Il 21
dicembre 2008 tigre31 racconta...:
Non posso
mungere la vacca ,con le mani in tasca.
Intorno all¹anno 1.000 alcuni servi uscirono dai castelli ed
iniziarono a
coltivare la terra intorno.
Con il castellano, proprietario del terreno, datole dal Papa o dall¹
Imperatore fissarono il riparto dei prodotti a metà , era nata la mezzadria.
Essa è durata fino quasi ai giorni ns. però un
decennio fà esistevano
in Toscana ancora qualche centinaio di mezzadri, probabilmente molto
vecchi
e che nei poderi non ci andavano sicuramente più e la colonica serviva come
residenza ai figli e nipoti.
Le province toscane dove la mezzadria era più radicata ,
erano quelle di
Siena , Firenze ed Arezzo.
Nel 1945 vi erano nella ns. provincia,(Fi)
circa 24.000 nuclei mezzadrili ,
la media era di 5,6 componenti nel nucleo, mentre i braccianti erano circa
11.000.
I camparaioli erano invece 2503 nuclei , i loro
componenti nel nucleo ,
erano la metà dei coloni,cioè 2,5.
Si può presumere che inizialmente i depositi del grano e del vino di
parte
padronale , siano stati situati nei castelli , successivamente si ebbero ,
specie nel senese le fattorie fortificate, che erano una specie di
castelli
nonchè centri di direzione aziendale.
Famose quelle dell¹ospedale di S. M. della Scala di
Siena, il quale ebbe
donazioni da tutte le parti della Toscana , il suo stemma era una scala con
in cima una piccola croce, che ancora oggi si può vedere su¹
vecchie case ,
grancie , mulini , ville ecc.
Via della Scala nel centro di Firenze si chiama così per alcuni
fabbricati
di proprietà di questo ospedale e che portano ancora oggi il suo simbolo.
Fino da principio , siccome il proprietario del terreno difficilmente
poteva seguire la spartizione dei raccolti , nacque la figura del
fattore,
si può pensare che inizialmente si trattasse di un colono assai sveglio e
scaltro.
Il periodo dei castelli ebbe fine con la scoperta della polvere da sparo,
con il cannone nessuna muraglia era più sicura .
Nel secolo XIV°-XV° invece dei castelli si costruirono belle ville
,
accanto ad essere nacquero le fattorie.
L¹agrario in Toscana era un nobile e
viveva in una bella villa in città
contornato dai servitori , tanto il fattore in campagna , faceva i suoi
interessi e quelli poi personali.
Questa differenza con l¹agrario della Padania segnerà lo sviluppo delle due
regioni , in quanto , qui¹ si aveva l¹agrario assenteista , che delegava
tutto al fattore .
Là invece era primo attore , viveva nella
cascina , aveva una o più
famiglie di salariati e quando vi era da industrializzare fù lui che aveva
i capitali , si rendeva conto delle necessità e creò le prime macchine
per
industrializzare l¹agricoltura.
Successivamente creò i telai per lavorare la seta e poi il cotone e la
Padania prese il via nell¹industralizzazione
della nazione e questo avvenne
a gli inizi del XVIII° secolo.
Il ns. agrario , si affidava al fattore o se¹ aveva diverse fattorie al
maestro di casa, i quali non sempre , mà di solito qualcosa
tangentavano.
Per poter spiegare le fattorie , illustrerò
quella dei Ricci , dove nel
1950 , fui sottofattore.
L¹azienda si trovava sulla strada che da Firenze
porta a Bologna a
slm , si chiamava cosi¹ perchè nel O700 era di un certo cardinale Ricci
,
io inizialmente pensavo perchè una metà della superficie era
a bosco di
castagni , ed il riccio è l¹involucro che le
racchiude.
Il complesso era sulla linea Gotica , nell¹inverno del 1944-45 ebbe
cannonate e poi mine , comunque si vedeva che la costruzione era del secolo
XVI° o forse prima.
