Il 10 ottobre 2004 tigre ci tuffa nella storia di un tempo passato…:
Il diario
del fattore (III parte de Gli ultimi splendori della mezzadria) fu
da me trovato nel retro del cassetto della scrivania, nello scrittoio della
fattoria La Sassaia dove giaceva polveroso da anni.
Chiesi chi fosse, mi fu risposto:
''Era una persona seria e ben preparata, fu uno dei primi morti in Libia.
Nell'estate del 1940 la vedova ed i figli si trasferirono a Roma. L'ho
riportato integralmente, in quanto può aiutare il lettore a capire questa
che della civiltà contadina era una delle figure piu' importanti."
Il
diario di un fattore
28 ottobre 1935
Oggi 28 ottobre 1935 anno XIII dell'Era Fascista.
Approfitto della festa per confidarmi con te, caro diario.
Quante cose mi sono successe in questi due ultimi due mesi... troppe. Devo
riepilogarle da capo.
Prima di tutto mi trovo nello scrittoio della fattoria
nel Valdarno Fiorentino, una delle più belle fattorie della Toscana.
Io, Giovanni, figlio di un umile sensale morto tanti anni fa sull'Ortigara.
Guardo questo scrittoio dove si sono avvicendati tanti fattori. Vedo i vari
quadri di manifestazioni alla quali la fattoria ha partecipato: "Exposition
de Bruxelles - 1908 medaglia d'oro per il miglior Chianti" "Arezzo
1901:
esposizione della razza chianina - Primo premio con il toro Ariete, peso:
quintali 21" e tante altre.
Guardo la mia bella scrivania con il doppio calamaio per gli inchiostri
rosso e nero, l'Aquila impagliata sopra all'armadio dei registri, il reparto
per la gradazione del vino, la scrivania dei due sottofattori... Do
un'occhiata dalla finestra e vedo la bellissima Vallombrosa con i suoi
boschi e foreste che cambiano di colore con l'autunno incipiente. In basso
scorre l'Arno con una piena impetuosa. Lungo la sua riva un treno sbuffando
va in direzione di Roma e vedo la piccola e ordinata stazioncina.
Solo due mesi fa ero uno dei due sottofattori della fattoria di Montagnana
da dove mi trovavo da poco meno di 10 anni.
Qui invece, il vecchio fattore Cimali, scapolo ed ex seminarista passato
all'agricoltura, si fece una domenica l'ennesima bella mangiata. Troppo il
dottore del paese si raccomandava: "Caro Sor Fattore lei è troppo grasso!
116 kg sono una pazzia! Qualche volta le prende un coccolone e ci resta".
Lui niente... ormai la parte migliore della sua vita l'aveva passata. Dentro
di lui almeno 10 generazioni di Cimali affamati facevano sentire il loro
appetito represso. Ora che poteva mangiare quanto gli pareva lui mangiava
fregandosene altamente del dottore. Dai contadini lo portava la fida cavalla
Emma e lui continuava a mangiare a più non posso. Il lunedì mattina la
fattoressa non vedendolo alzare si era recata nel suo appartamento
trovandolo stecchito. La ghiotta notizia arrivò al mio nonno Beppe intorno
a
mezzogiorno. Gliela comunicò il sensale Ignesti, grande amico di mio nonno
ex sensale ora a riposo. Mio nonno mi telefona in fattoria e mi dice:
"Domani quando vieni a fare il mercato a Firenze vieni a farmi visita.
Se
tutto va come spero può darsi che abbia trovato un posto da fattore per te."
