Il 14 gennaio 2009 tigre31 racconta…:

 

Con il 31 gennaio , finiva l'anno agrario e negli scrittoi delle fattorie
,il  fattore e suoi dipendenti si preparavano ai saldi, questo fino a  tutti
gli anni ' 30 dello scorso secolo.
 Con la guerra e modifiche alle leggi in corso , nel 1949 venivano ancora
fatti i saldi degli anni dal 1944 al 1948.
 Si trattava , usando il libretto di ogni colono , di chiudere le partite
dell'annata , nel libretto, che era in duplice copia , (una anche  per la
fattoria ) vi era la composizione della famiglia agricola, se' i raccolti
non per cause meteorologiche non brillavano difficilmente veniva data
l'autorizzazione ad uno dei figli di andare a lavorare all'industria, doveva
impegnarsi nel podere,diversamente poteva essere  data.
 Vi erano poi tutte le voci a vantaggio del colono e cioè giornate fatte
dai componenti alla fattoria , cessioni della propria  parte di olio e vino
alla medesima,  riparazioni non di sua competenza questo al 100 % e tante altre cose.
 Poi vi erano al 50 % vendite di lattoni e di bestiame bovino, che erano
stati incassati dalla fattoria , e quanto altro a vantaggio del colono.
 Nel passivo il 100 % nel caso la famiglia colonica di lavori fatti fare da
gli operai della fattoria, in quanto i coloni erano impossibilitati a fare
questi lavori , per problemi di salute.
Poi il 50 % dei prelevamenti fatti dal colono al magazzino della fattoria ,
si trattava di sementi, concimi, anticrittogamici  e quanto  altro, poteva servire.
 Tirate le somme, nel gruppo di saldi  del secondo periodo i coloni erano
assistiti dai sindacati con discussioni a non finire, se' tutto andava bene,

con la croce del capoccia la partita era chiusa , aveva sempre 90 gg. di
ripensamento, per schiarimenti.
 Se' il colono era in debito doveva , se' aveva soldi pagare , se' invece
era in credito i soldi rimanevano alla fattoria, quando gli abbisognavano ,
gli chiedeva al fattore.
 Le fattorie toscane sono sempre state , compreso ora in discreta
illiquidità, nella mia terza fattoria , i 24 coloni erano in credito nel
1948 , mediamente di un paio di milioni ciascuno.
 In cassa si doveva avere almeno 35/40 mln di lire , ne' eravamo lontani molto.
Da i saldi ci si rendeva conto di come andavano le cose, ecco un esempio:
 Pod. La Sassaia 1948 £ +1.980.000, 1949 + 1.200.000   1950 +  710.000, nel
1951 i membri della famiglia  disdettavano  il podere e andavano a lavorare
all'Industria

Tigre31

 

Veramente Interessante
Franco

 

Ti ringrazio di quanto dici " Veramente interessante " , per spiegare bene
la cosa avrei avuto bisogno di un link molto più lungo che avrebbe annoiato.

Tigre31

 

Ma un po più di itaGLiano non guasterebbe.
I "se" e i "ne" non vanno con l'accento; poi attento con le virgole.
Es: Se il colono era in debito doveva, se aveva soldi, pagare; se
 invece era in credito i soldi rimanevano alla fattoria; quando gli
servivano, li chiedeva al fattore.
E' un bel resoconto. Come dalle mie parti, Marche. Ho ancora dei conti
colonici risalenti agli anni '60.
Ciao fardello

Io invece penso questa sia un opera narrativa verista che unisce in modo
ottimale l'aspetto tecnico di chi conosce il mondo rurale, la capacità di
osservazione dei bambini e la sensibilità artistica, che si esprime nello
scrivere di getto, senza formalizzarsi su quello che può sembrare lo stile
e la grafia (licenza poetica). A volte un'espressione sgrammaticata è più
espressiva, come infatti lo è in questo caso il se' accentato.
L'arte è situata in un territorio a parte, l'opera artistica vera è
prodotta per se stessa e non per essere letta, o giudicata, così come
invece avviene per una perizia, o un preventivo, che invece è ammirevole
saper ben scrivere, proprio perchè dovranno essere letti da altri, cosa di
cui invece non sempre chi li scrive, ne tiene conto.
Ricordo le noiosissime poesie del Leopardi, studiate a scuola, mai mi
sarei sognato di fare la loro correzione ortografica, sebbene non le
studiassi per mio piacere personale!
L'arte è una cosa complessa da capire, ci vuole cultura artistica e
sensibilità, se si ha la capacità di capire che possiamo essere limitati
per cultura artistica, così come per altri ambiti culturali, possiamo poi
compensare la nostra ignoranza con la sensibilità nel rilevare gli
elementi di un'opera d'arte, la vena ispirativa dell'artista, ma se non
abbiamo sensibilità per l'arte....
critico