Incominciamo a descrivere la villa :si entrava in una bellissima sala ,
con
un soffitto alla veneziana , un grande scalone portava al piano superiore
,
dove vi erano 4 ampie camere con letti a baldacchino.
Vi era un solo bagno alla turca, non credo che a quel tempo si lavassero
assai.
Al piano terra , dietro al salone , vi era un
grande biblioteca, con tanti
vecchi libri.
Mi impressionò molto la raccolta di 90
annate del magazine francese
L¹Innovation , dal 1849 . al
1939.
Era interessante perchè in una sola rivista si poteva seguire l¹evoluzione
della stampa , si partiva dai disegni per finire poi alle foto.
Non credo che nel secolo XVI° avessero
tanti libri come quando vi ero
io,erano migliaia e molto vecchi.
Accanto alla biblioteca , la cucina e le abitazioni dei domestici.
Sul lato destro della villa vi erano due grandi
costruzioni, sopra alle
due porte della prima costruzione vi erano due teste di
cavallo in
terracotta probabilmente vi erano le stalle.
Nell¹altra costruzione vi era anche una
vetusta carrozza di colore verde
,con uno stemma nobiliare con una D e un V , che
voleva dire Dal Verme una
nobile famiglia fiorentina.
Doveva essere il rimessaggio dei mezzi di trasporto, al piano di sopra ,
tutta l¹attrezzatura per la conservazione del governo
del vino, in quanto il
chianti ha una seconda rifermentazione che viene
avviata con uve scelte e
ben conservate
Già a quel tempo un nobile non sposava mai una poveraccia anche se¹ molto
bella, è stato Hollywood con i suoi film , nei quali la bella commessa
veniva impalmata dal figlio del proprietario del dept
stores.
O in Italia il figlio del conte Marzotto
sposava una bellissima
indossatrice, figlia di un ferroviere , che poi lo avrebbe ridotto ad un
corbellino di chiocciole.
Sul lato opposto di fianco alla villa , una piccola chiesa.
A quel tempo le vocazioni sacerdotali erano talmente tante, che la chiesa
non aveva problemi a distaccare un sacerdote presso le fattorie, dove
sarebbero stati ben trattati .
I proprietari , signor marchesi , baroni , conti ecc. di solito nel
periodo della caccia , o nel periodo più caldo dell¹anno
si spostavano in
villa e potevano avere la messa in casa , era un cult dell¹epoca
.
Nelle mie tre fattorie , nella prima vi era un enorme e vecchio
tabernacolo e non aveva chiesa , nella seconda che vi stò
descrivendo e
nelle terza provvista anche questa di una grande cappella erano
state
smarrite le chiavi,da molti anni.
Comunque una domenica passando con una scala da
una finestra attraverso il
cortile della fattoria riuscii a penetrarvi e vederla.
Mi impressionò un cinturone di un soldato tedesco con tanto di baionetta
appoggiato sulla spalliera di una vecchia sedia , di fronte un libro aperto
di latino.
Si vede che il soldato lo leggeva frà una
cannonata e l¹altra , sulla
fibbia ³Dio è con noi ³, mi sembrava un grave
affronto, se¹ fosse stato vero
il signore avrebbe scelto la parte sbagliata.
Non divaghiamo e veniamo a descrivere la fattoria , che si capiva dello
stesso periodo.
Mentre la villa aveva l¹accesso da sud con un
piccolo parco , la fattoria
aveva l¹accesso da nord.
Non esisteva il campanello , mà una piccola campanina in bronzo alla fine
di una molla d¹acciaio.
Sulla sinistra dell¹ingresso , vi era l¹accesso alle cantine , molto ampie
che arrivavano anche nei sotterranei della villa attigua.
Di fianco vi era il frantoio per le olive e l¹attrezzatura
per stringere le
vinacce,lo strettoio.
Poi grandi magazzini per le derrate, anticrittogamici, concimi e
mangimi
per animali.
