Il 24 dicembre 2006 tigre31 ricorda…:
La massaia
almeno 2-3gg. prima aveva tirato il collo ad un paio
di
capponi,che sarebbero stati i protagonisti loro malgrado del grande pranzo
della festività.
Normalmente le massaie erano in grado di poter castrare i polli molti
mesi
prima , diversamente gli portavano da una vicina
esperta , nell'asportazione
dei testicoli alle povere bestie .
Un giorno prima la massaia aveva fatto il pane , per averlo fresco ,ad
ogni
modo il suo pane era gradevole anche molti giorni dopo.
Poi aveva fatto molti cantuccini, che vengono
conosciuti come i biscottini
di Prato, da sempre prodotti in tutte le parti della regione .
Per i nipotini con la stessa pasta aveva fatto dei pupazzetti, l'affetto
era grande le sue risorse erano minime .
La grande crisi americana, arrivata da noi un paio di anni dopo , aveva
dimezzato i prezzi dei prodotti agricoli, in qualche caso tanti prodotti
finirono fuori mercato , come i bozzoli del baco da seta che persero
circa
l'80 % del loro valore, era una risorsa per le donne di casa.
Comunque dopo la guerra di Abissinia , il Duce si trovò con le casse
vuote
e svalutò la £ di oltre il 40 % , le esportazioni verso il 1937-8 ripresero
e ritornarono nelle città d'arte i turisti, i prezzi dei prodotti agricoli
risalirono ed i coloni ebbero qualche £ da spendere .
Intanto il capoccia con i figli avevano preparato il " Ceppo"
, si trattava
del parco radici ed un po di tronco di un gigantesco
olivo, candidato da
mesi a questo servizio .
Non si trattava di un olivo dell'oliveto in funzione , ma di una pianta,
che per ragioni logistiche doveva essere tolta, a volte poteva essere di
oltre
Il ceppo lo potevano bruciare solo i coloni che avevano
un enorme canto
del fuoco , cucine piccole non si prestavano alla
bisogna.
Il ceppo di olivo era duro a morire e duro e lento a bruciare
,qualche
volta poteva arrivare fino alla Befana , di solito al capodanno era ancora
in combustione.
La massaia andava alla prima messa , i suoi
giovani erano andati a quella
di mezzanotte, anche per incontrarsi con il partner , il capoccio andava a
quella delle 9 ed il resto a quella cantata intorno alle 11 .
Ore 13 gran pranzo , si iniziava con il cappone in brodo , non vi erano i
tortellini , tipici dell' Emilia , che arrivarono molti anni dopo, pasta
normale o riso , poi cappone lesso, seguiva cappone in umido con
patate ,
ed infine cantuccini con il vinsanto di propria
produzione .
Panettone e pandoro erano sconosciuti , vi era invece il panforte senese,
il più richiesto era marca Margherita, poi i cavallucci , tipici dolci
toscani che venivano dati ai passeggeri quando cambiavano i cavalli
nelle
stazioni di sosta.
Di frutta erano le arance le preferite ,
ma non una per componente, ma
diversi spicchi, purtroppo quella del podere era esaurita
e la disponibilità economica era sempre ridotta.
La sera a cena troneggiavano gli avanzi del pranzo precedente
e poco
altro.
I regalini ai bimbi venivano fatti per
occasione vi era quella Fascista, si trattava di una calza con una arancia
2 cavallucci , 3-4 caramelle e cioccolatini e secondo le disponibilità il
giornalino IL BALILLA.
Altri tempi. Tigre31