Il 13
agosto 2009 tigre31 racconta...:
In questi
giorni al mattino presto date le alte
temperature, ho potuto
fare un po' di trekking nei poderi della Toscana Centrale, quello che mi
risalta alla vista rispetto a 2-3 generazioni fa' vi sono frà le tante
altre cose è la mancanza degli alberi da frutto.
Gli ultimi sono dei vecchi susini, senza alcun frutto, qualche fico ,
peschi neppure uno, qualche noce e qualche mandorlo, tutto il resto è
sparito.
Un po' in tutte le fattorie a quel tempo in primavera ,
trasformavano in
outlet i vivai acquistando le rimanenze degli alberi
da frutto , che poi
ripartivano frà tutti i coloni
Se' erano state fatte delle fosse venivano
date molte piante ai coloni
in particolare per i peschi da piantare con il consiglio , di non
metterli
mai vicino alle viti.
La raccomandazione era questa, la pianta dopo una quindicina di
anni muore
e causa la morte della vite che a nord od a sud o a est o a
ovest del
pesco stesso.
Qualche fico vive ancora non potato , mi ricordo di quando ad agosto-
settembre ai figli dei coloni gli veniva fornita una bella fetta di pane e
via sul fico a mangiare le dolci inflorescenze, e fare colazione che
erano
di gran lunga meglio delle merendine attuali.
Negli anni '30 e 40 del secolo scorso ho visto i gambi dei fichi ,
recintati da spine per impedire a gli estranei di salire sulla pianta, la
bigoncia di fichi secchi era un ottimo secondo per la famiglia contadina.
Oltre ai peschi che anno vita breve sono spariti i ciliegi colpiti da
resine mucillagginose , gli albicocchi , i meli ed i peri trapanati dalla
carpocapsa ed un po' tutti le altre specie per
mancanza di cure.
Per la famiglia contadina i circa 30 o più alberi da frutto del podere
erano una buona risorsa per l'alimentazione i primi frutti venivano inviati
sempre in fattoria, utilizzando i ragazzi, se' gli
mangiava il padrone o il fattore.
Mele e pere venivano messe sui bordi degli armadi e consumati in inverno
dopo una accurata spolveratura.
Tigre31
> resine
mucillagginose , gli albicocchi , i meli ed i peri
trapanati dalla
> carpocapsa ed un po' tutti le altre specie
per mancanza di cure.
ciao Tigre
negli anni 30-40 non c'era la carpocapsa?
bye alessandro
Si che vi
era , veniva uccisa inserendo un pezzetto di carburo di calcio
nelle gallerie, la linfa faceva svolgere l'acetilene un po' di mota
sigillava l'orifizio ed il bruco passava a miglior vita , senza diventare
farfalla.
Ciao tigre31
Allora
forse ti confondi con il Cossus cossus
&/o Zeuzera pyrina (I
rodilegno) ;-)
ciao old
> Si che vi era , veniva uccisa inserendo un pezzetto di
carburo di calcio
> nelle gallerie, la linfa faceva svolgere l'acetilene un po' di mota
> sigillava l'orifizio ed il bruco passava a miglior vita , senza diventare
> farfalla.
la carpocapsa è quella che si mangia i semi delle
mele (noci, ecc.) ...
insomma le mele di una volta erano bacate come quelle di adesso (se non vengono
trattate) ?
bye alessandro