In un angolo seminascosta la conigliera e gli
animali da cortile,era il
regno della fattoressa.
Sul lato destro una grande aia mattonata
, che serviva per le trebbiature ed
al brescello , cioè la festa del ringraziamento che i
contadini facevano a
settembre.
Più avanti due pallai dove i coloni
giocavano la domenica sera , poi un
viale di circa 100 metri contornato da alberi di tiglio , sotto questi
una
quindicina di alveari per le api.
Il miele era apprezzatissimo nelle aziende agrarie , insieme ai limoni ,
però quì non vi erano data l¹altitudine.
Ecco ora siamo all¹ingresso della fattoria , un corridoio portava in un
cortile, di faccia lo scrittoio , questo era il centro di comando
dell¹azienda.
Dominio assoluto del fattore e dei sottofattori ,
qui¹ venivano fatte le
vendite , i pagamenti ai fornitori , operai ecc.
Qui venivano accettati i nuovi coloni o lo disdette dei vecchi , in un
angolo l¹attrezzatura per la gradazione del vino.
Al muro i diplomi di fiere e mostre dove la fattoria aveva
partecipato
all¹inizio del secolo.
Dal cortile interno si accedeva al piano superiore con una scala interna
,
al mezzanino il reparto prosciutti .
Secondo i patti mezzadrili la fattoria aveva
diritto di ricevere un
prosciutto per ogni suino che il colono uccideva.
Tutti i contadini avevano l¹allevamento
delle scrofe , ed i lattoni erano
un incasso ad ogni mercato settimanale , pertanto i coloni
uccidevano un
paio di suini , che erano un ottimo secondo per l¹annata
.
La finestra era chiusa da una finissima rete metallica, in quanto se¹ ci
fossero entrate i mosconi avrebbero infettato i prosciutti con le larve.
Al piano superiore una grande cucina, con un grande focolare
sorretto da
una vecchia trave con stemma e data.
Una lunga tavola che poteva servire per i pranzi nelle occasione delle
consegne del vino e delle granaglie.
Da qui¹ l¹appartamento del
fattore, dove viveva con sua moglie, che solo
negli ultimi anni della mezzadria era la fattoressa.
Prima come i suoi principali si sistemavano con
pari grado, il fattore era
solito sposarsi con le figlie di coltivatori diretti , commercianti
o
maestrine.
Altre camere per il sottofattore o il maestro di casa ,
quando veniva a fare
i controlli alla fattoria .
La fattoria aveva sempre un piano rialzato a torretta od altro, nel quale vi
era la colombaia , i piccioni erano sempre molto apprezzati ,sia in fattoria
che dal sig. conte.
Altro locale di questa parte rialzata era la vinsantaia.
Questo vino molto liquoroso aveva bisogno di un ambiente secco ed
caldo
per concentrarsi e perdere acqua,in alcuni anni.
Il gruppo villa - fattoria aveva quasi sempre
il peso pubblico , che
serviva per le grosse vendite di legname od altro.
Poi vi erano due orti, uno invernale in prossimità delle
costruzioni ,
qui¹ vi erano molti alberi da frutto , la carciofaia , l¹asparagiaia ecc. ,
era sempre ubicato a solatio.
Un altro orto che si poteva chiamare estivo ,
era nei paraggi di una
sorgente di acqua , in questo caso poteva essere anche ad un centinaio di
metri.
Nell¹orto estivo , vi erano
fagiolini, cetrioli , zucche , melanzane,
cavoli,peperoni , cocomeri e meloni ecc.
Nei paraggi del complesso villa- fattoria sempre vi era una casa
colonica,
ed ora spiegherò la ragione .
Non gratuitamente , mà a pagamento le giovani donne ,
potevano servire in
tavola quando venivano i padroni in villa , le loro mamme potevano aiutare
la fattoressa nei grandi lavori , che vi erano da fare.
