Il 14 gennaio 2007 tigre31 racconta…:

 

Un coetaneo che ha seguito su Ida la lunga fila di questi post , mi ha
detto " Hai parlato di tutti salvo di noi ". Rimedio subito , il signore in
questione negli anni ' 40, poteva essere un bimbo come quello di cui narrerò
la storia, oggi ad oltre 70 anni è un affermato industriale del settore
tessile, con una bella fattoria nel Chianti, Suv, casa al mare ed in
montagna , ne' ha fatta di strada.
 La vita dei ragazzi dei coloni , fino a che non andavano a scuola , si
svolgeva nel campo e nell'aia di fronte alla colonica , a loro  nessuno gli
raccontava che i bimbi gli portava la cicogna o nascevano  sotto i cavoli ,
vedevano giornalmente gli accoppiamenti degli animali del cortile e poi le
nascite dei cuccioli.
 Giunti a sei anni , con una vecchia cartella e gli zoccoli di legno ,
partivano  a piedi per la scuola , che poteva essere fino a 3 km dalla
colonica , lo scuolabus esisteva in URSS, per le enormi distanze.
 Erano i primi ad arrivare , bianchi e rossi in faccia , sotto l'acqua o la
tramontana o con la neve e  a  volte erano  anche bravi.
 Dopo aver fatto le lezioni, prima che arrivasse l'oscurità, in quanto
rarissime erano le coloniche con la luce elettrica, aiutavano nel possibile
i genitori o i fratelli maggiori,nei lavori dei campi.
 Nel decennio del 1950 , partirono con tutta la famiglia verso la città ed
in diversi casi ebbero anche un buon successo nelle nuove professioni.
Per spiegare la loro vita racconto la storia di uno di loro:
 Marzo 1948, fra un mese ci sarebbero state le elezioni, che culminarono con
il grande duello , Palmiro- Alcide , con la strepitosa vittoria di questo
ultimo.
Vengo incaricato di andare al podere  del Giotti , nella Mandria, in quanto
il motore del trinciaforaggi non gli funzionava, i sottoagenti potevano fare
anche di questi lavoretti.
 Un elettricista del paese vicino, all' ARAR di Livorno aveva acquistato
uno stock di motorini  che gli americani usavano per ricaricare le batterie
dei loro automezzi, ne' avevamo presi uno in quanto questo podere aveva un
turnover eccessivo , le famiglie contadine ci stavano 2-3 anni e poi
partivano per nuovi lidi,si vedeva se' fornendo nuovi mezzi il colono
attuale vi rimaneva, invece due anni dopo tagliò la corda pure lui.
 Ne' avevamo altre di famiglie  che erano all' ottava generazione che
vivevano nello stesso podere. Questo podere  era  veramente disgraziato ,
sui 15 ha , almeno 12 era un terreno argilloso , favoloso per i mattoni , il
resto era una collinetta di tufo e ghiaia , ottima per la vite , era stata
fatta una vigna di 4.000 mq (1 Acro) e niente altro per mancanza di
finanziamenti.
 I bovi avevano bisogno del segato , che veniva fatto con il falcione o
trinciaforaggi, a mano era una notevole fatica , a questo motorino a 2 tempi
era stata messa una cinghia che azionava bene la macchina.
 I coloni dell'epoca amavano i campi , le piante , il bestiame , ma erano
allergici a qualsiasi tipo di macchina , dopo il grande esodo , alcuni
furono assunti come operai e non si contarono i grippaggi dei motori dei
trattori per mancanza di olio ed i  radiatori spaccati dal gelo , per non
aver scaricato l'acqua.
 Nella famiglia oltre ai due patriarchi vi erano 2 figli sposati e ben 6
nipoti Giuseppe , era il bimbo più piccolo  aveva 5 anni era  a giocare
nell'aia , quando mi vide che armeggiavo al motore, che aveva  solo la
candela  di accensione sporca , venne nella stanzetta del trinciaforaggi.
 Indossava un grembiulino ed al naso aveva due lunghissime candele di muco,
guardandolo mi venne da sorridere, ad ottobre la signora marchesa venuta a
osservare  la vendemmia , lo aveva  preso in braccio e dopo si accorse , che
il suo braccio destro aveva cattivo odore ed era macchiato di feci, infatti
anche quel giorno il bimbo aveva il pipi al vento, ed era senza mutandine e
fuori tirava la ns. famosa tramontana , il pozzo era una lastra di
ghiaccio,idem le pile con l'acqua per gli animali.
 Era la famosa selezione , i bimbi più deboli finivano al cimitero, gli
altri non gli uccideva neppure l'atomica, Giuseppe finirà  la sua vita
pensionato in città dopo essere stato preside di una scuola importante ,
mentre il padre Giotti era analfabeta e firmava i saldi , con una croce
tremolante.

Tigre31