Il 9 dicembre 2006 tigre31 ci racconta…:

 

Sorvolo sulla sua storia, disciplinare ecc. è conosciuta da tutti e
racconto come veniva fatto il vinsanto in una fattoria toscana alla fine
degli anni' 40.
 Con i primi di ottobre venivano fatti gli scielti , era un piccolo
quantitativo di uva che serviva per il " Governo" , ovvero la seconda
rifermentazione del Chianti,poi si vendemmiava .
Il proprietario dell'azienda, figlio e nipote di fattori , che con eredità,
tangenti ed oculati acquisti avevano rimesso insieme una media fattoria, era
un tipo avventuroso, ateo , amante della tecnica , a 15 anni pilotava le
auto dell'epoca a 17 anni espatrio' in Francia clandestinamente  nel 1914
per combattere i tedeschi nello Champagne , con la legione di Peppino
Garibaldi, ritornando, poco prima del fatidico 24 maggio del 1915  con il
grado di aiutante di battaglia , pari a sottotenente.
 Temeva che non gli toccasse la I° WW, poi gli toccò  al completo anche la
II
° arrivando al grado di capitano , era passionista di vino e di vinsanto
che curava in modo particolare.
 Un colono che aveva molto trebbiano  a quel tempo era un cultivar
usatissimo , (era in voga la quantità e non la qualità ), gli faceva
cogliere come sua parte di  scielto  questa  uva bianca  di prode in zona
sassosa, con labili  tracce etrusche.
 I chicchi erano diventati quasi rossi , da come era ben matura.
 In un locale che allora avevano tutte le fattorie era una grande stanzone
dove il governo veniva messo ad appassire, venivano fatti dei castelli di 5
stuoie sopra alle quali era adagiata l'uva, uno di questi castelli era per
l'uva del vinsanto.
 Giornalmente un operaio bruciava in  vari vassoi lo zolfo, che bloccava le
muffe.  Come i coloni anche le fattorie avevano i  loro ritmi di lavoro ,
dopo la vendemmia , la svinatura , poi il governo del vino , infine venivano
frante le olive. A questo punto  si era metà gennaio, le ciocche di
trebbiano avevano perso una buona parte di acqua, venivano spremute con  una
pressa con l'aggiunta di 1 kg di zucchero x hl di mosto.
 Dalla vinsantaia , venivano presi di 4 caratelli di 5 anni prima , aperti
ed il vinsanto filtrato ed imbottigliato.
 La vinsantaia era un arioso locale in cima alla villa ed esposto a
mezzogiorno, conteneva 20 caratelli (i fratellini piccoli delle barrique),
in origine avevano contenuto marsala, in uno vi era una data scolorita
18...non si capiva se' era un 4 o un 7, l'anno non figurava .
 Nei 4 caratelli veniva messo questo mosto, i cui gradi B  , non erano
lontani da 40 e li' dormiva per 5 lunghissimi anni.
 Non vi dico come era quel vinsanto, ne' ho assaggiati molti , mai buoni ed
amabili come questo.

Tigre31