Il 1mo agosto 2009 tigre31 racconta:

 

Ricostruire la storia di questo territorio è una impresa ardua, i documenti
ritrovati sono molto frammentari, certo è un territorio popolato fino
dall¹inizio dei tempi: la più antica testimonianza della presenza dell¹uomo
è stata trovata a Poggio alla Croce nei pressi di Radda , ed è riferibile
all¹età del rame , cioè un paio di millenni prima di Cristo.
Nella stessa località  sono state ritrovate tracce di pastori transumanti di
circa 1.000 anni prima della ns. era, nonche¹ tracce degli etruschi del III°
secolo avanti Cristo.
Il clima favorevole e la ricchezza del suolo fecero si¹ che questo popolo si
insediasse nella regione.
 Sono venuti fuori anche viti fossili , risalenti addirittura a decine di
milioni di anni , si ricorda che la terra ha oltre 3,5 mld di anni e le
prime forma  di vita animale  risalgono a 600 milioni di anni pero¹
prima vi erano i vegetali ai quali dobbiamo l¹ossigeno per la vita di tutti
gli esseri della terra.
 E nel Chianti vi era già la vite. forse il sangiovese, si pensa autoctono
della zona.
Anche i romani si insediarono nel Chianti , però  le loro testimonianze sono
parche , abbiamo una necropoli del II°-III° secolo dopo  Cristo nei pressi
di Cacchiano.
 Vi sono poi nella topomastica locale nomi come Olena , Ruffenna ecc . che
risalgono a quel popolo.
 Ne¹ abbiamo anche etruschi come Rosennano, Avane , Nusenna.
  certo che furono i romani ad operare la divisione della regione nei
municipi di Faesulae a Arretium e che poi vi aggiunsero quello di  Saena
Julia.
 La topomastica conferma che con la terminazione in ano o ana tipi dell¹età
imperiale, quando il fisco aggiungeva al nome oggettivo del proprietario,
come Babbiano , PanzanoCacchiano.
Con il crollo dell¹impero romano e le invasioni barbariche in particolare
con la riconquista bizantina  e l¹invasione longobarda, che tramutarono in
un deserto le campagne italiane, in  questa parte della Toscana , la  vita
nei centri rurali non si spegnesse del tutto.
 Dato che località chiantigiane , portano ancora nomi etruschi e romani
questo ci conferma che i villaggi non furono del tutto abbandonati.
 Una notizia certa è del 715 quando il re dei longobardi Liutprando si
occupò di una controversia sorta frà i vescovi di Arezzo e Siena, sempre per
il Chianti.
 La sua decisione fu¹ quella di assegnare alcune zone al vescovo di Arezzo ,
che poi fu¹ rivista e corretta da parte dei senesi, finche 500 anni dopo fu¹
riconosciuta la supremazia aretina.
A metà dell¹ 800 nacque la Tuscia, in questa nuova marca  i marchesi fedeli
all¹imperatore o al re d¹Italia fecero della Tuscia un vero e proprio stato.
 Fu¹ in quel periodo che nel Chianti  nacquero le grandi abbazie,
interessante il fatto che furono i monaci ad incrementare la viticultura.
 A proposito del vino , siamo sicuri che il primo vino Chianti era bianco,
la notizia certa è del 1398.
 Poi nel 1427 si era affermato il rosso ed era consumato anche dal papa
Paolo III° , gli consigliato  dal suo bottigliere Sante Lancerio.
 il primo statuto della lega del Chianti risale al 1384, lo scopo di essa
era di regolare le controversie con Siena possibilmente con la diplomazia ,
diversamente con la guerra, erano anni in cui il mondo fermentava
Inghilterra e Francia perpetuavano la loro secolare guerra , il papato era
nei sui anni più bui e relegato ad Avignone.
  Firenze aveva suddiviso il Chianti nei terzieri di Radda , Castellina e
Gaiole.
L¹impero ottomano aveva appena conquistato Sofia e la peste nera continuava
a mietere vittime anche in Toscana.
 Forse a quel tempo il vino era più una medicina che una bevanda , si
giurava fosse il miglior antidoto contro la peste.
 Testimonianze del 1323 ci fanno meditare sulla sua qualità, era
chiarificato con mandorle amare ,albume di uovo e sale da cucina.
Quanto costava a quel tempo  ? , il Datini di Prato inventore della cambiale
, che ha lasciato a noi posteri migliaia di documenti del sua contabilità  ,
segna di aver pagato alla fattoria di Montefioralle un ettolitro di vino
Chianti  a fiorini 1,78, i fiaschi entrarono in circolazione con il 1418  ,
ed i Medici e papa Martino gli usavano.
 Eppure erano gli anni di imminenti luci intellettuali Petrarca e Boccaccio
vergano i loro capolavori e Firenze si stava imponendo al mondo    come la
culla del pensiero.
 Cacciato il duca di Atene , repressi i Ciompi , era una specie di
principato occulto degli Albizi ai quali seguiranno i Medici.
 Anche Siena era i piena fioritura artistica era il secolo del Duomo , del
Campo e della torre del Mangia  se¹ a Firenze stavano per operare il
Brunelleschi ed Paolo Uccello a Siena avrebbe vissuto Simone Martini , Santa
Caterina ed il Lorenzetti .
 Insomma due città opulenti e belligeranti , Firenze aveva  riconquistato il
dominio sul Chianti e da Radda nella sua podesteria venne editato il primo
statuto della Lega del Chianti, sebbene qualcosa del genere era già stato
fatto nel 1250.
 Lo statuto della Lega del Chianti durerà fino alla fine del 1700 , quando
il Granduca introdusse i comuni.
 Lo stemma della lega era il gallo  nero in fondo dorato, che poi sarà
ripreso dal consorzio del Chianti Classico.
 Questo consorzio intorno a gli anni O 80 dovrà subire la perdita di alcune
prestigiose fattorie , che commercializzeranno il loro vino con propri
marchi.
 A questo punto la storia del territorio si mischia con quelle del suo
famoso vino non è possibile scindere dal chianti vino, il chianti territorio.

Tigre31

 

>  A questo punto la storia del territorio si mischia con quelle del suo
> famoso vino non è
possibile scindere dal chianti vino, il chianti
> territorio.

Ah no? E perche'? Eppure proprio a leggere le tue storie, molto belle,
emerge benissimo la millenaria  storia di un territorio. Bastano pochi
decenni di usurpazione di un nome territoriale a uso e consumo di una
corporazione, per cancellare quella storia? Non sono d'accordo: il
territorio chiantigiano e' chiaramente riconoscibile e distinguibile dal
comprensorio di produzione di vini chiamati Chianti.

filippo