Cioè pulizie aziendali , pranzi per i commercianti che venivano a
ritirare
vini e derrate.
Gli uomini della colonica invece potevano servire di rincalzo
a gli
operai della fattoria per esempio nella notte al frantoio, che nel
periodo
della frangitura delle olive funzionava ininterrottamente , od altro.
Le fattorie importanti avevano una squadra di operai , potevano
servire
per le riparazioni delle viottole , creare nuove coltivazioni ecc.
Quasi tutte le aziende avevano un falegname , vi era da fare la
manutenzione ai carri dei coloni , controllare i vasi vinari , creare nei
periodi che vi era poco lavoro, bigonce e barili.
Ho visto creare barili , che erano fatti di 8-10 doghe di legno ,
le cui
connetture erano talmente precise che non ci
passava una goccia di liquido.
Le aziende avevano o una convenzione con i muratori esterni , oppure gli
avevano nelle loro maestranze , non tutte avevano la fornace per cuocere i
laterizi e la calce, mà quelle più importanti sempre.
Case , capanne , la villa e la fattoria abbisognavano di continue
riparazioni .
Nelle fattorie più importanti vi era la monta taurina , affidata sempre ad
un colono super bifolco,serviva per il bestiame della fattoria ed a
pagamento per terzi.
Se¹ l¹azienda
era in prossimità di un torrente o un fosso con molta acqua
, vi era sempre il mulino padronale , affidato ad un mugnaio , il quale
macinava , grano e granaglie dei coloni ed anche per terzi.
Frà gli operai , se¹ vi erano dei tratti boschivi , vi erano dei bravi
boscaioli ed al bisogno carbonai, in linea generale gli operai
delle
aziende agricoli erano jolly , cioè in dei periodi potevano fare i
giardinieri, in altri i frantoiani , o i boscaioli ,
oppure fare le fosse
per le nuove coltivazioni, facevano quello che serviva all¹azienda.
Negli ultimi anni , frà gli operai vi era
almeno un elettricista e con
l¹uso dei trattori , uno o più trattoristi.
Mentre il capoccio della famiglia contadina, ammaestrato dalla vita
era
su¹ posizioni conservatori, i giovani erano
socialisti prima e comunisti
dopo.
Serpieri fece una classificazione del lavoro
nella famiglia contadina ,
fatto 1 per gli uomini adulti , la donna valeva 0,60 e vecchi e giovanetti
0.50.
Le prime agitazioni mezzadrili si ebbero
a Chianciano nel 1902 , quando i
coloni con il bestiame invasero il paese.
Il cannone rimbombava sulla linea Gotica , le tombe dei caduti erano
sempre
fresche , iniziarono i primi scioperi.
I coloni volevano per prima cosa il riparto dei raccolti al
60 % e non al
50 % come si usava da un millennio.
Poi che le case , parte erano vecchi edifici religiosi, case con
mura di
terra o leopoldine di 3 secoli , avessero il
gabinetto , l¹acqua corrente ,
la luce elettrica.
Nella mia terza fattoria , su¹ 24 coloni , solo 7 vicino ad una frazione
del comune avevano la corrente elettrica.
L¹acqua nessuno e solo una metà dei
coloni avevano dei gabinetti appesi
alla fine del corridoio a buca , gli altri defecavano nel vaso da notte
che
poi versavano in concimaia ,in dei punti i coloni usavano la treggia , in
quanto non vi erano strade.
Dalla fattoria alla stazione ferroviaria , circa
esisteva neppure un viottolo per poterci andare.
Si doveva attraversare dei campi coltivati ed un bosco, quando vi era la
mota per la pioggia era una vera tragedia. Altro fattore negativo dell¹
agricoltura , la siccità , la grandine, la produzione
veniva fatta senza
sapere a che prezzo sarà venduta.
Una delle prime forme di agitazione fu¹
la divisione del bestiame, i
coloni avevano generalmente un paio di bovi e nei poderi più grandi anche
un paio di vacche, la metà del bestiame fu¹ portato
alle fattorie.
