Il 27 marzo 2004 tigre31 ci regala altri ricordi di un tempo non lontano:

 

Lavori mensili
Parliamo ora dei lavori mensili della famiglia colonica, sempre soggetti sia
a variazioni meteorologiche sia agli usi della zona.

GENNAIO

Fra dicembre e gennaio, la famiglia contadina aveva un po' più di tempo: le
notti erano lunghissime. Due o tre famiglie, abbastanza vicine si riunivano
in una casa colonica. Non mi risulta ci fossero state "pizze" in quanto
sconosciute od altro divertimento se non conversazioni. Ci partecipavano i
due terzi delle famiglie e molti ragazzi, i quali familiarizzavano e dopo
qualche anno, in tanti casi, sbocciava l'amore.

Erano i personaggi della "prima ondata", ossia dell'agricoltura. Gente
semplice, onesta e laboriosa.
Gli anziani raccontavano di quando militari nel1900 a Palermo avevano visto
Les Palmes con belle signore che scendevano per il te alle 5 della sera
oppure di quanto grande era il mare.
I meno anziani parlavano della Prima Guerra Mondiale.
I più giovani della politica , del socialismo e di altri argomenti
impegnati. Non veniva trascurato del parlare dei lavori della campagna, del
clima, dell'anno prima o se era piovuto di più, dell'andamento dei mercati,
...
Alle 11 tutti a letto.

Se il tempo era bello, durante il mese di gennaio si proseguiva con arature
e vangature in quanto il gelo disgregava bene il terreno. Venivano potati
gli alberi da frutto.
Se pioveva, il mezzadro si riparava nella capanna dove venivano pulite le
canne (che servivano di sostegno alle viti), i salci (che servivano come
legami per tanti lavori agricoli: quegli grandi per i fastelli del fieno a
finire i piccoli per legare le viti ai loro sostegni).

FEBBRAIO

In questo mese si facevano ulteriori potature, il controllo delle scarse
macchine agricole (aratri, falciatrici o seminatrici), lavori in cantina con
il cambio del vino.

Il vino aveva avuto una seconda rifermentazione con il sistema del vino
Chianti. In fondo alle botti c'era una notevole fondata formata dai
saccaromiceti morti ed altre sostanze, era necessario toglierla prima
dell'arrivo del caldo in quanto una ulteriore rifermentazione avrebbe
compromesso la qualità del vino.

Nel frutteto il mezzadro applicava un trattamento anticrittogamico agli
alberi da frutto per evitare che nella primavera la frutta fosse malata o
ticchiolata.

MARZO

Nel podere iniziano le prime sarchiature per togliere le erbacce ed i primi
innesti.

A fine mese c'è la semina delle patate. Nell'orto fervono tutte le sementi.

La massaia mette le chiocce in cova: i pulcini nasceranno con la buona
stagione.

APRILE

Altri trattamenti antiparassitari, questa volta si tratta di insetticidi
cioé contro gli insetti, i quali mettono un uovo ogni fiore con il loro
ovopositore, da questo nasce il baco ed il cittadino non riesce a
capacitarsi come abbia fatto ad entrarci!

Semina in pieno campo del mais, utilissimo per il bestiame e per preparare
saporite polente.

MAGGIO

Ultime semine di ortaggi tardivi.

Trattamenti antiparassitari contro l'occhio di pavone agli olivi.

Nuove sarchiature.

GIUGNO

"Falce in pugno": si inizia con il falciare i foraggi, che serviranno in
inverno per il bestiame. Poi la mietitura del grano. Si raccolgono i piselli
mentre i carciofi sono a fine raccolto.

Avvengono ulteriori cambi del vino in cantina, si iniziano i trattamenti
contro la peronospora. Nello scorso secolo , parlo del XIX, la nostra
viticultura ebbe tre tremendi attacchi. Il primo fu la fillossera, un
piccolo insetto "made in USA" che attaccava le foglie formando delle galle
ma senza danni, poi attaccava le radici, con lo stesso sistema, esse
marcivano e la vite moriva. Fu risolto mettendo alle radici la vite
americana che ne era immune e con un innesto quella europea.

Altra malattia fu un fungo microscopico, lo oidio, che attaccava il raspo
della ciocca dell'uva, facendola morire. Fu scoperto che lo zolfo eliminava
questa malattia.

La terza fu la peronospora. Qui si trattava di un altro fungo le cui spore
erano nel terreno. Come tutti i funghi, quando si arrivava ad un certo
optimum di calore ed umidità queste spore attaccavano le foglie e le ciocche
dell'uva, distruggendole. Qui la cura venne da Bordeaux in Francia. Lungo le
strade, per non farsi rubare le ciocche dell'uva, i vigneros imbrattavano le
viti con solfato di rame e calce. Così facendo si accorsero che le viti che
avevano subito questo trattamento erano immuni dalla peronospora. Di
conseguenza il nostro colono inizia a fare i trattamenti con la poltiglia
bordolese e continua anche in luglio, con un totale di almeno 6-7
trattamenti per salvare l'uva.

