L’11 agosto 2006 tigre31 ci parla…:
I mezzadri
di 3 generazioni fà erano molto passionisti del miele e ne'
facevano buon uso, solo in 3 fattorie dove io sono stato , vi era un
solo
colono che amministrava le api di fattoria ed era un bravo apicultore,
gli
altri provarono con delle arnie ricavate da vecchie bigoncie
senza esito.
Questo apicultore si chiamava Beppone , il nome non era dato dal fisico ,
che raggiungeva
Suo padre aveva avuto l'ambito posto di colono nella fattoria
, ne' ho già
parlato altre volte , che l'insieme villa- castello - fattoria , aveva
sempre una famiglia colonica che serviva di rinforzo per quanto
riguarda
gli uomini a gli operai e per le donne alla fattoressa.
Beppone era sacrestano ad un vecchissima chiesa,
intorno all' XI° secolo ,
vicinissima alla fattoria ed era poi capocellula del PCI , che aveva una
baracca - circolo nei paraggi .
Aveva scoperto il compromesso storico , qualche decennio prima di
Berlinguer.
Quando mi veniva a trovare non sapevo mai se'
veniva per Cristo o per
Togliatti, avevo 20 anni e non ero sufficentemente scaltro.
Era un diffusore dell' Unità eccezionale ,
mà il periodico più ambito era
IL CALENDARIO DEL POPOLO , un mensile che vedeva tutti i fatti storici
dal
Diluvio in poi nell'ottica della sinistra e Beppone
lo citava sempre.
La fattoria sotto un meraviglioso viale di tigli aveva 16 arnie, che
venivano controllate da Beppone, con la mia collaborazione.
Egli diceva che era il vero insetto comunista , il suo giornale
aveva
scritto che in un pezzo di ambra vi era un ape di 25 milioni di anni ,
4
volte e mezzo noi umani,questo con il carbonio radioattivo.
Gioiva poi dopo il volo nunziale per l'uccisione
dei circa 200-300
fuchi,che affamatissimi volevano rientrare nell'arnia , diceva chi non
lavora non mangia, di loro avevano lavorato in pochi con la ape regina e ci
avevano rimesso la vita.
Beppone usava una penna di fagiano e senza
affummicatore spostava
gentilmente gli insetti, era un passionista del monoflora
, il millefiori
non era di suo gradimento.
Aveva diritto alla metà del miele, quello di parte padronale
, finiva al
sig. marchese ed a vari monasteri fiorentini.