Il nonno telefona al maestro di casa della Sassaia tale Barbatagliata e gli
fa le più sentite condoglianze per Cimali che conosceva benissimo poi dice
che i due sottofattori sono troppo giovani per un incarico del genere. "Qui"
aggiunge il nonno "ci vuole un fattore con le palle cubiche. Si dà il
caso
che io abbia luomo giusto e che per caso sia mio nipote. Lo faccio sia per
la nostra vecchia amicizia sia per mio nipote". Il maestro di casa gli
risponde che la cosa è troppo fresca non ancora idee di cosa fare comunque
domani senza impegno alcuno porti suo nipote che ci avrebbe parlato. Il
martedì vado a fare il mercato a Firenze. In via Condotta ritrovo alcuni
amici di scuola, qualcuno già fattore però i più in attesa del posto. La
fine di Cimali era sulla bocca di tutti io indifferente alla cosa. Si parla
delle divisioni italiane nella Quarta Sponda schierate al confine con
l'Egitto e della prossima guerra con l'Abissinia: non vi erano più margini
alla trattativa la parola stava per passare alle armi. Si parla poi del
prestito nazionale. Il Brandi dice: "E' un affare a parte l'aiuto alla
Patria". Io gli dico mio malgrado di non avere soldi da prestare. Poi
vado
da Pistoj a comprare dei registri vedo questo quaderno con la copertina nera
e subito me ne innamoro anche se costa 1 lira. Alle 11 avevo lappuntamento
con nonno Beppe. Siamo andati allufficio di questo maestro di casa. E in una
bellissima villa sul Prato. Grandi convenevoli fra i due vecchi entrambi
sulla settantacinquina. Barbatagliata mi squadra e poi mi fa una serie di
domande. La fattoria dove lavoro io e un suo conoscente è molto più moderna
delle 4 aziende che lui dirige. Il proprietario ha fondi sufficienti per
rammodernarla mentre il suo gruppo naviga da sempre nella illiquidità. Il
nonno gli fa presente che la morte del fattore è capitata in un periodaccio:
fra poco la vendemmia incombe. Ci lascia dicendo che darà la risposta entro
un paio di settimane. Il nonno è esultate e mi dice che è fatta: "Il
tuo
curriculum è ottimo idem la fattoria dove lavori. Non ci dovrebbero essere
problemi di sorta". Ritorno a Montagnana e riferisco al fattore le tendenze
del mercato: il grano è in fase di aumento è meglio attendere un po a
venderlo forse fra qualche mese può darsi che raggiunga le quotazioni di
prima della crisi. Il fattore è daccordo ed aggiunge che se i prodotti
agricoli non risalgono la china iniziata 4-5 anni fa con la grande
recessione americana il rilancio dellagricoltura è problematico con i prezzi
attuali tutti sono in rimessa. Passano così due settimane. Io rimango
imperterrito al mio posto penso che il fattore nel frattempo abbia capito
qualcosa... d'altra parte a suo tempo anche lui avrà fatto come me. Il
martedì sera nuova telefonata del nonno: "Il maestro di casa ti vuole
domattina a Firenze nel suo ufficio. Penso sia fatta." Vado dal fattore
e
gli spiego tutto. Si congratula e mi dice che perde un ottimo collaboratore
conosce la fattoria perchè nei suoi anni verdi era stato apprendista a
Pagnana che è nelle vicinanze. "Da ora ritieniti libero e prendi tutto
il
tempo che ti serve".
La mattina nuovo incontro con Barbatagliata viene definito il mio compenso
poi mi dice per lunedì prossimo di portarmi alla Sassaia per le consegne che
farà lui.
Ritorno a Montagnana faccio le ultime registrazioni di mia competenza
incasso lultimo stipendio ed al fattore faccio le consegne di quello che io
avevo in carico. Fatte le valigie il giorno dopo prendo lautobus e vado dal
nonno a Bivigliano.
Il giorno di poi ritorno a Firenze ed in via del Corso rifornisco il mio
magro guardaroba acquistando un bel completo di velluto a righe marroni con
relativo panciotto. Con il nonno ragioniamo di tutto in quei tre giorni. E
fascista ma un po' tiepido dice di tanto in tanto: "Non so dove finirà
l'Italia con questo Fascismo..." Ragioniamo anche di donne e mi spiega
il
suo punto di vista dettato dalletà e dallesperienza: "Nella vita bisogna
sapersi vendere bene non solo nel lavoro ma anche nel matrimonio. Vedi come
hanno fatto conti e baroni? Mai vanno a sposare una morta di fame solo
perchè è bella ci possono andare a letto questo sì però sposano una
marchesina una figlia di industriale perchè i soldi nella vita caro ragazzo
aiutano sempre". Io ribatto che sono del parere di due cuori ed una capanna
lui risponde: "Sei un giovane illuso con il tempo metterai giudizio".
Alla Sassaia ad un mese esatto dalla morte del Cimali arrivo io come nuovo
fattore.
Il maestro di casa mi presenta anzitutto ai due sottofattori Francesco e
Gino vengono molto freschi dalla mia scuola JAS chiedo di alcuni professori
che vi erano anni fa e che ci sono tuttora .
Mi dicono che quello di italiano è ancora più strano che ai miei tempi.
Conosco la fattoressa Rina una bella ragazza di qualche anno più di me il
guardia Nello che poi mi porterà a visitare tutti i coloni. Con i due
sottofattori chiedo di visitare la cantina: mi faccio aprire alcune botti
e
sento il loro profumo. Una non mi convince entro dentro: ha una doga
marcita. Dico al falegname di fare subito la sostituzione. Poi ai due
giovani dico di iniziare a bagnare i vasi vinari perchè la vendemmia è
vicina. Francesco mi dice che la prossima domenica al paese si tiene la
festa delluva bisogna organizzare la nostra partecipazione. Gli dico che di
questo se ne interessi lui poi sabato sera verrò a dare unocchiata. Insomma
caro diario
i più bei bovi chianini tutti infiocchettati e con gli specchietti carichi
di pioppi duva e di belle contadinelle con il costume regionale.
Ritorniamo ora alla visita della fattoria con il guardiacaccia.