Il fattore ed il personale di fattoria non erano in grado di accudire
questo bestiame , non avevano ne¹ i ricoveri , ne¹ i mangimi , era inverno
ed al bestiame non era possibile dare l¹acqua fredda
, andava leggermente
scaldata, durante la notte il bestiame muggiva , mi ricordava un anno
prima
quando i tedeschi lo avevano rastrellato e messo nel campo sportivo , per
inviarlo in Germania.
Alcuni fattori furono malmenati,la maggior parte dei coloni erano comunisti
, la totalità dei fattori , erano stati fascisti ed ora missini ,
il
contrasto si acuiva sempre di più , fino a che nel 1946 , dopo alcuni
anni
di agitazioni , ci fù il lodo De Gasperi.
Inizialmente il lodo valeva solo per il 1945-
colono che aveva salvato il bestiame dalle razzie naziste di £ 1.000/2.000
,a seconda se¹ il bestiame aveva meno o più di 13
mesi, ed il riacquisto del
bestiame razziato con il 70 % a carico del proprietario ed il 30 % a carico
del colono.
Poi vi era un 24 % dei raccolti ,della parte
padronale da consegnare al
colono,in due anni nel caso vi fossero stati dei danni di guerra.
Furono abrogati per i suddetti anni i patti del pollame da portare
al
proprietario.
Subito dopo la 1° WW , era stato abolito il
patto di fossa, con questo
ogni anno il colono doveva fare un certo quantitativo di fosse per le nuove
coltivazioni.
Lo statista d.c. portò il riparto dei prodotti al 53 % a favore dei
coloni
, ed il 47 % per gli agrari , che dovevano fare delle migliorie , pari al
4
% del reddito della parte padronale del podere e divenne legge il
7/5/47.
Una cosa che i coloni volevano era il consiglio di fattoria, che
ricalcava
i consigli di fabbrica , questo avrebbe gettato per aria tutto il sistema
mezzadrile che si basava sulla autorità del fattore.
Nel lodo vi erano altre clausole che difficilmente furono applicate in
quanto entravano in funzione dopo diversi anni , cioè quando vi era l¹esodo
dalla campagna.
I dati dell¹esodo nell¹Italia
Centrale , su¹ poco più di 2 milioni di
mezzadri , abbandonarono la terra 1,8 e l¹inizio
delle partenze in massa
fu¹ il 1951.
Intanto nelle famiglie, che in molti casi erano costituite da due o tre
fratelli, uno di essi con i suoi familiari erano già
emigrati verso la
città.
Dopo non molto ritornarono la domenica a far visita ai parenti , con la
Lambretta 11 , dicendo cosa guadagnavano in fabbrica.
Che avevano le feste e ferie pagate , la XIII°
, la liquidazione ,
l¹assistenza malattia ecc.
Dopo qualche anno arriveranno al podere con la Fiat 600 e allora
inizio il
grande esodo verso le fabbriche della città¹, che per
combinazione a seguito
del trattato del mercato comune chiedevano nuovi operai.
La firma a Roma di questo trattato avvenne nel 1957 e dopo poco
incominciarono le riduzioni doganali dei vari prodotti.
I salari dell¹epoca rispetto a quelli di oltre
Alpe erano , la metà, i
sindacati del periodo dicevano che i salari sono una variabile indipendente
del prodotto, invece sono la componente essenziale , che può andare dal 10
al 40 %.
I ns. prodotti costavano di meno , fu¹
esportato di tutto , dall¹
abbigliamento , alle scarpe , alimentari, auto,vini,granate ecc.
Si avevano le premesse per quello che dopo sarà
chiamato il miracolo
economico italiano, che poi avrà la prima frenata nel 1963 per il
surriscaldamento dell¹economia.
