Il 9 ottobre 2008 tigre 31 narra di un’agricoltura lontana…:
Negli anni '30 dello scorso secolo , la vendemmia nella
Toscana Centrale ,
era più che altro basata su' pioppi e prode, i vigneti erano esigui , furono
fatti i grandi vigneti dopo la WW2, in quegli anni , qualche colono
aveva
7 o 8 filari di viti, forse fatti per il diritto di fossa,piccole vigne e
niente altro.
La vendemmia iniziava con i primi di ottobre, in comune accordo , frà i
vari capoccia ed il fattore , era conosciuto il mostimetro , mà facevano ad
occhio , quando il trebbiano era rosa e l'uva dolce e appiccicosa era il
momento di vendemmiare, prima veniva fatto lo scelto , che era uva per la
rifermentazione del Chianti.
Era una festa per la famiglia , venivano invitati amici e varie volte
venivano anche i proprietari della tenuta, il tutto finiva con grandi
mangiate segnate dai tradizionali fagioli con il baccalà.
Anche i poveri del paese si equipaggiavano di un bel paniere chiamato da
vendemmia e andavano dove si raccoglieva l'uva, la richiesta era quella di
avere un bel penzolo , con due ciocche d'uva , veniva richiesto come " la
vendemmia ".
Ai coloni scocciava fare questo regalo , poi si consolavano una ciocca
delle due era del padrone, d'altra parte sapevano quanto ne' tenevano di
conto di questa uva , che veniva appesa al soffitto delle case e usata
con
la massima parsimonia, una fetta di pane e diversi grappoli di uva.
Facevano l'impossibile per farla arrivare all'inizio dell'anno ,
convintissimi che gli avrebbe portato tanta fortuna e tante
lire.
Altri che venivano per la vendemmia erano i frati , partivano anche da km di
distanza con un somarello , con ai lati del basto due bigonce da uva, che
poi portavano al convento piene .
Questa uva serviva per preparare eccezionali liquori ed anche medicinali,
i
coloni non erano tanto contenti di fare questi regali , però venivano
tacitati con santini vari.
Dopo non molto la temperatura calava, dal picciolo della foglia veniva
l'ordine di far rientrare la linfa greggia ed elaborata, finiva nelle
gemme
e nei sarmenti, in primavera avrebbe fatto rivivere la vite.
Le foglie diventavano di tanti colori e poi cadevano ed allora arrivavano
i
" ribruscolatori" gente che prendeva le femminelle e le ciocche di
uva
bianca non viste dai vendemmiatori.
Con queste facevano un po' di vino e con le vinaccie l'acquetta, questo è
un mondo finito.
Tigre31
> e con le vinaccie l'acquetta
Ottobre rosso
> Era una festa per la famiglia , venivano invitati
amici e varie volte
> venivano anche i proprietari della tenuta, il tutto finiva con grandi
> mangiate segnate dai tradizionali fagioli con il baccalà.
Da noi quest'anno hanno invitato l'Ispettorato del lavoro e il tutto è
finita con grande tristezza e la consapevolezza che forse conviene
abbandonare.
Erre
> Negli anni '30 dello scorso secolo , la vendemmia nella Toscana
Oggi, invece, si da un premio (ue docet) per estirpare i
vitigni.
Gobo
> Da noi quest'anno hanno invitato l'Ispettorato del
lavoro e il tutto è
> finita con grande tristezza e la consapevolezza che forse conviene
> abbandonare.
Tristezza??? in tutti gli altri settori è normale che l'Ispettorato del
lavoro sia invitato!
saluti Ritmosix