Il 2 agosto 2006 tigre31 racconta…:

 

Mezzo secolo fa un mio zio passando sotto una vecchia torre del XII° secolo,
mi disse " Io vorrei sapere chi è stato  quel fesso a piantare  un fico su'
questa torre"
 Fresco di agraria gli spiegai che era stato un di dietro di un beccafico,
piccolo uccellino africano di circa 20 gr. che doveva raddoppiare di peso
per fare ritorno a metà dell' Africa ai primi di settembre .
 Il dolce frutto che noi mangiamo , non è un vero frutto , una
inflorescenza , il frutto sono i tanti semini all'interno,che servono per la
riproduzione.
 Il beccafico doveva puntare su' Gibilterra , dove il tratto di mare deve
essere all'incirca una quindicina di km e poi puntare verso casa sua,
contando il prossimo anno di ritornare a mangiarci i fichi, sempre se' la
salute e le avventure del lungo viaggio lo assistono.
  Nella famiglia contadina i fichi erano importanti , nel podere ci potevano
essere 3-4 ed a volte anche di più piante , tre generazioni fa al tronco ci
poteva essere una selva di spine per impedire la raccolta.
Essa iniziava a metà agosto con la qualità Albi , adatta solo per la
marmellata ,che veniva fatta dalla massaia in almeno 3-4 grandi vasi di
vetro , con in cima uno strato di alcool(non denaturato) per evitare la
muffa.
 Poi toccava ai Dottati, per lo scrivente i migliori erano quelli che
servivano per fare le biccie, i ragazzi gli raccoglievano e gli aprivano
dalla parte opposta del picciolo.
 Venivano messi a seccare su' graticci di canne, successivamente abbicciati
,in tanti casi mettendo una mezza noce nell'interno.
 Seguivano poi i fichi neri e pelosi Brogiotti , poco graditi , per ultimi
arrivavano i Verdini , se' la stagione era buona anche a fine ottobre ve' ne
erano ancora.
 Il ns. uccellino concorreva solo ai primi due, impellenti necessità lo
richiamavano in sede.
In ottobre la massaia che aveva messo in vecchie bigoncie molte biccie di
fichi secchi e borzoni, (quegli non aperti che erano seccati sull'albero),
aveva una sorpresa , vi erano le tignole.
 Si disperava con lo scrivente in quanto era ultrasicura di aver chiuso bene
le bigoncie, io gli spiegavo che doveva mettere una finissima garza sopra
alle stuoie  quando i fichi erano a seccare , in questo caso l'ovopositore
della tignola, non avrebbe funzionato.
Per finire il discorso  marmellata e fichi secchi , con altri prodotti erano
un buon secondo  nella vecchia civiltà  contadina.
 I tempi di maturazione si riferiscono al centro Toscana a Malta gli vidi
maturare molto prima.
 Oggi le biccie di fichi secchi ben fatte e grumate sono prodotti da
boutique alimentare.