Il 25 marzo
2008 tigre31 racconta…:
ieri
discussione in Paradiso, due anziani coloni classe 1890 , Cecco e
Omero che durante la loro vita non avevano mai perduto una S. Messa,
entrambi avevano gettato il seme dell'uomo nel punto giusto con una
produzione di 23 figli (frà tutti e due), al
loro decesso subito salirono
in Paradiso con procedura di urgenza .
Passano gli anni , sempre godendo la vista del Signore
un loro conoscente
gli dice che in Toscana sono scomparsi i pagliai ,vanno da S. Pietro e gli
comunicano ferale la notizia, non esistono più i pagliai.
Il Santo gli risponde " Cosa volete che ne
sappia dei Vs/ pagliai , da
quando sono stati destinato alla produzione del caffe'
, conto quanto un
due a briscola, andate e controllate . certo è grave
sia nei quadri che
nelle foto le coloniche apparivano sempre con uno o due pagliai intorno
speriamo che ci siano rimasti i cipressi. "
Il Santo poi dice " Mi auguro, anche di una buona presenza del sangioveto,
il sangue di Giove da me molto amato, base del vino Chianti. "
I due velocemente il sabato
mattina erano sull'aia della colonica di Cecco e
non vi era l'ombra di un pagliaio, ad un km di distanza la colonica di Omero
era nella stessa situazione, nell'aia vi erano vari suv,
di quelli da oltre
50.000 € che erano dei weekeendisti.
I due con la bianca divisa del cielo , vengono
individuati dal
proprietario, che gli punta contro una pistola , poi chiama a raccolta
amici e parenti e gli dice
" Ecco quà' due extracomunitari, io l'ho sempre
detto , che la marina
dovrebbe prendere a cannonate le carrette del mare, come avranno fatto ad
entrare , con tutti i sistemi elettronici che ci ho messo , intorno alla
villa?
Guardate sono senza scarpe e sono coperti solo da un lenzuolo, Luigino
per
favore chiama subito il 112."
Velocemente accorre una Land Rover dei CC. che
controllava il territorio
proprio nei paraggi, puntano
, mentre loro continuano a chiedere inutilmente informazioni su i
pagliai.
Vediamo noi di
chiarire la sparizione dei pagliai.
Un paio di generazioni fa il grano in giugno ,
veniva mietuto con le falci
(giugno falce in pugno) , fatti i covoni veniva fatto il cerchio e poi le
barche'.
Nel mese di luglio il grano veniva portato
nell'aia e fatta una grande
barca ,la trebbiatura era grande festa per la famiglia contadina ,
che
per la necessità di raggranellare poco meno di 20 lavoratori , si scambiava
il personale , con i coloni delle vicinanze.
Di buon mattino , con un vaporino fino a gli
anni '30 del XX° secolo e poi
con trattori in gran parte Fordson (figlio di Ford) , iniziava la
trebbiatura a noi ci interessa solo per la parte che riguarda i pagliai,
cioè i 3 coloni che dalla barca con i forconi gettavano sul pianale della
trebbiatrice (questa era Fanciullacci) i covoni , uno
dei due imboccatori ,
gli gettava nella tramoggia, (tagliando la legatura) che girando a gran
velocità gli frantumava.
Anche il Duce dell' Italia Fascista sul finire
degli anni '
per un po' di minuti nell'Agro Pontino fece questo
lavoro, si era all'epoca
della battaglia del Grano.
Dalla parte posteriore della trebbiatrice usciva la paglia, quattro
o
cinque lavoratori , facevano dei grossi fastelli
, che con una antenna
venivano portati sul pagliaio dove 3-4 lavoratori la spandevano intorno
allo stile .
Il caldo era tanto che un paio di belle contadinelle , offrivano acqua
fresca tenuta nella cantina fonda , per ristorare i trebbiatori, ai
pagliaioli ci pensava un paniere portato con
l'antenna e due fiaschi.
Il lavoro era finito, ai paperi l'arduo compito di fornire le proteine ,
per gli affamati trebbiatori.
Poi alla base del pagliaio con una grossa lama di ferro (falcione) veniva
fatta una calda cuccia del cane(conosciuto come il cane da pagliaio) , che
grazie ai suoi sensi , riusciva a vedere e sentire un trekkista
ad un km ed
oltre ed a abbaiare.
Durante l'inverno quando nevicava i giovani coloni ripulivano dalla neve
un pezzo di terreno di fronte al pagliaio, ci posizionavano
uno sportello
del carro inclinato legato da un filo , poi ci gettavano, un po' di chicchi
di grano , i passerotti accorrevano e quando gli sembrava che c'è ne fossero
assai lasciavano cadere lo sportello , che gli schiacciava.
Altro sistema notturno era con il diavolaccio un ombrello ricoperto
di
pania, fatta con il vischio ed un lume a carburo, i poveri uccelli
abbagliati dalla luce ci rimanevano attaccati ed il
coloni potevano fare la
polenta con gli osei.
La paglia serviva come lettiera a gli
animali della colonica e poi
costituiva l'ottimo letame, se' avanzava veniva
venduta ad un commerciante
il quale la faceva pressare e poi la inviava ad ippodromi e dove serviva la
lettiera, oppure dove veniva trasformata in fibra tessile artificiale : il
rayon.
Questo del pressare era un lavoro infernale fatto da 4 lavoratori
intorno
ad una macchina coperti di polvere , che manualmente creava le
presse , il
cui peso era all'incirca 16-
All'estero le mietitrebbie le usavano già da
tempo , in Toscana per
l'orografia collinare dicevano che non sarebbero mai state usate, invece
sono state loro con le rotopresse che hanno eliminato
i pagliai , ancora
ricercati dai due abitanti del Paradiso, dei quali non ne' abbiamo più
saputo niente
tigre31