I ns. agrari erano quasi contenti di questa fuga da campi ,
gli gestiremo a
conto diretto, fù la prima risposta, prendendo a lavorare
come operai i
meno giovani dei loro coloni ,che non erano andati in città.
Questi quando erano a mezzadria, se¹
a mezzanotte incominciava tuonare e
avevano il fieno nei campi , tutta la famiglia partiva al chiaro di luna
a
rammonticarlo e coprirlo.
Ora non più ,facevano le 8 ore regolamentari e succedeva come in URSS nei
kolcos, se¹ il raccolto
andava a male affari loro.
Intanto alcuni ex coloni diventarono dei bravi imprenditori ,
l¹intelligenza
, la costanza e la passione per il lavoro gli premiarono.
Alcuni acquistarono la loro ex casa colonica ed altri addirittura
la villa
dell¹odiato padrone andato in dissesto.
Il governo intanto aveva preparato i piani verdi , nacquero intorno
al
1966 , cioè 20 anni da quando erano stati richiesti.
Per chi aveva la giusta famiglia nel podere , vi era la possibilità di
avere un mutuo lunghissimo ed a bassissimo tasso di interesse.
Vi era la possibilità di accorpare il podere ad altri confinanti,
finanziamenti per le macchine agricole , contributi per luce , acqua e
strade.
Purtroppo era tardi ,il grosso dei coloni aveva
già la tuta, era in
fabbrica ed alla domenica ritornava a vedere il vecchio podere,le mogli
coglievano cicerbite e spraggine
, la cosiddetta erba da cuocere,che poi
avrebbero mangiato in città, con una certa nostalgia.
Allo scrivente era rimasto un conto da regolare con le fattorie e
risaliva
esattamente a 50 anni prima.
Ai diplomandi dello JAS
, l¹istituto offriva per il costo del viaggio
, la
visita alla sua fattoria di Bettolle , che all¹inizio del secolo XX° era
senz¹altro di avanguardia .
Della cosa ne¹ parlai con il babbo , il quale
disse che 500 £ erano la metà
di quello che lui incassava in un giorno con la sua cavalla.
A quel tempo ai ragazzi bastava un accenno , perchè capissero , ed a dire
che per un mio piccolo commercio avevo anche la somma , non gli dovevo
chiedere niente.
Anche i professori si meravigliarono che uno dei migliori allievi snobbasse
la visita.
Nel 1997 nell¹occasione di un incontro di ex allievi, mi trovai accanto al
fattore di questa fattoria , il quale nella occasione della mia visita a
Chianciano , mi avrebbe mostrato la fattoria.
Ecco la cronaca in maniera succinta della visita :
Giunto al paese chiesi
della villa Passerini , un giovane senese molto
gentile ,me¹ la indicò.
Si trattava di una costruzione a 4 piani nel centro del paese, poteva
essere del XVII° secolo a grandi linee.
Il primo e secondo piano erano destinati alla fattoria , gli altri due ai
proprietari.
Il fattore mi ricevette nello scrittorio, quì
il tempo non era veramente
passato, un busto in bronzo del Senatore era sopra ad un armadio, su¹ di un
tavolo troneggiava una macchina da scrivere Olivetti
M 30, di un anno più
vecchia dello scrivente , alle pareti diplomi di mostre, poi il suo compito
della rotazione agraria , che portava la data 15.01.46 . notevolmente
ingiallito.
Mi fece vedere il giardino all¹italiana
abbandonato, disse che anni prima
la BBC , vi aveva fatto un servizio, prima lavoravano frà
il giardino e la
fattoria sei operai,ora nessuno.
Poi passammo su¹ di un ponte traballante
di vecchie traversine
ferroviarie, sotto , frà gli squarci di
esse si vedevano passare le
macchine del paese.
Oltre il ponte vi era la ricostruzione arborea e del terreno della zona di
Siena adiacente alla piazza del Campo, l¹aveva fatta
un architetto un secolo
prima, il tutto era completamente abbandonato.