Il terreno della fattoria come dice il nome è giusto per la coltivazione
della vite però ho dato unocchiata al raccolto dello scorso anno: solo 340
hl di parte è troppo poco per 42 coloni. Ho visto che solo pochissimi hanno
pezzi di vigna tutti hanno prode e pioppi molto vecchi anche ante
fillossera. La qualità del vino dato il terreno ed esposizione è ottima. Le
case coloniche sono vecchie e malandate il mulino è del XIV secolo penso che
molte case risalgano al medesimo periodo. Vi è una bella monta taurina con
il toro Adone che penso si avvicini ai 20 quintali. Il tutto ha bisogno di
manutenzione però di soldi in cassa ed in C/C ve ne sono ben pochi. Per il
resto la fattoria è sufficentemente moderna: ci sono tutti i locali per le
lavorazioni. Il frantoio è sufficentemente moderno e lavora anche per conto
terzi. Mi sono meravigliato del racconto di olio di parte: oltre 100
quintali quasi un terzo del vino. Nella mia vecchia azienda si stava 1 ad
8.
Accanto al frantoio una bella cappella chiusa da anni perchè la chiave è
stata smarrita. Oltre la cappella il colono Bettini la cui moglie Beppa
aiuta la fattoressa al bisogno. Ho visitato la villa penso del tardo XV
secolo: doppio scalone di ingresso un bellissimo salone con soffitto
veneziano... penso nei bei tempi andati qui ci ballassero i nobili una bella
scalinata per salire al primo piano dove sono le camere tutte con il
baldacchino. Di fianco al salone ampie cucine biblioteca ecc.
Ho conosciuto Emma la cavalla del mio precedessore vi è anche una moto Guzzi
che provvederò a farla rimettere in circolazione. I due miei aiutanti usano
le bici per gli spostamenti.
Il maestro di casa è ripartito il giorno dopo. Ho avuto modo dopo le
consegne di parlarci di un po di tutto e mi ha confermato quello che mi
aveva detto il nonno: è una brava persona. Mi ha detto che quando
capiteranno i marchesini io posso dare loro 50 o 100 lire previa ricevuta
niente di più. Disposizioni del loro padre.
Gli operai della fattoria sono 7 di cui tre giovani e provengono dal paese
vicino. Un mese fa ho fatto il mio mercato da fattore a Firenze, ci sono
andato con Ignesti il sensale della zona amico di mio nonno. Giunto in via
Condotta gli amici mi hanno fatto subito festa complimentandosi per la mia
nomina a fattore. Brandi mi ha detto che un mese fàa io ero l'unico che non
si scalmanava per quel posto... gli ho raccontato quello che aveva fatto per
me mio nonno. Tutti volevano festeggiare a mie spese la nomina. Bertelli ha
suggerito di trovarci dopo il mercato in una nota casa di via dell'Amorino.
Così è stato ed ho dovuto "offrire" per tutti. Sono sempre stato
uno
scarsissimo frequentatore di case chiuse ed a dire che i nostro gerarchi le
utilizzano al massimo per i loro convegni! In questa sembra che ci venga
anche sua eccellenza Pavolini. Ad un certo punto la maitresse ha riunito
tutte le sue ragazze portandole nel salottino riservato. Parenti ha detto
che secondo lui vi era un monsignore. Io ho detto "A dare la benedizione"
risata generale. Io ho preso una brunetta di Mirandola. E' vero che a letto
le emiliane hanno .... una marcia in più. Le ho chiesto il perchè di quella
brutta vita. Mi ha spiegato che quattro anni fa si concesse ad un bel
giovane e rimase in stato interessante, il bel giovane era già sposato. Il
padre la cacciò di casa perchè in precedenza l'aveva già avvertita di non
concedere niente. Messo il bimbo in un istituto, "Vedesse come è bello"
disse illuminandosi tutta, andò fare la serva. Anche qui l'uomo di casa
quando la moglie era fuori allungava le mani... si licenziò e andò in
un'altra famiglia ma stessa storia. "Allora mi sono detta, se devo fare
questo lavoro voglio ed esigo di essere pagata ecco perchè oggi sono a
Firenze. La prossima quindicina la faccio a Roma e quella di poi a Napoli".
Sono rientrato in fattoria con il morale nei calcagni.
La scorsa domenica prima S. Messa al paese, ho scelto quella delle 11. Ho
parcheggiato la moto nei paraggi della chiesa e sono entrato. Ho notato che
molte ragazze mi guardavano. Avevo il mio completo di velluto da fattore
stivali e nella mano sinistra cappello e mazzetta. Penso di aver fatto un
notevole colpo, molte ragazze erano contadine della mia fattoria. Ritornando
a quanto dice il mio nonno Beppe esse non devono rientrare nella mia zona
di
caccia. Certo mi avvicino alla trentina, è un passo che devo fare...
auguriamoci di farlo bene.
Caro diario spero di rileggerti. Fra molti anni mi ripropongo di tenerti
aggiornato e di non fare cronache di 2 mesi.
Tigre 31
continua…
GLI ULTIMI SPLENDORI DELLA MEZZADRIA
www.enzopruneti.com