Il 12 agosto 2005 tigre 31 continua a raccontare….
Le fattorie
toscane avevano il loro papa o C.E.O. nel fattore, ne' abbiamo
già parlato. Esso era assistito da 1-2 sottofattori, in età da
a loro volto avevano 1-2 apprendisti sottofattori, di fresca licenza dalle
scuole di agraria.
Poi vi era il terzo uomo , niente di poliziesco , era il capo operaio
,
infine arrivava , il ns. protagonista IL GUARDIA.
Era di solito un ex colono, bravo cacciatore , che in questo lavoro
aveva
la protezione degli animali e non la loro cattura.
Se' la fattoria era piccola difficilmente poteva avere un guardia, di solito
si consorziava con altre aziende vicine e poteva averlo in compartecipazione
Se' aveva una discreta dimensione lo aveva senz'altro.
Alto dinoccolato con a tracolla un fucile cal. 12 oppure un moschetto
mod.
38, vestito di grigio verde ,con il cappello da alpino girava tutta
l'azienda da mane a sera.
Alla cintura di solito aveva una piccola scure, con questa tagliava
alla
base l'edera , che avrebbe finito per danneggiare le piante di alto
fusto.
La sua abitazione era nel bosco e di solito era una casina che sembrava
uscita da un libro di novelle, accanto aveva un bell'orto e non molto
lontano l'allevamento dei fagiani.
Ecco la descrizione di Nello, il guardia dei Leoni , dà me conosciuto
un
cinquantennio fa.
Ex combattente della div: Garibaldi, nei Balcani , non ritornò nella
famiglia contadina , si era abituato al moschetto
come guardia.
Si sposò con una bella e brava colona ,ebbe una casa nel mezzo del bosco,
incominciò l'allevamento dei fagiani con delle tacchine per la cova, ai
coloni che durante la mietitura gli portavano le uova dei nidi dei fagiani,
dal fattore gli faceva dare un premio.
Arrivò con questo sistema a produrre un centinaio di fagianini all'anno
,
che nutriva con le uova e larve di formiche , prese in bici fino a 5-
di distanza + uova sode di gallina , con radicchio finemente tritato.
Poi i fagianini passavano un tre recenti con la rete sempre più alta ,
finchè volavano nell 'azienda .
Si era nell'immediato dopoguerra i bracconieri imperversavano, una notte,
con una batteria ed un faro gli fecero fuori vari animali, il ns. con il
moschetto ingaggio una vera battaglia si pensa che abbia ferito uno
di loro
per delle tracce di sangue lasciate.
La notte successiva , con un Thompson ed altre armi diedero l'assalto
alla
sua casa, il ns. fece sdraiare sul pavimento la moglie e la figlia piccola
e rispose al fuoco dalla finestra , alla fine i bracconieri gli lanciarono
una T. 25 , di cui conservò il manico scheggiato , dopo di che lo
lasciarono tranquillo,era un osso troppo duro.
Dalla azienda veniva usato per comunicazioni ai coloni ed in qualche
caso
nelle piccole spartizioni di prodotti.
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