Poi inforcammo una Panda 4x4 andando a
vedere la fattoria , ed ecco cosa
disse il fattore:
³Sono qui¹ dal 1946, dopo l¹esame il conte Lapo , mi offrì il posto di
sottofattore, in quanto il sottofattore locale era diventato
fattore in
un¹altra azienda , ed il fattore aveva una certa età,
infatti 5 anni dopo
passò a miglior vita ed io divenni fattore.
Sposai * una bella contadina, dalla quale ho avuto 3 figli ed una
figlia,
tutti e quattro laureati con 110 e lode.
La figlia è dottoressa all¹ospedale locale , un
figlio insegna
all¹università , uno dirige una grande farm in Australia ed ha sposato la
figlia del proprietario, l¹ultimo è veterinario ed ha
lo studio , dopo
l¹essicatore del tabacco.
L¹azienda ha
abitava la famiglia della Rosy Bindi , non ne¹ esiste da anni uno di coloni.
Quando sono arrivato io ci lavorano circa 400 coloni , una ventina di
operai e 60 operaie stagionali per la raccolta e essiccazione del
tabacco,
oggi ho solo 2 vecchi operai.
Mi chiederai , come è possibile gestire una azienda
del genere con due
vecchietti , te¹ lo spiego subito.
Il terreno poco fertile, come quello dove siamo ora ,
la Chiana fece entrare
solo ghiaia nella colmata è stato abbandonato , gli altri vengono
affittati
a chi ha interesse coltivarli.
Diverse coltivazioni , come ad esempio i
foraggi, le facciamo noi e poi
vendiamo il raccolto, sul campo un tanto ad ha.
Mi chiederai con quali macchinari le facciamo ? , con delle
cooperative
le quali hanno il personale e le giuste macchine, per la semina e la
raccolta.²
Ci lasciammo , ecco come era finita quella che un secolo prima era una
delle più belle fattorie della val di Chiana, e forse
dell¹ Italia Centrale.
Con la fine delle fattorie , finirono anche tante persone che gravitavano
intorno ad esse, come ad esempio i sensali di vino , di granaglie ,di
concimi ecc.
Gli agrari, dato che il grano aveva un prezzo troppo
basso sul mercato
mondiale, puntarono sul vino ed olio, questo ultimo subito abbandonato per i
bassi prezzi di quello spagnolo e pugliese.
Con il vino fecero delle buone annate , il chianti Colli fiorentini arrivò
a quotare intorno alle 400.000 £ all¹ hl , ed
il classico al milione di £ .
Poi inizio¹ la flessione ,nel mondo ci
sono tante ottime e soleggiate
colline , dove può venire un ottimo vino e dopo per la ns. solita
sfortuna
il costo del lavoro può essere molto più basso.
Per i ns. agrari arrivò una ottima legge quella sull¹agriturismo , fù subito
impugnata in grande stile , pensando che tutti i turisti europei
sarebbero
venuti in Toscana.
Ebbero un buon successo , però il turista vuol
vedere sempre posti nuovi ,
dopo la Toscana , voleva la Grecia , poi la Calabria , poi le Mauritius ,
infine Cuba e via di seguito , anche quì lavora chi
ha il prezzo basso in
quanto i danarosi in tutte le nazioni sono esigui.
E così l¹agricoltura toscana , dopo mezzo
secolo è ancora in mezzo al guado
, cerca la sua uscita dal tunnel nel quale è stata gettata alla fine
della
mezzadria.
Purtroppo un altro grande mito è finito.
Tigre31
potresti
riassumere?
none
Bellissimo
questo scorcio storico ... dove posso trovare informazioni a
riguardo ? ( link o libri )
Grazie per un eventuale risposta da Marino.
Carissimo
dott. Marino , sul mio sito www.enzopruneti.com puoi trovare tante
altre notizie per quanto riguarda la mezzadria.
Buon anno da Enzo
Grazie da
Marino
Auguri di Buone Festività.