Il 3 novembre 2008 tigre31 racconta...:

 

 L'uso delle seminatrici meccaniche per il frumento , sebbene trainate da
una coppia di bovini di razza chianina , vide l'inizio dopo la guerra di
Abissinia(1936) e non in tutte le fattorie , solo in quelle più
importanti e ben provviste di grana , ovvio neppure a tutti coloni veniva
data questa macchina.
Il quel periodo Mussolini , si era dissanguato per portare il Regio Esercito
alla conquista della Etiopia e fu' costretto a  fare una grossa svalutazione
della lira, anche perché la quota 90 era intenibile.
 Con la crisi americana del 1929 i prezzi dei prodotti agricoli si erano più
che dimezzati, nel caso della bachicultura si ebbe la fine di questo piccolo
settore che qualcosa faceva per rimpinguare le scarse finanze delle donne di
casa.
 A gli americani gli ci volle la WW2 per ritornare alla piena occupazione,
speriamo che con la attuale crisi non succeda lo stesso.
 In Italia la situazione a partire dal 1937-8, riprese assai bene e
l'agricoltura valeva  nel PIL qualcosa come 10 volte l'attuale.
E prima dirrete voi ?, si usava la semina a spaglio, il colono  tracciava
nel campo o nella piaggia dei corridoi segnandoli con i fili di paglia, non
era difficile trovare covoni battuti a mano i quali avevano gli steli
intatti.
 Si metteva  un mezzo sacco di grano a tracolla e poi  prendeva una manata
di seme e la gettava a destra o a sinistra, la striscia nella quale lui era
la centro aveva 3-4 metri di larghezza.
 Le formiche che allora erano tante ringraziavano e accumulavano il seme nei
loro formicai, sempre se' velocemente non erano arrivati erpici , zappe e pioggia.
 Incredibile a dirsi i seminatori erano assai bravi e non lasciavano terreno scoperto.

Tigre31

 

>  Incredibile a dirsi i seminatori erano assai bravi e non
>  lasciavano terreno
> scoperto.

Beh, nella mia infanzio h visto spesso contadini seminare con metodo a
spaglio e spesso a loro c'erano i figli che con rastrelli spesso
interravano i semi pigiando con i piedi.
gobo