Il 3 febbraio 2007 tigre31 ci racconta del…:

 

Ho già raccontato che le fattorie più importanti avevano il falegname aziendale, poteva fare riparazioni

ai carri colonici , difficilmente era in grado di costruirne uno di sana pianta , qui' ci voleva il carradore.
 Egli era lo specialista  per questo lavoro, la parte  più difficile era fare le ruote, che dovevano durare

molti anni ed erano soggette a tutte le intemperie  esse erano di legno ,

con 12 raggi ed un cerchione metallico esterno, erano fissate su’ di un assale in ferro con due bronzine.
 Nella ns. zona i carradori erano grosso modo  uno per paese agricolo,

di solito era una famiglia, che aveva questa  bottega  da generazioni , ci lavorava il titolare,

i figli e quando vi era da mettere il cerchio di ferro infuocato sulla ruota di legno anche la moglie.
 Era una azienda artigiana abbastanza complessa doveva avere  la macchina piega cerchioni ,

il forno per scaldare il  cerchio, il trapano per ben fissarlo la forgia  e tante altre macchine.
 I carri avevano la martinicca , che era il loro freno , un verricello subito sotto la  fine del pianale ,

serviva nel caso di carichi voluminosi , come il fieno  per ben fissarli con funi.
All’inizio  della fiancata del carro vi era il nome della fattoria , molte volte anche con il suo stemma ,

poi seguiva l’annata in cui era stato costruito, gli ultimi penso nel decennio  del 1950,

poi il nome del podere,questo sui due lati , di solito in blue o nero , mentre il carro era rosso.
 Nel periodo fascista, le dittature nere , rosse ed a pippolini ,

vanno sempre a braccetto con la burocrazia, me ne’ resi conto anche a Cuba qualche anno

e fu’ creata nel ventennio  una targhetta , mi sembra in alluminio , con un bollo in ottone ,

tanti dati , cioè comune , azienda e la portata.
 A seguito di questa una tassa annua da pagare al 50 % l’azienda ed il colono.
 Una delle caratteristiche della burocrazia è quella di far pagare il servizio ,

anche se’ non richiesto e non serve a niente.
 Una lunga stanga   fissava il carro al giogo dove vi erano due bei bovini ,

ovviamente chianini.
  Il podere aveva almeno due carri, ed un carro botte per portare l’acqua, per la famiglia e bestiame ,

quando si incominciarono a fare i vigneti anche un altro carro botte per la poltiglia bordolese.
 Il carro  più vecchio veniva usato per portare il letame nel campo,

in questo caso il servizio poteva essere fatto dalle vacche.

I bovi dovevano fare lavori più impegnativi.
 Con il carro più nuovo il colono andava  un giorno alla settimana a ritirare alla fattoria  i concimi,

gli eventuali mangimi , anticrittogamici , antiparassitari,sementi  ecc., questo era in base all’epoca dei lavori.
 Nel caso di piccole aziende , andavano direttamente  al Consorzio Agrario ,

con il mandato del fattore e ritiravano quanto sopra.
 In primavera quando il carro  attraversava il paese ,

anziane vecchiette stavano attente alla defecazione dei bovini ,

per  poi velocemente andare a raccattare  il prodotto ,

secondo loro il basilico che avevano sulla finestra cresceva meglio ed era più saporito,

si portava al livello ligure.
 Il carro nuovo serviva anche per i matrimoni, ho visto belle giovani colone genere Arcuri ,

mai qualcuna anoressica, con il vestito della festa e a volte con dei fiori nei capelli,

sul carro anche il loro sposo.
Altri tempi.
tigre31