Il 16 febbraio 2006 tigre31 racconta…:

 

Nella famiglia mezzadrile, dopo il bestiame che era a metà con la fattoria e
curatissimo, vi era una adorazione per questa pianta, per il fatto che era
apprezzato il suo prodotto nella parca cucina toscana  , con un di olio
tutto era buono.
 Non  ho visto olivi, nelle ns. zone  come quelli della Magna Grecia di
2.000 anni , di 400-600 anni  si, anche se' rari ed ubicati in
posizioni solatie . Purtroppo di tanto in tanto arrivava un inverno rigido,
come quello del 1985, che fece fuori  quasi tutti gli olivi , dovettero
salvo un 5 % che defunsero definitivamnte  rifarsi da capo, con i nuovi
polloni.
 In un libro del Granduca di Toscana , racconta che negli anni intorno al
1840 , venne un inverno del genere che fece fuori gli olivi.
 Lui se' ne rese conto a Poppiano , dove era andato a cavallo per una
ricognizione  e scrisse che si sarebbe interessato di acquistare l'olio da
altre parti,in quanto per diversi anni  il raccolto sarebbe stato esiguo.
 Caratteristico il governante dell'epoca che si preoccupa di queste cose, la
fortuna della Toscana , furono senz'altro gli Asburgo-Lorena,che la
amministrarono veramente bene.
 Oggi una buona parte del terreno delle olivete è abbandonato da anni, vi
cresce un paleo foltissimo , d'altra parte è difficile anche con le macchine
lavorare questi terreni.
Nella vecchia civiltà contadina, nelle dotazioni del podere  vi era una
speciale ascia affilatissima , che finiva a mezza luna , idem un palo di
ferro assai pesante con la stessa finitura .
 Il mezzadro durante l'inverno in un periodo che i lavori erano ridotti
controllava tronchi ed in qualche caso i rami degli olivi , gli toglieva il
marciume ed a lavoro finito  ci passava il catrame affinchè l'acqua non
ponetrasse nel legno.
 Oggi avrebbero da fare, però nessuno niente del genere,non ho mai visto
smarciato un olivo.
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