 LUGLIO

Nel campo vengono seminate le rape sia per il bestiame sia per il colono,
che da ottobre in avanti ne farà largo uso in cucina.

Questo é il mese della trebbiatura. Il grano mietuto viene riunito a piccoli
cerchi e poi fatta la barca. Lo scopo è che la pioggia non deteriori la
granella. Successivamente viene fatta la carratura: il grano viene riunito
sull'aia della colonica, qui sarà fatta una grande barca, al fianco di
questa si posizionerà la trebbiatrice. Un locomotore od un trattore tramite
un lungo cignone la faranno funzionare. La trebbiatrice possiede degli
ingranaggi che frantumano le spighe. Il lavoro viene fatto dagli
imboccatori, la macchina ha una serie di vagli dai quali esce il grano, il
granino, la pula e la paglia. Prima di queste macchine la trebbiatura veniva
fatta a mano con correggiati.
La trebbiatura è una gran festa che coinvolge oltre la famiglia contadina
anche le altre vicine in quanto il personale necessario è almeno un paio di
dozzine di persone.
Grande festa per i ragazzi i quali ammirano le macchine, in particolare il
trattore.
Al mattino viene fatta una ricca prima colazione, poi a mezzogiorno ed alla
sera un lauto pasto, durante la giornata gentili ragazze dissetano i
trebbiatori con acqua fresca.
Il lavoro era notevolmente faticoso, durava dalle ore 5 del mattino fino
alle 21 di sera.

Per il clima tipico del mese, sono necessarie nell'orto bagnature
frequentissime per non fare seccare gli ortaggi.

AGOSTO

Se la stagione è stata piovosa, ulteriori fienagioni.

Si raccolgono ceci, fagioli, patate e tanti altri prodotti.

SETTEMBRE

Semine per i prodotti primaverili. Fasciatura dei cardi con paglia allo
scopo di farli imbiancare, idem per l'insalata (con la semplice legatura
delle foglie).

Pulitura delle fossette di scolo e delle bocchette delle fogne fatte per
drenare l'acqua dal terreno. Queste ultime riducevano il pericolo di frane
ed alluvioni.

Raccolta del mais. Le pannocchie portate all'aia vengono scartocciate e poi
passate da una piccola macchina mossa a braccia che le sgrana. Ragazzi e
vecchi ricontrollano i tutoli per i residui chicchi di granturco.

A seconda delle località in questo mese viene fatto il brescello:
generalmente nell'aia, sotto una pianta, i contadini recitano vecchie storie
di centinaia di anni fa e cantano. Una specie di festa del ringraziamento.

I coloni ricontrollano le bigonce e i vasi vinari in quanto la vendemmia è
vicina, generalmente nei primi giorni del mese successivo.

 
OTTOBRE

Tutta la famiglia contadina partecipa alla vendemmia. L'uva viene portata
alla fattoria. La sera i giovani coloni a piedi nudi (anche sporchi) vanno a
pigiare i tini, evitano così che il vino prenda molta acidità volatile.

La svinatura avviene dopo 10-12 giorni dalla vendemmia.

In questo mese c'è la semina del grano, con macchine seminatrici o a
spaglio.

Se non capitano forti pioggie si arano i sovesci fatti nelle vigne.

Il colono sa che nei rizzomi delle fave ci sono i batteri che fissano
l'azoto, quindi questa è una concimazione altamente ecologica.

Ottobre è anche il mese per la raccolta dei funghi, compito dei ragazzi del
podere.

NOVEMBRE

Finita la semina di grano, orzo e avena si inizia la raccolta delle olive.
Le olive vengono messe su stoie in modo che si asciughino e non
ammuffiscano.

Iniziano le prime veglie.

DICEMBRE

Fine della raccolta delle olive e frangitura delle stesse, lavoro che
avviene nel frantoio di fattoria. Due macine girano sopra alle olive
riducendole a poltiglia, questa pasta viene messa nei fiscoli e poi passata
ad una pressa (inizio secolo mossa da uomini od animali, a partire dagli
anni Quaranta da macchine). Olio ed acqua di vegetazione finiscono in una
conca, dove il frantoiano separa i due liquidi con una specie di piatto con
il manico. Successivamente entrano in servizio i separatori che fanno lo
stesso lavoro usando la forza centrifuga. Le acque di vegetazione finiscono
in un locale chiamato "Inferno". Con la stagione calda riaffiora altro olio
e viene usato per i lumi o per fare il sapone.

Dicembre è anche il mese dell'uccisione del suino, che serve al colono come
companatico per tanti mesi dell'anno.
Un prosciutto però finiva in fattoria al padrone.
continua… www.enzopruneti.com

Tigre 31 Copyright 1999-2004-