di fronte
all¹invasore straniero ³ ... e noi suoneremo le ns. campane , ³. Attualmente
la fattoria è dei Rosseaux , i produttori della Vecchina, vi chiederete cosa
era, ecco la spiegazione. Durante la  2° GG.MM , gli Alleati erano padroni
della quasi totalità delle materie prime e frà queste anche il caffe¹, che
per tutta la durata della guerra non arrivo  in Italia.  Rosseaux
intelligentemente torrefece , ceci , fagioli e melassa(sottoprodotto della
lavorazione delle barbabietole da zucchero) creando un  surrogato del
caffè,.
 Io ed i miei coetanei dell¹epoca siamo cresciuti con una bella tazza di
Vecchina al mattino, senza latte riservato ai vecchi, malati e lattanti.
Passo davanti alla villa , su¹ una vecchia Lancia Flavia , vi è un signore
vicino all¹ottantina, ha la giacca sbottonata , dal panciotto pende una
catena d¹oro per l¹orologio , è il perfetto² padrone² dei miei anni verdi ,
apre lo sportello e con mano , segno ,che io mi allontani , in quanto è
proprietà privata, cosa che subito io faccio .
Se¹ ci fosse stato dialogo , potevo dirli che la fattoria se¹ l¹era
comprata, grazie ai ns. acquisti di Vecchina e che io ero stato un fedele
cliente per tanti anni.
La marcia prosegue e sono alla chiesa di Don Mario , che ha fatto i 50 anni
di sacerdozio pochi anni fa  , con maxi banchetto con migliaia di suoi
amici.
Questo bravo sacerdote si è specializzato a togliere gli spiriti, si ferma
una macchina , vi sono due donne , una sulla quarantina e l¹altra forse la
figlia , sulla ventina di anni, mi chiedono le informazioni sulla chiesa ,
dalla quale erano solo a pochi metri.
 Noto la faccia della giovane , che ha una espressione di  grande
patimento, mentalmente mi auguro che il prete ponga fine alle sue angosce.
Non credo a gli spiriti , però credo anche che l¹uomo ,non sia  arrivato a
conoscere bene il suo. cervello, ci sono cose poco chiare e se¹ un bravo ed
onesto prete riesce a lenire gli stati angosciosi di una persone, ben venga.
La marcia riprende e sono alle Ville , è la fine del ns. comune e l¹inizio
di quello di Montelupo, accanto ad un cipresso, vi è una croce di ferro
rugginosa.
A fine luglio del 1944, gli inglesi dell¹Army , erano qui¹ attestati ,
al di là del Virginio le truppe tedesche , che di tanto in tanto , tiravano
colpi di mortaio , sui loro nemici.
 Un colpo di questi , qui¹ uccise una giovane donna e la sua bimba , il
marito ci mise la croce e ci piantò un cipresso, dove era caduto il
proiettile.
 Ora la pianta è cresciuta ,sarà oltre i 10 metri  di altezza, la croce  è
corrosa, il marito è morto da oltre un decennio.
 la marcia procede , sono sopra al campo di Guido del Guardia, dove questo
signore nei primi anni O30 aveva messo una lunga fila di susini Burbank ,
una qualità americana a pasta rossa.
 Alla fine di quegli anni , mio padre  quasi tutte le settimane portava con
il cavallo  un barroccio di damigiane  di vino a Firenze,  di tanto in tanto
e come premio , mi portava seco , si partiva a mezzanotte  , ed intorno alle
due eravamo all¹Anselmo e si faceva opera di ........diradamento a questi
susini.
Sono ora giunto alla  draga , a quel tempo , la località si chiamava , il
tonfo dei Bambagi , avevano provato a determinare la profondità di questo
tonfo e non ci erano riusciti.
 Tanti anni dopo, abbiamo saputo che alla confluenza dei due torrenti, in
una base argillosa , vi è addirittura un mare sotterraneo di ottima acqua.
 In questo tonfo che aveva acqua freschissima, ci affogarono diversi ragazzi
, che ci erano andati a fare il bagno.
Il ns. comune , ci ha fatto un pozzo per l¹acquedotto del paese, anche nei
prossimi anni e con forte siccità difficilmente ci verrà a mancare questo
bene prezioso , chiamato oro bianco,che è l¹acqua.
Proseguo la marcia attraverso la strada di Castiglioni, una collina
bellissima , è uno dei due crus del vino Chianti del comune , l'altro è
Poppiano.
I bravi viticultori Frescobaldi, proprietari di ben due fattorie nella zona,
hanno creato vigneti per 100 ha, oltre al ns. ben amato sangiovese credo
anche  con cultivar francesi.
 La marcia prosegue sono a Montagnana, poi S. Quirico , Poppiano , scendo in
Virginio, e via Ribaldaccio   a casa.
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