L’8 novembre tigre31 ci racconta…
Il
vecchio tigre , stà arrivando alla fine di "I Remember" cioè della
rievocazione dei suoi anni verdi in agricoltura, la stalla pero' non può
escluderla.
Questo ambiente per la famiglia contadina era importantissimo , in tante
cucine vi era addirittura uno stretto cunicolo , o piccola scala
con il
quale durante la notte , il bifolco andava a dare il segato
ai suoi
bovini .
Passando da fuori vi era il freddo e mancava l''illuminazione.
Il bestiame era al 50 % del colono , rappresentava
il suo patrimonio , con
il lodo De Gasperi, vi furono dei premi per il bestiame
salvato dalle razie
della Wermacht , mentre per il riacquisto di quello
raziato , dovettero
concorrere in maggior misura gli agrari.
I bovini per la loro conformazione che risale a periodi ancestrali,
quando
venivano attaccati dalle bestie feroci , non erano come un trattore
di oggi
, rifornito di carburante parte e lavora , loro dovevano ruminare ,
e dopo
diverse ore attaccati all'aratro potevano lavorare ed anche sodo.
Dalla loro lettiera , partiva un rigagnolo con tubazione
per le orine che
finiva nella concimaia di solito nei paraggi , giornalmente il bifolco
vi
gettava i loro escrementi solidi e la lettiera ,il letame era il concime
base per il podere , in tante aziende è stato riabilitato,a scapito
dei
concimi chimici, ben maturato è veramente un prodotto completo
per le
piante.
Ho detto ben maturato in quanto sessanta anni fà molti coloni interravano
paglia ed escrementi, convinti che le radici delle piante riuscissero ad
assorbirli , doveva diventare un SUGO e da diverse parti della Toscana così'
si chiamava.
Nella stalla vi era il trinciaforaggi , paglia
e erba fresca o anche verdi
arbusti come le potature degli olivi , finivano sminuzzati per
l'alimentazione dei bovini .
In qualche mio post , ho parlato dei silos dell'epoca fascista e del loro
fallimento nelle ns. zone , mentre ai bovini questa erba piaceva molto.
In inverno vi era poi un attrezzo per riscaldarle l'acqua
,diversamente con
l'acqua fresca potevano avere problemi di congestione , era una
specie di
cilindro da 50 lt , cavo nel mezzo , dove
il colono, (compito anche dei
ragazzi), inseriva degli sterpi e pezzetti di legno, che poi incendiava.
Bovi o vacche , questo era il dilemma , con i primi
si riusciva ad arare
fino a buoni
tanto in tanto vi era la vendita di un vitello, tanto utile per rinsanguare
le finanze aziendali.
Il vitello veniva venduto a peso morto , siccome
il maestro di casa faceva
dei rilievi se' in fattoria si acquistava carne
dal macellaro,
salomonicamente io studiai di abbattere il peso
di
e 2 alla fattoria di carne varia di ritirare dal macellaro,
l'idea ebbe un
ottimo successo.
Nella stalla ci poteva essere una capra o una pecora ,
il latte specie per
i bimbi era importante.
In qualche caso la cavalla per portare i prodotti al mercato
, questo nei
poderi vicino alla città.
La massaia , un pò di conigli
gli piazzava in gabbie di legno in questo
locale , mentre gli altri animali da cortile abitavano da altre parti.
D'inverno con il freddo molte volte i coloni con i loro amici si riunivano
in questo locale a volte a fare merende od a discutere del più e del meno.
Il santino di S. Antonio, protettore degli animali era posizionato
all'inizio di essa, insieme all'olivo benedetto. WWW.ENZOPRUNETI.COM
.. e la
storia dimostra che non è mai servito a un tubo , nel senso che è
impossibile (pure a un santo)
proteggere un animale che finisce fra la grinfie di un umano
non vegano.
Povero sant' Antonio, sarà incazzato nero .
Amen:-)
Madame
Caro Madame
, questi santini venivano distribuiti da i frati da cerca , che
giravano le campagne sempre in coppia,come i carabinieri.
Passavano alla trebbiatura equipaggiati con un somarello
e gli veniva dato
un po' di grano, il colono si consolava , tanto la metà è del padrone
.
Ripassavano alla vendemmia , ricevevano un po' di uva , con la quale
avrebbero fatto liquori anche medicamentosi.
L'ultimo passaggio avveniva ai frantoi per l'olio .
Altri tempi.
Tigre31