Il 1mo dicembre 2006 tigre31 ci racconta delle…
Nella
mezzadria il bestiame era a metà con la proprietà , il colono ne'
era affezionatissimo, ci lavorava insieme vi era un feeling
con le sue
bestie ,pensate alle 4 ore di dura aratura che insieme facevano ed a quanta
fatica.
Una volta con una aratro feci un po' meno di Romolo a Roma e mi fecero
male
le braccia per una settimana.
Di conseguenza voleva sceglierlo lui, fattore o sottofattore in queste
sue
scelte facevano da notai.
Racconto ora un viaggio fatto a metà del maggio 1950 , nella mia
seconda
azienda nell'Alto Mugello,sulla strada verso Monghidoro
, dove all'asilo
cantava un certo Morandi.
Ero arrivato nell'azienda la sera precedente , avevo preso visione
di ben
poche cose , il sottofattore precedente aveva trovato un impiego
da
fattore in una azienda importante della piana del Mugello ed aveva lasciato
l'incarico da 2 settimane .
Il colono *** aveva venduto le sue vecchie vacche e era andato alla
ricerca
di un paio di bovine più giovani , le aveva trovate sulla Calvana
, un monte
sopra a Prato, mancava un dirigente della fattoria per la trattativa
,
l'imprimatur e relativo pagamento , il fattore era assente per ragioni di
salute.
Di primo mattino arrivò il sensale di fattoria , premettendo che lui
era
alla quarta generazione in questo lavoro , alla quinta non ci arrivò
per la
crisi dell'agricoltura ,dovette cambiare come lo scrivente mestiere.
Aveva il calesse ed una cavallina di una certa età , si parte
per andare a
trattare le vacche , io ed il sensale rivolti sul davanti del calesse
, il
colono in mezzo a noi rivolto indietro il calesse era stretto, le strade
erano bianche e la velocità ridotta diversamente avrebbe vomitato anche
le
budella .
Arrivammo sul monte a mezzogiorno , la famiglia
era a tavola , aggiunsero
tre coperti e ci offrirono la minestra di pane ed un piccolo pezzo di
frittata fatta con strigoli , un erba campestre.
Da bere acquetta in quanto il colono non aveva ne' viti e neppure
olivi,
seminava segale e coltivava il prato , vi era molto bosco con castagni, un
suo amico, più in basso gli aveva fornito la vinaccia per fare questa
bevanda .
Un particolare poi visto in film asiatici ,
il capoccia che era
capotavola, di tanto in tanto azionava un grosso pezzo di cartone
che
scacciava le mosche sulla tavola, che erano già abbondanti.
Lo faceva con la gamba destra e delle corde che mandavano avanti ed
indietro il cartone,sopra alla tavola.
Andiamo nella stalla, dove vi erano due discrete vacche della razza
che
prende il nome dal monte , penso che si trattasse di un sottospecie
della
Chianina, un po' più piccole delle vacche che erano
in Val di Chiana, più
rustiche , con l'evoluzione si erano adattate ad un ambiente più povero.
Il prezzo parte da 280.000£ a finire con la stretta di mano a 250.000£
ed
il pagamento al mercato di Barberino due sabati dopo.
Il ns. colono parte felice con le due vacche, a quel tempo una
stretta di
mano , senza bolle o altre scartoffie era un vero contratto.
Mentre ritorno con il sensale indietro , faccio delle considerazioni
, la
famiglia era composta dal capoccio e dalla massaia, il figlio , la nuora ed
un nipote.
Le famiglie coloniche nei piani arrivavano in media a 10-12 persone ,
oltre a gli anziani vi erano un paio di figli sposati e vari nipoti, lì' sul
quel monte i coloni facevano come tante specie di animali , che limitano la
riproduzione in base alla disponibilità del cibo.
Il sensale disse , che probabilmente la famiglia colonica non sarebbe
, più
rimasta nel podere , era iniziato il grande esodo ,che in un decennio
portò
qualcosa come 1,8 mln di mezzadri ad abbandonare
l'agricoltura.
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