Il 25 settembre 2006 tigre31 racconta…:
I tecnici
della fattoria , fattore o sottofattore incominciavano
con i
primi di settembre, con il mostimetro a seguire
l'accrescimento dello
zucchero nell'acino , selezionando varie ciocche di uva dalle
viti in
località diverse,poi seguivano la cosa ogni settimana.
I coloni più pratici calcolavano esso da come le dita si appiccicavano
,
fra di loro .
Alla fine , dopo aver visto che l'aumento dei
gradi, di solito intorno
20-21° , corrispondenti in alcool a circa 12-12,5 ° si era fermato arrivava
l'ordine dalla fattoria di fare gli scielti
, si era ai primi di
ottobre .
Il colono coglieva per far effettuare la rifermentazione
del Chianti un
certo quantitativo di uva , sia per se' che per
la fattoria.
Incominciava la vendemmia , ci partecipava tutta la famiglia e personale
del paese al quale come compenso giornaliero andava un grosso paniere
di
uva.
Giovani e vecchi coglievano le ciocche nel filare , mentre
uomini adulti
portavano l'uva alla fine del filare , qui vi erano le bigoncie
ed un baldo
giovane con il pigio , un bastone scannellato ,frantumava le ciocche.
Un carro agricolo trascinato da bellissimi bovi chianini , la portava
nella cantina di fattoria, di solito quando il carico raggiungeva le 12
bigoncie
Durante la vendemmia , dal paese anche la povera gente quando sapeva che
i
coloni vendemmiavano andava a chiedere " La vendemmia ".
I coloni a volte a malo modo regalavano un prenzolo
o due ciocche di uva,
a questa gente che poi l'attaccava al soffitto di casa e la usava
parzimoniosamente nei due o tre mesi successivi.
Dopo la vendemmia arrivava i " ribruscolatori"
, persone che prendevano le
femminelle o le ciocche d'uva non viste, essi vinificavano in casa con
una
bigoncia questi piccoli quantitativi di uva.
Tigre31